L’International Gaming Institute (IGI) dell’Università del Nevada, Las Vegas (UNLV) si prepara a pubblicare il suo primo rapporto “State of AI in Gaming” nel primo trimestre del 2026. Presentato come il primo punto di riferimento completo del settore, lo studio analizzerà adozione, governance e regolamentazione, offrendo a operatori, fornitori e regolatori una guida basata sui dati per comprendere rischi e opportunità.
In un’intervista a SiGMA News, il dottor Kasra Ghaharian, direttore della ricerca presso l’International Gaming Institute dell’Università del Nevada, Las Vegas, ha confermato che il suo team è ancora nella fase di raccolta delle informazioni, con risultati preliminari attesi il mese prossimo. Questi verranno presentati in occasione di eventi a New York City e alla Conferenza su Gioco d’Azzardo e Assunzione di Rischi (Gambling and Risk Taking Conference) al Bellagio, Las Vegas (26–28 maggio 2026). Il rapporto finale è previsto per aprile 2026.
Perché l’IA conta nel settore del gioco
L’intelligenza artificiale sta già trasformando le imprese in numerosi settori, e il gaming non fa eccezione, ha osservato il dottor Ghaharian. L’IGI ha lanciato nel 2025 il suo AI Research Hub (AiR Hub) per offrire un’analisi indipendente e basata sui dati su come l’IA stia rimodellando il comparto.
L’iniziativa trae ispirazione da punti di riferimento consolidati come l’AI Index della Stanford University e i rapporti State of AI in Business del MIT (Massachusetts Institute of Technology). Adattando questo approccio al settore del gioco, l’IGI punta a fornire a operatori, piattaforme online e fornitori di tecnologia un quadro chiaro del loro livello di maturità nell’adozione dell’IA rispetto alla media del settore.
Uno dei principali vantaggi per i partecipanti: ogni organizzazione riceverà un rapporto di benchmarking privato, che consentirà di confrontare il proprio livello di adozione dell’IA con quello dei concorrenti e affinare il proprio posizionamento strategico.

Governance, rischi e regolamentazione
Il rapporto dedicherà ampio spazio alla governance e all’uso responsabile dell’IA. Il dottor Ghaharian ha sottolineato che regolatori e operatori devono confrontarsi con domande cruciali, come il livello di consapevolezza delle organizzazioni riguardo all’uso dell’IA da parte dei loro licenziatari, oppure se i regolatori del gioco debbano adottare norme specifiche sull’IA, considerando le particolari sfide del settore in materia di tutela dei consumatori.
Il potenziale di dipendenza insito nei prodotti di gioco, quando si interseca con l’IA, crea nuove superfici di rischio. La ricerca dell’IGI esplorerà queste vulnerabilità da prospettive legate alla conformità, alla protezione dei consumatori e alle strategie aziendali.
Sfide emergenti: IA generativa e “agentica”
Il dottor Ghaharian ha avvertito che la governance deve evolversi di pari passo con la tecnologia. Le applicazioni tradizionali dell’IA — analisi predittiva e machine learning — oggi si affiancano all’IA generativa e ai nuovi sistemi “agentici”, capaci di prendere decisioni in autonomia.
Per esempio, un chatbot rivolto ai clienti, progettato per fornire informazioni sul conto, potrebbe iniziare involontariamente a offrire consigli sulle scommesse se non adeguatamente controllato. Ha osservato che le organizzazioni avranno bisogno di tracce di audit e meccanismi di governance per dimostrare un uso responsabile, anche prima che i regolatori riescano a colmare il divario.

Il panorama normativo
Il rapporto offrirà anche un inquadramento degli sviluppi regolatori a livello globale. L’Artificial Intelligence Act dell’Unione Europea (Artificial Intelligence Act), adottato nel 2024, rappresenta il primo quadro normativo completo al mondo per la supervisione dell’IA. Pur non essendo specifico per il gioco d’azzardo, il suo approccio basato sul rischio potrebbe influenzare il modo in cui le giurisdizioni del gaming elaboreranno le regole future.
Il dottor Ghaharian ha evidenziato una divisione regolatoria in due aree. Gli Stati Uniti, da un lato, mostrano un modello più flessibile, orientato all’innovazione. L’Unione Europea, dall’altro, adotta una regolamentazione più rigorosa e focalizzata sul rischio, che secondo alcuni critici potrebbe frenare l’innovazione.
Tuttavia, nel settore del gioco, l’equilibrio resta delicato. L’IA può migliorare la tutela dei consumatori e rendere più efficiente la conformità normativa, ma i regolatori devono valutare questi benefici alla luce dei potenziali rischi.
Guardando avanti: l’IA nello sviluppo dei giochi
I giochi generati dall’IA non sono più un’ipotesi. All’ICE Barcelona 2025, una demo ha mostrato una slot machine creata interamente a partire da un prompt in linguaggio naturale, come ha potuto constatare il dottor Ghaharian. Sebbene esistano prodotti proof-of-concept, trasformarli in funzionalità pronte per la produzione resta una sfida.
Il prossimo rapporto dell’IGI monitorerà anche la ricerca accademica, i depositi di brevetti e le tendenze in materia di proprietà intellettuale, offrendo agli stakeholder una visione prospettica dell’innovazione nell’IA applicata al gaming.
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