Ciò che un tempo era associato quasi esclusivamente a specialisti tecnici è diventato parte dell’uso quotidiano di internet per un pubblico molto più ampio. Le reti private virtuali (VPN) non sono più utilizzate solo dai professionisti da remoto per accedere in modo sicuro ai sistemi di lavoro e alle piattaforme cloud. Sono sempre più presenti anche nell’intero settore del gioco d’azzardo, dove giocatori, operatori e professionisti affiliati le incontrano quando accedono alle piattaforme, gestiscono attività transfrontaliere e si confrontano con diversi contesti normativi.
Con la crescita dell’uso delle VPN, il loro ruolo nel gioco online diventa più chiaro. Nei mercati regolamentati, le norme Know Your Customer (KYC) e anti-riciclaggio (AML – Anti-Money Laundering) si sono fatte più rigide e i giocatori vengono ormai regolarmente invitati a fornire più documenti, sottoposti a controlli d’identità rafforzati e a monitoraggi continui. Sebbene queste misure siano pensate per proteggere i consumatori e rafforzare le garanzie finanziarie, hanno anche reso più macchinoso il processo di registrazione e di gioco sulle piattaforme con licenza.
Tuttavia, i dati del settore mostrano che la domanda complessiva di gioco non è diminuita parallelamente all’inasprimento delle regole. Al contrario, alcuni giocatori stanno reagendo a queste restrizioni utilizzando strumenti come le VPN per aggirare i limiti geografici e le differenze di accesso tra un mercato e l’altro.
Di conseguenza, l’uso delle VPN è sempre più percepito non solo come una questione tecnica, ma come un segnale di pressioni più ampie sulla canalizzazione. L’attività online senza confini continua a mettere alla prova i regimi regolatori basati sui territori, generando preoccupazioni riguardo all’applicazione delle norme, alla tutela dei giocatori e alla sopravvivenza a lungo termine dei mercati regolamentati.
Per approfondire questi temi, SiGMA News ha parlato con il Consulente per Casinò Radostin Hristov, che considera l’aumento dell’uso delle VPN un indicatore di problemi di canalizzazione più che una semplice questione tecnica. Secondo lui, quando i percorsi dei giocatori nei mercati regolamentati diventano più lenti e richiedono più documentazione, la domanda non scompare ma si sposta verso l’offerta offshore, con le VPN che fungono da strumento di accesso. A suo avviso, l’attenzione dovrebbe concentrarsi sul mantenere attraenti i canali regolamentati attraverso approcci basati sul rischio, invece di fare affidamento esclusivamente sui blocchi tecnici, altrimenti i mercati continueranno a vedere la domanda migrare altrove.
SiGMA News: Perché l’uso delle VPN sta diventando un “comportamento predefinito” tra i giocatori di casinò online, e cosa rivela questo riguardo alle nuove aspettative mentre il settore si avvicina al 2026?
Consulente per Casinò Radostin Hristov: L’uso delle VPN è sempre più una risposta alla frizione e alla fiducia, non solo un modo per mascherare la posizione geografica. Man mano che i mercati regolamentati aggiungono più controlli, più interruzioni e più momenti in cui bisogna “dimostrare” qualcosa, alcuni clienti percepiscono il percorso autorizzato come lento e troppo invasivo. Questo non elimina la domanda; la reindirizza. Il cambiamento rivela una nuova aspettativa di base: le persone vogliono privacy e comodità come standard e, se il canale regolamentato non riesce a offrire un’esperienza competitiva, le opzioni offshore diventano più attraenti.
SiGMA News: Dal punto di vista degli operatori e della conformità normativa, in che modo la normalizzazione dell’uso delle VPN complica i framework esistenti di Know Your Customer (KYC), anti-riciclaggio (AML – Anti-Money Laundering) e di tutela dei giocatori? Dove stanno emergendo i punti di maggiore pressione?
Consulente Hristov: Il punto di pressione principale è l’incertezza sulla posizione geografica su larga scala. Quando non puoi fidarti dell’origine di una sessione, si indeboliscono le valutazioni di rischio basate sulla geolocalizzazione, si complicano le decisioni sull’integrità degli account, come distinguere tra un singolo cliente e un abuso coordinato, e aumentano i costi a causa di più eccezioni e revisioni manuali. Sul fronte della tutela dei giocatori, la questione centrale è l’applicabilità delle misure. Limiti ed esclusioni devono funzionare anche quando i segnali di posizione non sono affidabili. Altrimenti, il prodotto regolamentato si assume la responsabilità, mentre l’offerta offshore rimane priva di frizioni.
SiGMA News: L’aumento dell’uso delle VPN rivela una disconnessione tra il modo in cui il gioco online è regolamentato e il modo in cui i giocatori accedono oggi alle piattaforme digitali? Quanto è sostenibile questo divario?
Consulente Hristov: Sì, assolutamente. La regolamentazione territoriale parte dal presupposto che si possa tracciare un confine attorno a un mercato e mantenere la maggior parte dell’attività al suo interno. Il comportamento digitale, invece, non ha confini: le persone confrontano, cambiano, ottimizzano, e l’uso delle VPN rende il passaggio da un mercato all’altro quasi banale. Il divario è sostenibile solo se il canale regolamentato rimane sufficientemente competitivo in termini di esperienza da trattenere la maggioranza degli utenti. Se la frizione continua a crescere più rapidamente del valore percepito, le fughe aumentano e l’approccio del “giardino recintato” perde credibilità.
SiGMA News: Guardando al 2026, ti aspetti che i regolatori e gli operatori con licenza si adattino all’accesso abilitato dalle VPN, oppure l’applicazione delle norme si farà ancora più rigida? Cosa significa questo per il mercato regolamentato?
Consulente Hristov: Accadranno entrambe le cose. L’applicazione delle norme si irrigidirà, ma evolverà anche oltre il semplice blocco degli indirizzi Internet Protocol (IP), orientandosi verso l’intento e il targeting, includendo il modo in cui il prodotto è progettato, commercializzato e localizzato per un determinato pubblico. Allo stesso tempo, gli operatori seri si adatteranno adottando percorsi basati sul rischio, mantenendo rapido e fluido il percorso a basso rischio ed elevando i controlli solo quando i segnali lo giustificano. La forma del mercato regolamentato dipenderà dalla capacità di combinare controlli credibili con un’esperienza cliente che non spinga gli utenti legittimi verso l’uscita. Al momento, questo equilibrio è ancora oggetto di confronto.
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