Belgio, aumentano i contributi per la Gaming Commission: decreto reale fissa le quote per il 2026
Il Belgio ha rivisto il sistema di finanziamento della sua autorità di regolamentazione del gioco. Con la pubblicazione del nuovo decreto reale sui contributi per il 2026 nella Gazzetta ufficiale, il governo ha stabilito le nuove tariffe che i licenziatari dovranno versare per sostenere le attività della Kansspelcommissie, la Commissione belga per i giochi d’azzardo.
Il decreto incrementa i contributi del 15%, misura che copre i costi operativi dell’autorità di vigilanza in un mercato che negli ultimi anni è cresciuto e ha registrato una maggiore complessità normativa.
Un decreto per sostenere il funzionamento dell’autorità di regolazione
Re Filippo (nella foto) ha firmato il decreto l’11 marzo 2026, su proposta congiunta dei ministri dell’Economia, della Salute, delle Finanze, della Giustizia e dell’Interno. Il provvedimento stabilisce gli importi che i titolari di licenze di gioco dovranno versare nel 2026 alle finanze della Kansspelcommissie.
La misura si fonda sull’articolo 19 della legge belga sui giochi d’azzardo del 7 maggio 1999, che disciplina il settore del gambling in Belgio. La norma prevede che i costi dell’autorità di controllo siano interamente a carico degli operatori autorizzati. La Gaming Commission rilascia licenze, supervisiona il mercato, effettua l’enforcement e promuove politiche di tutela dei giocatori.
Le risorse raccolte tramite i contributi confluiscono in un fondo specifico iscritto nel bilancio del Servizio pubblico federale Giustizia e sono destinate a sostenere le attività operative dell’autorità, tra cui il monitoraggio degli operatori, la gestione delle licenze e l’applicazione delle sanzioni in caso di violazioni normative.
Adeguamento dei contributi dopo anni senza indicizzazione
Il rapporto che accompagna il decreto chiarisce che l’aggiornamento dei contributi risponde all’aumento dei costi di funzionamento della Commissione e all’espansione del mercato del gioco.
Per il 2026, il tetto di spesa stimato è di 9,18 milioni di euro. Se i contributi fossero rimasti ai livelli degli anni precedenti (circa 7,74 milioni di euro), si sarebbe registrato un disavanzo di oltre 1,43 milioni di euro. Per evitare questo disavanzo, il governo ha introdotto un aumento del 15% dei contributi e stima che la misura genererà circa 1,31 milioni di euro di entrate aggiuntive, coprendo quasi l’intero fabbisogno finanziario della Commissione.
Il documento segnala che, dal 2018, i contributi non sono stati adeguati. Nello stesso periodo il settore del gioco in Belgio è cresciuto in modo significativo. I ricavi sono aumentati da circa 1,17 miliardi di euro nel 2019 a 1,7 miliardi di euro nel 2023, determinando un aumento conseguente delle attività di supervisione e controllo.
Anche la Kansspelcommissie ha aumentato le spese. Dal 2020, la commissione ha portato i costi annuali da circa 4,7 milioni di euro a quasi 8 milioni. Tra le principali voci di spesa, il personale ha registrato un incremento del 58%, le spese di locazione del 39%, i sistemi ICT del 68% e le consulenze legali del 19%.
Le nuove quote per le diverse tipologie di licenza
Il decreto definisce nel dettaglio gli importi dovuti dagli operatori per ciascuna categoria di licenza prevista dalla normativa belga.
Per il 2026 i titolari di licenza di classe A, che gestiscono casinò terrestri, dovranno versare un contributo annuale di 25.398 euro. Si aggiunge una quota di 821 euro per ogni apparecchio automatico, con un minimo di 24.696 euro per gli operatori che utilizzano tali dispositivi.
Fissano a 12.698 euro il contributo per le licenze A+, B e B+, che comprende anche le attività di gioco online associate agli operatori terrestri.
Per gli operatori del settore scommesse titolari delle licenze F1 e F1+, l’importo previsto è pari a 14.493 euro.
Le licenze C, generalmente associate agli apparecchi da gioco installati in bar e locali pubblici, prevedono invece un contributo di 865 euro per le concessioni rilasciate nel corso del 2026.
Nel comparto delle scommesse retail, i titolari di licenza F2 pagheranno 4.347 euro se operano in sale di gioco di classe IV e 1.998 euro se accettano scommesse fuori da tali sale.
Il decreto stabilisce inoltre un contributo di 513 euro per specifiche categorie di apparecchi automatici disciplinati dalla normativa sul gioco del 1999.
Focus sulle licenze tecniche e sui fornitori del settore
Una parte significativa del provvedimento riguarda le licenze di classe E, che interessano produttori, distributori e fornitori di servizi tecnici relativi agli apparecchi da gioco.
In questi casi l’importo varia in base alla tipologia di attività svolta. I fornitori di servizi di manutenzione o di equipaggiamento dovranno versare 4.234 euro, mentre i servizi collegati al gioco online comportano un contributo pari a 14.493 euro.
Per altre attività tecniche, il decreto introduce un sistema proporzionale che prevede 2.118 euro per ogni gruppo di 50 apparecchi.
Queste misure riflettono il crescente ruolo dei fornitori tecnologici nel gioco regolamentato. La digitalizzazione e l’integrazione tra le piattaforme online e le infrastrutture terrestri stanno cambiando il mercato.
Modalità di pagamento e obblighi informativi
Il decreto stabilisce anche le modalità operative per il pagamento dei contributi.
I titolari delle licenze A, A+, B, B+, E, F1 e F1+ dovranno versare la quota una sola volta all’anno, indipendentemente dalla reale durata dell’attività nell’anno civile.
Per le licenze C e F2, invece, il contributo viene pagato una sola volta prima del rilascio della licenza e copre l’intera durata della concessione, rispettivamente di cinque anni per le licenze C e di tre anni per le licenze F2.
Il provvedimento introduce anche un obbligo informativo per i titolari di licenza E. Dovranno comunicare alla Kansspelcommissie, entro il 1° marzo 2026, il numero di apparecchi messi a disposizione al 1° gennaio 2026 e i giochi prodotti, venduti o importati nel 2025.
L’obiettivo è migliorare la tracciabilità delle apparecchiature e rafforzare le capacità di analisi e di monitoraggio del regolatore.
Un tassello della strategia regolatoria belga
Negli ultimi anni il Belgio ha rafforzato la politica di regolamentazione del gioco. Ha introdotto nuove restrizioni sulla pubblicità e ha portato l’età minima per partecipare a molte forme di gioco a 21 anni, una delle più alte in Europa.
Il decreto sui contributi rappresenta uno degli strumenti con cui il governo assicura il funzionamento dell’autorità di vigilanza e mantiene un sistema regolatorio efficace.
Il provvedimento ha effetto retroattivo dal 1° gennaio 2026 e si applica a tutti i titolari delle licenze di classe A, A+, B, B+, C, E, F1, F1+ e F2.
Con questo intervento, il Belgio intende rafforzare le risorse della Kansspelcommissie per affrontare le nuove sfide del mercato del gioco. L’obiettivo è bilanciare lo sviluppo economico del settore e la tutela dei consumatori in un quadro normativo più rigoroso.
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