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Meta contesta le richieste di licenza sui social media della Malesia

Ansh Pandey
Scritto da Ansh Pandey
Tradotto da Mara Armenante

Meta ha pubblicamente contestato i nuovi requisiti di licenza per i social media imposti dalla Malesia, avvertendo che regolamenti digitali sempre più prescrittivi potrebbero rallentare l’innovazione e non riuscire a tenere il passo con l’attività sofisticata dei criminali informatici. L’azienda tecnologica statunitense, che gestisce Facebook, Instagram e WhatsApp, afferma di voler proseguire il dialogo con il governo nonostante le persistenti divergenze.

Rafael Frankel, Direttore delle Politiche Pubbliche di Meta, sostiene che strutture di licenza rigide rischiano di diventare obsolete rapidamente. “Le reti criminali sono ben finanziate, sofisticate e motivate. Se i governi impongono regole di conformità troppo ristrette, la criminalità informatica continuerà a evolversi aggirandole”, ha dichiarato in una recente intervista.

Introdotto nel gennaio 2025, il regime di licenza obbligatoria si applica a tutte le piattaforme di social media e messaggistica con più di otto milioni di utenti locali. I funzionari sostengono che le regole siano necessarie per contrastare l’aumento delle truffe online, delle promozioni di gioco d’azzardo illegale e della diffusione di materiale relativo ad abusi sessuali su minori. Le piattaforme devono ottenere approvazioni individuali, e la mancata conformità comporta multe fino a RM 500.000 (118.500 dollari) e potenziali pene detentive fino a cinque anni per i dirigenti aziendali.

Si approfondisce la frattura tra governo e piattaforma

Il Ministro delle Comunicazioni Fahmi Fadzil (come raffigurato nell’immagine in evidenza) ha ripetutamente criticato Meta per non aver presentato una domanda di licenza, sottolineando una precedente promessa informale di collaborazione. Sebbene la Malesia non abbia minacciato il blocco delle piattaforme, le autorità hanno espresso frustrazione per quelle che descrivono come risposte lente alle segnalazioni di truffe e pubblicità di gioco d’azzardo illegale che circolano sulle piattaforme di Meta.

Un incontro lo scorso mese tra i rappresentanti di Meta e i funzionari non ha prodotto risultati concreti. Meta insiste sul fatto che i suoi sforzi per la sicurezza precedano il regime di licenza, affermando di aver rafforzato le politiche di protezione dei minori, ampliato i sistemi di rilevamento delle truffe e di continuare a pubblicare rapporti sulla trasparenza ogni sei mesi.

Il gioco d’azzardo illegale online rimane una preoccupazione critica per i regolatori malesi. Mentre il gioco legale è limitato a lotterie autorizzate, corse di cavalli e al casinò Resorts World Genting, tutte le forme di scommesse online sono vietate. Le autorità affermano che gli operatori non autorizzati sfruttano la pubblicità sui social media, le sponsorizzazioni da parte di influencer e i canali di messaggistica privata per colpire i consumatori, in particolare i giovani.

Oltre 500.000 post sul gioco d’azzardo illegale rimossi

La Commissione Malese per le Comunicazioni e Multimedia (Malaysian Communications and Multimedia Commission, MCMC) ha riferito che oltre 558.000 contenuti illeciti sono stati rimossi tra gennaio 2022 e agosto 2025. La maggior parte riguardava gioco d’azzardo illegale e frodi online, in base al Communications and Multimedia Act del 1998, in collaborazione con la polizia e gli enti regolatori finanziari. Il governo ha inoltre avviato la Campagna per un Internet Sicuro (Safe Internet Campaign), con l’obiettivo di sensibilizzare sui rischi informatici, sul consenso digitale e sull’accesso online adeguato all’età.

Parallelamente, i ministri stanno valutando restrizioni all’uso degli smartphone per i minori di 16 anni, in linea con misure simili che saranno presto adottate in Australia. Le aziende tecnologiche sostengono che tali regole rappresentino un’ingerenza statale e che potrebbero spingere i giovani utenti verso piattaforme più piccole e meno controllate, con protezioni più deboli contro le promozioni di gioco d’azzardo e le frodi.

Secondo quanto riportato, si sono svolti colloqui costruttivi con Indonesia e Singapore, dando a Meta la speranza che un coinvolgimento simile possa avvenire anche a Kuala Lumpur. Tuttavia, a causa della crescente preoccupazione pubblica per la sicurezza online dei minori e del timore di un controllo governativo eccessivo, le tensioni tra le due parti persistono.

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