Canada cancella la Digital Services Tax: sollievo per l’iGaming business e nuove prospettive per il mercato
Il governo canadese ha ufficialmente sospeso l’entrata in vigore della Digital Services Tax (DST), una decisione che non passa inosservata per il settore iGaming. In un contesto di crescente attenzione verso la regolamentazione dei servizi digitali, la scelta di Ottawa di rinunciare, almeno per il momento, a una tassa del 3% sui ricavi delle piattaforme digitali rappresenta un chiaro segnale politico ed economico, con effetti concreti per gli operatori del gioco online, soprattutto quelli internazionali.
Una tassa che preoccupava il digitale, incluso l’iGaming
La DST canadese, annunciata nel 2020, si ispirava a misure già adottate in Europa da paesi come Francia, Italia e Spagna e mirava a colpire i giganti del tech, in particolare le multinazionali che generano ricavi significativi offrendo servizi digitali agli utenti canadesi senza una presenza fisica rilevante nel Paese.
Secondo quanto previsto dal provvedimento, la tassa sarebbe stata pari al 3% dei ricavi derivanti dagli utenti canadesi oltre la soglia dei 20 milioni di dollari in un anno solare, con applicazione retroattiva a partire dal 2022.
Tuttavia, la portata della tassa era tale da coinvolgere inevitabilmente anche altri comparti digitali, incluso il settore iGaming. In particolare, gli operatori internazionali di casinò online, betting e piattaforme di gioco con base offshore o in altre giurisdizioni regolamentate avrebbero potuto ritrovarsi a fronteggiare un aumento significativo dei costi operativi legati al mercato canadese.
Impatto concreto per gli operatori iGaming: meno pressione fiscale, più spazio per crescere
Con la sospensione della tassa e l’annuncio dell’intenzione di abrogarla formalmente tramite nuova proposta di legge, gli operatori di gioco d’azzardo online possono tirare un sospiro di sollievo. L’abolizione della DST elimina il rischio di un aggravio fiscale potenzialmente oneroso, che avrebbe potuto limitare la competitività nel mercato canadese.
Il Canada rappresenta già oggi uno dei mercati più interessanti per l’iGaming a livello globale, grazie a un bacino d’utenza digitalizzato e a un quadro normativo in evoluzione. L’Ontario, in particolare, con il suo regime regolamentato, ha attirato numerosi operatori internazionali, trasformandosi in un laboratorio per l’espansione dell’iGaming in Nord America.
Con meno oneri fiscali e un contesto più prevedibile, le aziende potranno ora pianificare investimenti, lanciare nuove offerte e consolidare la loro presenza nel mercato canadese, senza dover ricalibrare i margini operativi a causa di imposte aggiuntive.
Una decisione strategica, anche per gli Stati Uniti
La sospensione della DST è strettamente legata ai rapporti commerciali tra Canada e Stati Uniti. L’amministrazione americana, in particolare il presidente Donald Trump, aveva espresso forte contrarietà alla tassa, considerandola discriminatoria nei confronti delle imprese statunitensi. Trump aveva addirittura minacciato nuovi dazi sui prodotti canadesi entro la settimana successiva.
La scelta di Ottawa di fare un passo indietro punta a favorire il dialogo e ad agevolare i negoziati su questioni commerciali più ampie. Il primo ministro canadese Mark Carney e il presidente Trump hanno fissato l’obiettivo di raggiungere un nuovo accordo economico tra Canada e Stati Uniti entro il 21 luglio.
Questo contesto politico-economico rafforza ulteriormente l’appeal del mercato canadese per l’iGaming, in quanto riduce il rischio di tensioni commerciali o di misure restrittive che potrebbero indirettamente impattare anche gli operatori del gioco.
Opportunità concrete per il mondo iGaming
L’assenza della DST, unita al processo di regolamentazione in corso in alcune province canadesi, apre interessanti opportunità per gli operatori iGaming, tra cui:
L’espansione di operatori internazionali nel mercato canadese senza il rischio di penalizzazioni fiscali specifiche per il digitale. Lo sviluppo di nuove partnership tra aziende locali e internazionali, favorite da un clima commerciale più disteso. La possibilità di reinvestire le risorse risparmiate, che altrimenti sarebbero state destinate alla tassazione, in marketing, innovazione tecnologica e customer experience. Un rafforzamento dell’ecosistema iGaming canadese, con effetti positivi in termini di occupazione e sviluppo economico locale.
Considerazioni per il futuro
Sebbene la sospensione della DST sia una notizia positiva, il settore iGaming dovrà continuare a monitorare con attenzione l’evoluzione del quadro normativo e fiscale a livello internazionale. La tassazione dei servizi digitali resta infatti un tema caldo, su cui si giocano equilibri geopolitici ed economici complessi.
Gli operatori e gli investitori dovranno muoversi in modo strategico, tenendo conto delle implicazioni politiche e delle possibili evoluzioni future, ma la direzione intrapresa dal Canada indica chiaramente che un approccio collaborativo e aperto all’innovazione può favorire lo sviluppo sostenibile del mercato iGaming.
La sospensione della Digital Services Tax canadese rappresenta un tassello importante nel mosaico globale delle politiche fiscali che impattano il settore iGaming. Per gli operatori del gioco online si traduce in un’occasione concreta per rafforzare la presenza in un mercato in crescita, cogliendo le opportunità offerte da un contesto economico più favorevole e da un clima politico più disteso.
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