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UK Gambling Commission, Miller al BGC 2026: revisione delle fees, stretta sul mercato illegale e apertura alle criptovalute

Tony Colapinto
Scritto da Tony Colapinto

La Gambling Commission UK si prepara a una nuova fase per il mercato britannico regolamentato. Il discorso di Tim Miller al Betting and Gaming Council Annual General Meeting 2026 ha toccato la revisione delle fees di licenza, il rafforzamento della lotta al mercato illegale e una possibile apertura alle criptovalute come metodo di pagamento. Questi temi segnano un momento importante per l’industria del gambling nel Regno Unito.

Il discorso, pronunciato il 26 febbraio davanti ai principali stakeholder del settore, arriva in una fase di cambiamento. La riforma del Gambling Act è quasi completata, ci sono nuove pressioni finanziarie e sono previsti cambiamenti ai vertici dell’Autorità.

Una fase di transizione per la Gambling Commission UK

Tim Miller, executive director della Gambling Commission, ha aperto il suo intervento riconoscendo il clima di cambiamento nell’industria del gioco britannica. Oltre alla recente manovra di bilancio, sono in corso la revisione delle fees regolatorie e la conclusione dell’implementazione delle misure previste dal White Paper relativo al Gambling Act.

Il contesto è reso ancora più delicato dall’imminente uscita di Andrew Rhodes dal ruolo di Chief Executive, prevista per il 30 aprile 2026. Miller ha ringraziato pubblicamente Rhodes per la leadership svolta negli ultimi cinque anni, sottolineando che l’approccio basato su dialogo, collaborazione e confronto con l’industria resterà centrale nella strategia della Commission.

La missione dell’Autorità resta quella di rendere il gioco più sicuro, equo e libero da criminalità. La Commissione punta a promuovere la compliance in tempi rapidi e a mantenere un dialogo costruttivo con gli operatori possessori di licenza.

Stretta sul mercato illegale: 26 milioni di sterline per rafforzare l’azione

Uno dei punti centrali del discorso ha riguardato il contrasto al mercato illegale. Il Tesoro britannico ha stanziato 26 milioni di sterline in tre anni per sostenere l’azione della Gambling Commission in questo ambito. Miller ha definito lo stanziamento un chiaro segnale di fiducia nelle capacità dell’Autorità, ma ha anche evidenziato che la responsabilità non possa ricadere esclusivamente su regolatore e operatori autorizzati.

Secondo la Commission, la lotta all’offerta non autorizzata richiede un coinvolgimento più ampio che includa piattaforme social, grandi aziende tecnologiche e il sistema degli affiliati. In questo contesto si colloca il lavoro della Taskforce governativa sul gioco illegale, che coinvolge anche rappresentanti del settore finanziario e dei social media.

Tra i primi sviluppi concreti, Miller ha citato un confronto diretto con Meta, che si è impegnata a collaborare per contrastare la promozione di siti che si pubblicizzano come “not on Gamstop”. Si tratta di operatori non autorizzati che sfruttano l’esclusione dal sistema di autoesclusione britannico per attrarre giocatori vulnerabili.

La Gambling Commission UK non si limita alla rimozione di URL o siti. L’obiettivo è anche capire perché i consumatori scelgono il mercato nero. Mantenere l’attrattività dell’offerta regolata è visto come parte della tutela dei consumatori.

Revisione delle fees: dal 0,21% allo 0,28% del Gross Gambling Yield

Parallelamente al rafforzamento dell’enforcement, il Department for Culture, Media and Sport ha avviato una consultazione pubblica sull’aggiornamento delle tariffe di licenza dovute dagli operatori alla Gambling Commission. Le fees regolatorie finanziano le attività di licensing, compliance ed enforcement e non sono state riviste da cinque anni. Nel frattempo, il mercato è diventato più complesso e le attività di supervisione sono aumentate, anche a causa di strutture societarie più articolate e di operazioni straordinarie che richiedono valutazioni approfondite.

L’adeguamento proposto porterebbe il peso complessivo delle entrate della Commissione, esclusa la National Lottery, dallo 0,21% allo 0,28% del Gross Gambling Yield dell’industria. Secondo Miller, senza un aggiornamento delle fees l’Autorità sarebbe costretta a valutare quali attività ridimensionare, rallentare o sospendere, proprio in una fase in cui il contrasto all’illegale e la vigilanza richiedono risorse adeguate.

Il tema delle fees è centrale per trovare un equilibrio tra la sostenibilità della regolazione e la competitività del mercato britannico.

Stabilità normativa dopo il White Paper sul Gambling Act

Un altro punto del discorso ha riguardato la necessità di una fase di stabilità regolatoria. Dopo anni di riforme e interventi, l’attuazione del White Paper relativo al Gambling Act è quasi completata. Secondo la Gambling Commission UK, è importante dare tempo al sistema per valutare l’efficacia delle nuove misure. Cambiamenti normativi continui renderebbero difficile valutare l’impatto delle riforme sulla tutela dei consumatori e sulla canalizzazione verso il mercato legale.

L’obiettivo dichiarato è evitare un “endless treadmill of reform”, favorendo invece un periodo di osservazione e di consolidamento.

Compliance più stabile, dialogo più maturo con l’industria

Miller ha riconosciuto che il quadro della compliance appare oggi più stabile rispetto al passato. Restano casi complessi e procedimenti articolati, ma la fase delle sanzioni milionarie quasi settimanali sembra essersi attenuata. Questo non significa un allentamento dell’enforcement. Secondo Miller, ora c’è spazio per un confronto più maturo con l’industria su come rafforzare l’attrattività dell’offerta regolata senza compromettere la tutela dei consumatori.

Il modello britannico è tra i più regolati al mondo, ma anche tra i più competitivi e diversificati. Mantenere elevati livelli di canalizzazione è considerato essenziale per proteggere i consumatori e contrastare il mercato illegale.

Criptovalute e gambling: verso una possibile integrazione regolata

Uno dei passaggi più innovativi dell’intervento ha riguardato le criptovalute. Con la presentazione in Parlamento dei regolamenti 2025 sui cryptoasset nell’ambito del Financial Services and Markets Act 2000 e l’ingresso nel perimetro di vigilanza della Financial Conduct Authority previsto entro ottobre 2027, il quadro normativo britannico sulle crypto è in evoluzione.

La Gambling Commission UK intende valutare un possibile utilizzo delle criptovalute come metodo di pagamento nel gioco regolato in Gran Bretagna. Miller ha sottolineato che la domanda per questi strumenti esiste già e che le ricerche legate alle crypto spingono alcuni giocatori verso siti non autorizzati.

L’eventuale apertura alle criptovalute non sarà automatica e dovrà rispettare gli obiettivi di tutela, di prevenzione del riciclaggio e di protezione dei consumatori. La Commissione non intende escludere strumenti innovativi in grado di rafforzare la competitività del mercato regolato.

Il futuro del mercato regolato britannico

Il messaggio di Tim Miller al Betting and Gaming Council è che la Gambling Commission UK vuole mantenere un equilibrio tra rigore regolatorio e dialogo con l’industria. Revisione delle fees, contrasto al mercato illegale, stabilità normativa e apertura all’innovazione sono i pilastri della strategia per rafforzare la credibilità e la competitività del gambling regolato britannico.

Il Regno Unito punta a restare un modello di regolazione avanzata, con attenzione alla tutela dei consumatori, alla sostenibilità economica e all’innovazione tecnologica.

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