La Commissione per il Gioco del Massachusetts (MGC) ha avviato un’indagine conoscitiva sul gioco d’azzardo tra le comunità asiatiche dello Stato per fare chiarezza sul fatto che le strategie di marketing e di promozione dei casinò possano sconfinare in pratiche predatorie.
Un’inchiesta del Boston Globe ha rilevato che i casinò del New England hanno preso di mira attivamente le comunità asiatiche attraverso autobus navetta, cartoline promozionali, inserzioni sui giornali in lingua asiatica, cartelloni pubblicitari e stand allestiti durante festival culturali.
Gli asiatico-americani sono rappresentati in misura sproporzionata tra i clienti dei casinò del Massachusetts. Pur costituendo appena l’8,3% della popolazione dello Stato, rappresentano quasi il 25% dei giocatori dell’Encore Boston Harbour. In alcune comunità vicine, questa quota supera il 30%, secondo diversi rapporti.
I principali operatori e l’impatto sulle comunità
La regolamentazione del gioco d’azzardo nel Massachusetts è passata dai divieti dell’epoca coloniale all’attuale sistema di vigilanza affidato alla Commissione per il Gioco del Massachusetts (MGC). L’ente è stato istituito nel 2012 in seguito all’approvazione della Legge sull’espansione del gioco (Expanded Gaming Act) del 2011. Lo Stato ha quindi legalizzato i casinò con un approccio prudente, inaugurando Plainridge Park nel 2015, MGM Springfield nel 2018 ed Encore Boston Harbour nel 2019. Tre anni più tardi è stato infine introdotto anche il sistema delle scommesse sportive.
Dalla loro legalizzazione, i casinò hanno generato 2,4 miliardi di dollari in entrate fiscali e contributi obbligatori. Encore Boston Harbour, in particolare, nel 2024 si è classificato come il terzo casinò più redditizio degli Stati Uniti al di fuori di Nevada e Mississippi, risultato dovuto anche alla sua ampia clientela asiatica.
Operatori come Encore Boston Harbour, Mohegan Sun, Foxwoods Resort Casino e Bally’s Twin River hanno indirizzato le proprie campagne promozionali ai residenti asiatici. Gli autobus navetta di Encore, ad esempio, effettuano ogni giorno 52 fermate nei pressi dell’ingresso di Chinatown a Boston, mentre quelli di Bally’s Twin River attraversano Chinatown e altri quartieri con un’alta presenza di residenti asiatici.
Le richieste di un’indagine sull’equità risalgono al 2021
Le preoccupazioni riguardo al marketing dei casinò non sono una novità. Un rapporto finanziato dalla Commissione nel 2021 aveva già raccomandato lo svolgimento di un’indagine sull’equità per esaminare queste pratiche. Ben Hires, amministratore delegato del Centro del Quartiere di Chinatown di Boston (Boston Chinatown Neighbourhood Centre), ha dichiarato al Boston Globe che, sebbene questa indagine arrivi con ritardo, «meglio tardi che mai». Ha inoltre sottolineato che i risultati dovranno essere considerati come elementi di prova e non come semplici opinioni.
L’indagine mira anche a chiarire dove i regolatori debbano tracciare il confine tra la normale promozione di un casinò e un’attività di marketing che prende di mira in misura sproporzionata una specifica comunità. Tuttavia, la competenza della Commissione non si estende agli operatori autorizzati in altri Stati, né comprende il gioco d’azzardo illegale presente nella Chinatown di Boston e in altre comunità asiatiche.
Le regole sulla pubblicità per gli operatori
Il Massachusetts adotta un approccio più prudente alla regolamentazione dei casinò rispetto a Stati come il Nevada e il New Jersey, che dispongono di sistemi più consolidati e di normative più permissive per i casinò e il gioco online. Inoltre, lo Stato ha legalizzato i casinò soltanto nel 2011 e le scommesse sportive nel 2022, assicurandosi di imporre restrizioni alle attività pubblicitarie e promozionali. La legge statale stabilisce inoltre che gli operatori non possano diffondere informazioni false o fuorvianti, promuovere il gioco presso categorie vulnerabili come i minori o rivolgersi a persone che hanno scelto di autoescludersi dal gioco d’azzardo.
Le cause per il recupero dei debiti evidenziano l’urgenza della situazione
Il Boston Globe ha inoltre riferito che oltre l’80% delle persone citate in giudizio da Encore, dalla sua apertura nel 2019, per debiti legati al gioco d’azzardo è di origine asiatica, un dato che evidenzia l’urgenza della verifica avviata dalla Commissione. I casinò hanno concesso prestiti superiori a centinaia di migliaia di dollari ad alcuni giocatori asiatici, ricorrendo poi a metodi particolarmente aggressivi per recuperarne il credito.
Le vulnerabilità di carattere sistemico aggravano ulteriormente il problema. Secondo EatWatchBet, l’insicurezza economica, le barriere linguistiche e l’isolamento sociale rendono gli immigrati asiatici più esposti al rischio di sviluppare una dipendenza dal gioco d’azzardo.
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