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Gibilterra fuori dalla lista UE dei Paesi a rischio riciclaggio: la Commissione difende la sua decisione

Tony Colapinto
Scritto da Tony Colapinto

La Commissione Europea ha chiarito i motivi della rimozione di Gibilterra dalla lista delle giurisdizioni considerate ad alto rischio in materia di antiriciclaggio e contrasto al finanziamento del terrorismo (AML/CFT). A sollevare il caso era stato l’eurodeputato Fulvio Martusciello, che aveva chiesto conto all’Esecutivo europeo della decisione, sottolineando i rischi legati all’economia del territorio.

La risposta ufficiale, resa il 2 settembre 2025 da Ana Paula Zacarias Albuquerque a nome della Commissione, ha confermato che la scelta si basa su criteri tecnici e su una valutazione oggettiva dei progressi compiuti da Gibilterra nel rafforzare il proprio regime di controllo.

I progressi riconosciuti dal FATF

La Commissione ha ricordato che Gibilterra era già stata rimossa nel febbraio 2024 dalla “grey list” del Financial Action Task Force (FATF), organismo internazionale che stabilisce gli standard globali in materia di antiriciclaggio. Il FATF aveva certificato la piena attuazione del piano d’azione concordato con le autorità locali e ritenuto sufficienti le riforme introdotte.

Bruxelles, in quanto membro del FATF, ha partecipato direttamente alla valutazione e ha condiviso le conclusioni dell’organismo. Da qui la convinzione che Gibilterra non rappresenti più una minaccia sistemica per la stabilità finanziaria europea.

Dalla proposta al regolamento delegato

La proposta di rimuovere Gibilterra dalla lista UE non ha incontrato opposizioni né in Parlamento né in Consiglio. Il Regolamento Delegato (UE) 2025/1184 è stato adottato il 10 giugno 2025, pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione il 16 luglio ed è entrato in vigore il 5 agosto 2025. Un passaggio che sancisce formalmente l’uscita di Gibilterra dall’elenco delle giurisdizioni a rischio, segnando un momento di svolta nei rapporti tra l’UE e il territorio.

Le critiche dell’eurodeputato

Martusciello ha espresso dubbi sulla decisione, mettendo in evidenza il contesto economico di Gibilterra. Secondo l’eurodeputato, l’economia del territorio dipende in larga parte da settori notoriamente esposti a rischi di riciclaggio, come la vendita di tabacco, alcol e carburanti. Ancora più rilevante il ruolo del gioco d’azzardo online, che contribuisce da solo a circa un quarto del PIL locale.

Un’altra criticità riguarda il regime fiscale: le società registrate a Gibilterra non pagano imposte sui redditi prodotti all’estero. Una condizione che ha portato alla presenza di oltre 14.000 imprese su un territorio che conta appena 34.000 abitanti, alimentando sospetti sulla reale capacità di controllo da parte delle autorità locali.

La posizione della Commissione

Nonostante queste osservazioni, la Commissione ha ribadito che la decisione si fonda su parametri tecnici, legati al rispetto degli standard internazionali. L’Esecutivo europeo ha inoltre assicurato che continuerà a monitorare l’evoluzione del sistema AML/CFT di Gibilterra, anche in relazione ai negoziati in corso con il Regno Unito.

L’accordo politico raggiunto l’11 giugno 2025 tra Bruxelles e Londra sullo status di Gibilterra prevede infatti impegni vincolanti anche in materia di cooperazione antiriciclaggio, rafforzando il quadro di garanzie future.

Un equilibrio delicato tra apertura e vigilanza

La rimozione di Gibilterra dalla lista UE avviene in un momento cruciale, in cui l’Unione deve bilanciare la spinta alla crescita economica con la tutela dell’integrità del mercato interno. Il settore del gaming online e le politiche fiscali agevolate restano punti sensibili, oggetto di costante attenzione da parte dei regolatori europei e internazionali. La fiducia mostrata dalla Commissione rappresenta un riconoscimento del percorso di riforme intrapreso da Gibilterra, ma le perplessità sollevate da Martusciello dimostrano che il dibattito rimane aperto.

Per l’UE, garantire trasparenza e regole uguali per tutti resta una priorità: solo così il mercato unico può preservare la propria credibilità e attrattività, evitando zone d’ombra che potrebbero minarne la solidità.

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