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Gioco online illegale UE: mercato da 80 miliardi e perdite fiscali record

Tony Colapinto
Scritto da Tony Colapinto

Nel 2024 il gioco d’azzardo online illegale ha assunto dimensioni tali da rappresentare una delle principali emergenze economiche e normative dell’Unione europea. È ciò che emerge dal nuovo studio “EU 27 Europe: Online Gambling 2024”, realizzato da Yield Sec su incarico della European Casino Association (ECA), la più ampia analisi mai condotta sul mercato digitale del gioco nei 27 Stati membri.

Secondo il report, gli operatori non autorizzati hanno conquistato il 71% del mercato online europeo, generando 80,6 miliardi di euro di ricavi lordi, a fronte dei 33,6 miliardi riportati dall’offerta legale. In totale, la dimensione del mercato raggiunge i 114,3 miliardi di euro, ma la parte nettamente prevalente è controllata da soggetti che operano al di fuori di qualsiasi cornice regolamentare. Nel corso dell’anno, il sistema di monitoraggio ha identificato 6.220 operatori illegali attivi, con un incremento del 26% rispetto al 2023.

L’impatto sul bilancio pubblico: 20 miliardi di euro che scompaiono

La perdita economica per gli Stati membri è impressionante. Applicando un’aliquota media europea del 25% alla base imponibile stimata, Yield Sec calcola oltre 20 miliardi di euro di gettito fiscale sottratti nel solo 2024. Si tratta di risorse che avrebbero potuto sostenere politiche industriali, programmi di formazione, innovazione tecnologica o investimenti nelle infrastrutture pubbliche.

Il peso dell’illegale non si limita a un danno finanziario. L’asimmetria competitiva tra operatori regolamentati e piattaforme clandestine produce un effetto distorsivo sull’intero ecosistema: gli operatori autorizzati devono rispettare normative stringenti, implementare controlli di identità, applicare limiti ai depositi e rispettare regole pubblicitarie severe. Gli illegali, invece, operano senza alcun vincolo, potendo offrire bonus più aggressivi, quote più elevate, prodotti non autorizzati e sistemi di pagamento anonimi.

Consumatori sempre più esposti a rischi invisibili

Lo studio quantifica anche l’impatto sul comportamento degli utenti. Nel 2024 circa 118 milioni di cittadini europei hanno giocato online, e 81 milioni hanno interagito o sono stati esposti a servizi non regolamentati. Il dato più allarmante riguarda la visibilità dell’offerta illegale: il 92% dei contenuti legati al gambling presenti su motori di ricerca, social network, piattaforme di streaming, app e siti affiliati rimanda a operatori non autorizzati.

Le tecniche di ingaggio sono sofisticate e spesso mirate a categorie vulnerabili. Molti siti illegali imitano loghi, colori e identità visive degli operatori regolamentati, inducendo gli utenti a credere di essere su piattaforme sicure. La mancanza di verifiche sull’età facilita l’accesso dei minori, mentre l’assenza di strumenti di gioco responsabile espone a rischi di dipendenza, frodi e furto di dati. L’uso di criptovalute, streaming sportivo non autorizzato e campagne promozionali su TikTok, Twitch o Instagram consente agli operatori clandestini di raggiungere milioni di utenti in pochi secondi, aggirando controlli e normative.

Le reazioni del settore: “Non è un fenomeno marginale”

Erwin van Lambaart, presidente dell’ECA, ha definito il quadro “un problema economico e sociale di ampia portata”, sottolineando come ogni euro sottratto dagli operatori illegali rappresenti una perdita concreta per i cittadini, per le imprese regolamentate e per le comunità locali. Il settore legale, infatti, investe in occupazione, innovazione, compliance e sicurezza, mentre quello illegale sfrutta lacune normative e canali digitali per massimizzare i profitti senza restituire nulla allo Stato.

Ismail Vali, fondatore e CEO di Yield Sec, ha aggiunto che ogni giurisdizione europea convive oggi con due mercati paralleli: uno legale e uno illegale. Solo una visione globale delle interazioni digitali consente ai regolatori di intervenire con efficacia. Secondo Vali, una regolamentazione che non tenga conto del ruolo crescente della criminalità organizzata nel settore rischia di diventare uno strumento facilmente aggirabile.

Non un “grey market”: uno schema criminale strutturato

Lo studio smonta definitivamente la narrativa del “mercato grigio”. Yield Sec ed ECA affermano con chiarezza che ciò che si sviluppa fuori dal quadro regolato è un sistema criminale vero e proprio, costruito per sfruttare vulnerabilità tecnologiche, assenza di cooperazione transfrontaliera e lentezze amministrative. L’obiettivo non è soltanto intercettare giocatori, ma sottrarre risorse fiscali, eludere controlli antiriciclaggio ed erodere le basi economiche dell’industria del gioco autorizzato.

Secondo il report, la risposta deve essere più incisiva: aumento della cooperazione tra Stati membri, strumenti tecnologici avanzati per bloccare i siti illegali, maggiore vigilanza sulle identità digitali e controllo delle piattaforme pubblicitarie che veicolano traffico verso operatori non autorizzati.

Il caso italiano e le implicazioni per i regolatori europei

L’Italia rappresenta uno dei mercati più regolamentati del continente, con processi strutturati per l’oscuramento dei siti non autorizzati, procedure di licenza consolidate e un quadro normativo ampio in materia di tutela del giocatore. Tuttavia, anche nel nostro Paese l’infiltrazione degli operatori illegali non è un fenomeno marginale e rischia di neutralizzare gli sforzi delle istituzioni.

Nel contesto italiano, come in molti altri Stati membri, il contrasto all’illegale richiede strumenti di nuova generazione: monitoraggio in tempo reale dei contenuti digitali, cooperazione internazionale per il blocco dei domini “mirror”, rafforzamento dell’identità digitale e verifica dell’età, oltre a una strategia di comunicazione che informi i consumatori sui rischi del gioco non regolamentato.

Una sfida che l’Europa non può più rimandare

Il quadro delineato da ECA e Yield Sec mostra un’Europa esposta a un fenomeno ormai sistemico, capace di generare vantaggi economici enormi per operatori criminali e perdite altrettanto significative per lo Stato e per l’industria legale. La predominanza dell’illegale non è un’eccezione: è una realtà consolidata, sostenuta da tecnologia, marketing aggressivo e capacità di muoversi al di fuori di ogni vincolo normativo.

Se l’Unione europea vuole proteggere i consumatori, garantire equità competitiva e recuperare gettito fiscale essenziale, deve adottare un approccio coordinato e tecnologicamente avanzato. Bloccare siti illegali non basta: occorre costruire un sistema di prevenzione, controllo e cooperazione transnazionale in grado di agire con la stessa rapidità e profondità dei soggetti non autorizzati.

Solo un’azione comune e strategica potrà restituire sicurezza ai giocatori, sostenibilità al settore regolamentato e risorse indispensabili alle economie europee.

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