La Bulgaria prepara una revisione organica della normativa sul gambling, con l’obiettivo di contrastare il gioco illegale e, in particolare, il tema relativo al fatto che consente agli operatori privi di licenza bulgara di raggiungere i giocatori e generare ricavi.
Il principale motore politico di questo cambiamento è il Ministero delle Finanze, mentre spetta al Parlamento bulgaro definire e approvare il contenuto delle nuove disposizioni. Alla National Revenue Agency (NRA), l’Agenzia nazionale delle entrate bulgara, responsabile delle licenze e della vigilanza sul settore, dovrebbe invece spettare gran parte della loro applicazione operativa, con particolare attenzione al ruolo degli affiliate e ai pagamenti verso operatori non autorizzati.
Il nodo del mercato grigio
Il confronto politico si è concentrato anche sulle dimensioni del mercato non regolamentato. Secondo una stima citata dalla viceministra delle Finanze Lyudmila Petkova, circa il 40% del mercato bulgaro sarebbe riconducibile all’economia sommersa o al di fuori del mercato regolamentato. La percentuale non è stata accompagnata dalla pubblicazione di una metodologia dettagliata che consenta di verificarne il calcolo.
Petkova ha utilizzato tale stima per mettere in guardia contro aumenti fiscali che potrebbero rendere l’offerta autorizzata meno competitiva e favorire indirettamente il mercato illegale. La questione resta rilevante poiché l’inasprimento delle regole produce risultati soltanto quando gli operatori legali restano in grado di competere sul prodotto, sui pagamenti e sull’esperienza dell’utente.
Durante il dibattito sono state respinte proposte volte ad ampliare ulteriormente i limiti alla pubblicità e ad aumentare la tassazione del settore. Dalle dichiarazioni della viceministra emerge che il governo sembra preferire, almeno in questa fase, il rafforzamento della riscossione e del contrasto all’illegalità rispetto a un incremento generalizzato del carico fiscale.
Gli affiliate entrano nel perimetro regolatorio
Uno dei passaggi principali dell’esame parlamentare del Bilancio 2026 riguarda gli operatori di affiliate marketing, ovvero società, portali e altri intermediari digitali che indirizzano traffico verso siti di casinò e di scommesse in cambio di commissioni.
Il loro ruolo è centrale nell’economia dell’iGaming. Comparazioni di quote, recensioni, contenuti SEO, bonus e campagne di acquisizione possono determinare quali piattaforme raggiungono il pubblico e con quale intensità. Fino a oggi, tuttavia, l’attenzione dei regolatori si è concentrata soprattutto sugli operatori che offrono direttamente il gioco.
La Bulgaria sembra quindi intenzionata a superare questa distinzione. Le disposizioni discusse nell’ambito del Bilancio 2026 introducono un regime specifico per gli affiliate che promuovono operatori di gioco. Il regime dovrebbe riguardare anche i soggetti con sede all’estero, ai quali potrebbe essere richiesta la nomina di un rappresentante con sede in Bulgaria, incaricato di gestire i rapporti con le autorità amministrative e giudiziarie.
L’applicazione concreta delle disposizioni dipenderà comunque dal testo definitivamente promulgato, dalla data di entrata in vigore e dalle eventuali norme attuative.
Per il settore, questo potrebbe significare che la responsabilità relativa alla promozione dell’offerta legale non ricadrebbe più esclusivamente sul titolare della licenza. Gli affiliate potrebbero essere indotti a rafforzare le verifiche sugli operatori e sui domini promossi, anche se l’estensione precisa dei loro obblighi dovrà essere definita dal testo normativo finale e dalle indicazioni delle autorità competenti.
I pagamenti verso operatori non autorizzati
Il secondo fronte riguarda i pagamenti. Le misure discusse mirano a ostacolare le transazioni dirette verso operatori non autorizzati, introducendo una barriera finanziaria aggiuntiva rispetto agli strumenti già utilizzati per limitare l’accesso ai siti illegali.
La NRA pubblica sia la lista dei siti associati a operatori titolari di licenza sia quella dei portali attraverso i quali viene offerto gioco da parte di soggetti privi di autorizzazione. In presenza di un ordine giudiziario emesso ai sensi della Gambling Act, i fornitori di accesso a Internet sono tenuti a sospendere l’accesso al sito interessato.
L’efficacia della misura dipenderà però dalla sua attuazione. Sarà necessario chiarire quali prestatori di servizi di pagamento saranno coinvolti, quali procedure saranno previste per bloccare le transazioni. Gli intermediari finanziari avranno inoltre bisogno di elenchi aggiornati, di criteri tecnici uniformi e di procedure rapide per individuare correttamente i destinatari dei pagamenti.
Una stretta sull’intero settore
Estendere i controlli agli affiliate e ai payment provider rende più difficile per gli operatori senza licenza trovare clienti e incassare denaro. Le nuove regole dovranno essere applicate in modo chiaro ed efficace. Senza procedure precise e senza coordinamento tra le autorità, il rischio è di affidare agli intermediari responsabilità difficili da gestire.
La revisione annunciata offrirà alla Bulgaria l’occasione di definire un coordinamento più chiaro tra le autorità. Per il mercato europeo, sarà anche un test sulla possibilità di contrastare il gambling offshore non inseguendo continuamente nuovi domini, ma limitando alla fonte la capacità degli operatori non autorizzati di acquisire giocatori e generare ricavi.
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