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Cambogia, maxi-stretta sul gioco: chiusi 91 casinò per fermare le truffe online

Rajashree Seal
Scritto da Rajashree Seal
Tradotto da Mara Armenante

La Cambogia ha ordinato la chiusura di 91 casinò collegati a operazioni di truffe online, mentre le autorità intensificano una repressione nazionale contro le reti di criminalità informatica, affiancata da perquisizioni in oltre 250 presunti centri di truffa in tutto il Paese negli ultimi nove mesi.

Secondo una dichiarazione ufficiale del governo riportata dall’Agenzia di Stampa Xinhua (Xinhua News Agency), le perquisizioni hanno preso di mira attività legate a frodi online, gioco d’azzardo illegale e altre reti criminali, mentre la Cambogia prosegue gli sforzi per smantellare i complessi dedicati alle truffe e le operazioni di criminalità informatica gestite da stranieri.

Il governo ha dichiarato che i 91 casinò sono stati identificati come direttamente coinvolti nella gestione di truffe online o nel facilitare reti di frodi digitali. Le chiusure rappresentano una delle azioni di contrasto più chiare finora contro sedi di gioco terrestri sospettate di essere utilizzate come copertura per operazioni digitali illecite.

La campagna rientra in un’iniziativa più ampia volta a smantellare i complessi di truffa e le reti criminali gestite da stranieri, che hanno attirato crescente attenzione internazionale.

Perquisizioni, espulsioni e partenze volontarie

Le autorità hanno inoltre confermato che migliaia di cittadini stranieri sono stati allontanati dal Paese nell’ambito dell’operazione. «Le autorità cambogiane hanno avviato le procedure per espellere un totale di 13.039 cittadini stranieri coinvolti in truffe online, appartenenti a 33 diverse nazionalità», si legge nella dichiarazione.

Inoltre, il governo ha affermato che un numero elevato di persone ha lasciato volontariamente la Cambogia con l’aumentare delle attività di contrasto. «Dal metà gennaio al 19 aprile 2026, un totale di 241.888 individui ha lasciato volontariamente la Cambogia», ha aggiunto.

I dati mostrano l’ampiezza della repressione e il suo impatto sulla forza lavoro straniera del Paese, in particolare nelle aree collegate ai centri di truffa e alle attività di gioco d’azzardo illegale.

I funzionari hanno dichiarato che la campagna mira non solo a colpire le attività criminali, ma anche a migliorare la reputazione internazionale della Cambogia, che ha affrontato critiche a causa di ripetuti rapporti che collegano il Paese a centri di truffa, traffico di esseri umani e operazioni di lavoro forzato.

Cresce la pressione da parte della Cina

L’annuncio è arrivato poco dopo la visita a Phnom Penh del Ministro degli Esteri cinese Wang Yi, che il 22 aprile ha incontrato il Primo Ministro Hun Manet.

Durante la visita, Pechino ha sollecitato la Cambogia a rafforzare gli sforzi contro il gioco d’azzardo transfrontaliero e le frodi online, descrivendo tali attività come una grave minaccia per la sicurezza pubblica e la stabilità regionale.

La questione è diventata una parte sempre più importante delle relazioni tra Cambogia e Cina, che ha ripetutamente richiesto una cooperazione regionale più forte contro la criminalità informatica transnazionale.

Le autorità cinesi hanno espresso preoccupazione per le operazioni di truffa con base nel Sud-est asiatico che prendono di mira cittadini cinesi attraverso chiamate fraudolente, schemi online e piattaforme di gioco d’azzardo illegale.

Dopo la sua visita in Cambogia, Wang ha proseguito il suo tour regionale in Thailandia, dove la criminalità informatica e il gioco d’azzardo illegale online sono stati anch’essi oggetto di discussione diplomatica.

L’ultima mossa del governo cambogiano è ampiamente vista come parte di uno sforzo per mostrare progressi tangibili mentre aumenta l’attenzione da parte della Cina, degli Stati Uniti e di altri partner regionali.

Quadro normativo più severo ora in vigore

Le chiusure dei casinò arrivano anche mentre la Cambogia rafforza la propria risposta legale contro le operazioni di truffa online. Una nuova legge per il contrasto alle truffe online è entrata in vigore il 6 aprile, introducendo pene significativamente più severe per chi vi è coinvolto.

In base alla normativa, gli operatori le cui truffe causano vittime possono essere condannati a pene detentive che vanno da 15 a 30 anni, fino all’ergastolo.

I capi delle organizzazioni criminali possono ricevere condanne da cinque a dieci anni di carcere. La pena aumenta a 10–20 anni nei casi che coinvolgono violenza, traffico di esseri umani, detenzione illegale o lavoro forzato.

I partecipanti di livello inferiore rischiano pene detentive da due a cinque anni.

La legge è stata promulgata tramite decreto reale firmato da Hun Sen, in qualità di capo di Stato, dopo l’approvazione finale da parte del Senato il 3 aprile, ed è entrata immediatamente in vigore.

I funzionari hanno dichiarato che la normativa più severa è progettata per sostenere gli sforzi di contrasto a lungo termine e migliorare la cooperazione tra le agenzie nazionali e i governi stranieri.

Campagna di lungo periodo contro le reti di truffa

Le autorità cambogiane hanno affermato che la lotta contro le truffe online richiederà un impegno costante da parte di tutti gli attori locali e internazionali. «La Cambogia desidera ribadire che il contrasto alle truffe online è un impegno di lungo periodo che richiede il coinvolgimento di tutti gli attori, a livello locale e internazionale», si legge nella dichiarazione.

Il governo ha inoltre invitato il pubblico e la comunità internazionale «a riconoscere e sostenere gli sforzi attivi e concreti della Cambogia nel contrasto alle truffe online».

Recenti rapporti hanno evidenziato la rapida diffusione delle reti di truffa informatica nel Sud-est asiatico, in particolare in Cambogia e Myanmar, dove gruppi criminali sono accusati di gestire operazioni di frode su larga scala che colpiscono vittime in tutto il mondo.

Governi, tra cui gli Stati Uniti, hanno inoltre adottato misure attraverso sanzioni e accuse penali contro individui ed entità collegate a queste reti.

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