Il governo filippino ha dichiarato il Paese libero dai Philippine Offshore Gaming Operators (POGO), segnando la fine di un settore a lungo associato a preoccupazioni normative, di sicurezza e finanziarie.
Il Segretario alla Giustizia Fredderick Vida ha confermato che attualmente non è operativo alcun hub POGO nel Paese, a seguito di una campagna di applicazione rafforzata guidata dal Dipartimento di Giustizia (DOJ – Department of Justice). «Non esistono più POGO ufficiali. E, sicuramente, non esistono nemmeno POGO illegali. Questa è la politica del governo: nessuna operazione POGO nelle Filippine», ha dichiarato Vida, come riportato dal quotidiano locale The Manila Times.
L’annuncio arriva dopo una vasta operazione repressiva che avrebbe portato alla chiusura di circa l’80% degli hub POGO operativi nel giro di un solo mese dalla scadenza ufficiale fissata dal governo. Diverse agenzie governative sono poi intervenute per sgomberare i siti rimanenti, smantellando di fatto l’infrastruttura che sosteneva il fiorente settore del gioco offshore nel Paese.
Il Presidente delle Filippine Ferdinand Marcos Jr. aveva annunciato il divieto dei POGO durante il suo Discorso sullo Stato della Nazione nel luglio 2025. «Mascherandosi da entità legittime, le loro operazioni hanno sconfinato in ambiti illeciti ben lontani dal gioco, come truffe finanziarie, riciclaggio di denaro, prostituzione, tratta di esseri umani, rapimenti, torture brutali e persino omicidi. Gli abusi gravi e la mancanza di rispetto per il nostro sistema di leggi devono finire», ha dichiarato Marcos nel suo intervento.
Il governo applica la chiusura totale degli hub POGO
Il Capo del DOJ ha sottolineato che la chiusura rientra in una politica più ampia volta a proteggere le comunità e ad affrontare i rischi associati al settore. Tra questi figurano preoccupazioni legate alla criminalità transnazionale, irregolarità finanziarie e impatti sociali collegati alle attività dei POGO.
Il DOJ ha aggiunto che le attività di monitoraggio restano in corso. Le forze dell’ordine nel Paese continuano a tenere sotto controllo eventuali operazioni illegali. Il governo ha inoltre incoraggiato la popolazione a segnalare qualsiasi sospetta attività POGO illegale, rafforzando un approccio nazionale di tolleranza zero.

Il divieto dei POGO è legato alle riforme finanziarie e alla reputazione internazionale
Lo smantellamento dell’industria dei POGO è strettamente collegato alla più ampia agenda di riforma finanziaria delle Filippine, in particolare agli sforzi per rafforzare i quadri normativi contro il riciclaggio di denaro (AML – anti-money laundering) e il finanziamento del terrorismo.
Il divieto dei POGO era stato precedentemente indicato dal Presidente delle Filippine Ferdinand Marcos Jr. come un fattore chiave per la rimozione del Paese dalla grey list dell’organizzazione intergovernativa Financial Action Task Force (FATF), avvenuta nel febbraio 2025.
Il governo filippino ha implementato riforme per colmare queste lacune, tra cui una regolamentazione più rigorosa dei settori ad alto rischio come il gioco offshore. La riuscita cancellazione dalla grey list del FATF è già stata associata a prospettive economiche positive, tra cui transazioni transfrontaliere più fluide, un aumento degli investimenti esteri e una riduzione dei costi di rimessa per i lavoratori filippini all’estero (OFW – Overseas Filipino Workers).
Un caso storico mette in luce l’uso criminale delle strutture POGO
Nel novembre 2025, l’ex sindaca di Bamban, Alice Guo, è stata condannata alla reclusión perpetua, ovvero fino a 40 anni di carcere. L’ex sindaca è stata riconosciuta colpevole di tratta di esseri umani aggravata, collegata a un complesso in stile POGO situato a Tarlac.
Il tribunale di Pasig ha stabilito che il complesso Baofu a Bamban operava come copertura per lavoro forzato e attività di truffa online, e non come un legittimo centro di gioco offshore. Le autorità hanno inoltre ordinato la confisca del sito. Legislatori, tra cui le senatrici Risa Hontiveros e Sherwin Gatchalian, hanno definito la sentenza una grande vittoria contro il crimine organizzato.
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