Il Partito Pheu Thai, attualmente al governo in Thailandia, ha fatto un passo indietro rispetto alla precedente spinta verso la legalizzazione dei casinò, segnando un chiaro cambiamento nella strategia economica e turistica del Paese in vista delle prossime elezioni generali, fissate per l’8 febbraio 2026.
Il partito, che in passato aveva sostenuto i complessi di intrattenimento basati sui casinò come strumento per rilanciare il turismo e attrarre capitali stranieri, sta ora riorientando la propria agenda verso il benessere, la salute e il turismo medico. Il cambiamento è stato confermato dal candidato alla carica di Primo Ministro Yodchanan Wongsawat (come mostrato nell’immagine in evidenza) in un’intervista a Nikkei Asia, nella quale ha affermato che la Thailandia dovrebbe dare priorità a settori più coerenti con i valori sociali e con una sostenibilità duratura.
Sotto la precedente leader Paetongtarn Shinawatra, lo sviluppo dei casinò era una politica di punta. Erano stati elaborati piani per realizzare fino a cinque grandi complessi di intrattenimento, ciascuno combinando gioco d’azzardo regolamentato con hotel, negozi e strutture per il tempo libero. Questi resort erano pensati per creare posti di lavoro, rilanciare la crescita del turismo e competere con le destinazioni di gioco già affermate nella regione.
Nel gennaio 2025, il governo thailandese aveva approvato formalmente una bozza di Legge sui Complessi di Intrattenimento (Entertainment Complex Bill), segnando il tentativo più serio del Paese di legalizzare i casinò. Il disegno di legge prevedeva controlli rigorosi, tra cui alti costi d’ingresso e verifiche finanziarie per i cittadini thailandesi, nel tentativo di limitare i danni legati al gioco d’azzardo domestico. Si riportava che gli operatori internazionali del settore stessero monitorando con attenzione gli sviluppi, mentre i decisori politici discutevano anche della regolamentazione del gioco d’azzardo online per contrastare le scommesse illegali.
Le dimissioni di Shinawatra fanno deragliare il piano
Tuttavia, la spinta politica si è affievolita nel corso dell’anno. Dopo un cambio di leadership all’interno del Pheu Thai, il Senato ha respinto il disegno di legge, esprimendo preoccupazioni riguardo all’impatto sociale, alla dipendenza dal gioco e ai rischi di riciclaggio di denaro. Anche gruppi religiosi e organizzazioni della società civile avevano montato una forte opposizione, avvertendo che la legalizzazione dei casinò potrebbe aggravare l’indebitamento delle famiglie e le disuguaglianze sociali.

I sondaggi d’opinione hanno indicato un diffuso scetticismo, in particolare tra gli elettori più anziani e nelle comunità rurali. I legislatori sono stati ulteriormente influenzati dall’aumento dell’incertezza economica, compreso il calo degli arrivi di turisti cinesi, tradizionalmente la principale fonte di visitatori della Thailandia, e dalla crescente concorrenza dei mercati dei casinò dei Paesi vicini, che offrono esperienze di resort integrati. Successivamente, l’ex Primo Ministro Paetongtarn Shinawatra si è dimessa nell’ottobre 2025, innescando un rimpasto della leadership che ha modificato le priorità politiche.
Più di recente, la pressione economica è stata aggravata da uno scontro militare in corso con la Cambogia, aumentando le preoccupazioni sulla stabilità finanziaria e sulla fiducia degli investitori. In questo contesto, il Pheu Thai ha ricalibrato la propria piattaforma, presentando il turismo medico e i servizi di benessere come motori di crescita più sicuri e politicamente più accettabili.
Gli stakeholder restano fiduciosi
Aree un tempo destinate ai resort con casinò potrebbero ora essere sviluppate come poli per il turismo sanitario e medico, sfruttando la consolidata reputazione della Thailandia per un’assistenza sanitaria accessibile e di alta qualità. I funzionari sostengono che questa strategia garantisce entrate stabili senza i rischi sociali associati al gioco d’azzardo.
Nonostante il cambiamento di rotta, gli analisti affermano che il dibattito sui casinò non sia ancora concluso. Il Pheu Thai detiene attualmente 141 seggi in parlamento e punta a non meno di 200 seggi nelle prossime elezioni. Sebbene i piani per i casinò siano sospesi, gli esperti osservano che gran parte delle basi, comprese le analisi normative e l’attenzione dei finanziatori, rimane intatta. Se le pressioni economiche dovessero intensificarsi dopo le elezioni, la questione potrebbe tornare nell’agenda politica della Thailandia.
Manila sta chiamando, e lo fa a gran voce.
Dal 1° al 3 giugno 2026, SiGMA Asia torna nella sua roccaforte regionale. Con 16.000 delegati, 3.040 operatori e più di 250 relatori, non è un evento qualunque. È il via che accende tutto.





