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Scommesse calcio in Italia: raccolta record da 16,1 miliardi di euro

Tony Colapinto
Scritto da Tony Colapinto

Nel panorama del business sportivo nazionale, il calcio si conferma come la locomotiva trainante, non solo per il numero di appassionati e il valore mediatico, ma anche per la sua crescente centralità nell’economia delle scommesse. I dati pubblicati nella 15ª edizione del ReportCalcio 2025 – redatto dal Centro Studi della FIGC con la collaborazione di AREL e PwC Italia – rivelano uno scenario in continua espansione: nel solo 2024, la raccolta scommesse sul calcio ha raggiunto 16,1 miliardi di euro, un incremento di quasi otto volte rispetto al 2006, mentre il gettito fiscale erogato allo Stato ha toccato la cifra record di 401,6 milioni di euro.

Numeri che raccontano una verità tanto evidente quanto sottovalutata: il calcio italiano è un colosso industriale, e il betting ne è ormai un asset strutturale.

Un impatto economico che va ben oltre il campo da gioco

Quando si analizza il ruolo del calcio nell’economia nazionale, non si può fermarsi alla superficie del fatturato diretto. Il ReportCalcio evidenzia come il sistema calcio, tra effetti diretti, indiretti e indotti, abbia generato nel 2023-2024 un contributo al PIL italiano pari a 12,4 miliardi di euro – con un aumento di oltre un miliardo rispetto alla stagione precedente. Questo si è tradotto in 141.000 posti di lavoro equivalenti attivati, un segnale forte del valore sistemico di questa industria. Il calcio, nella sua interezza, vale oggi 1,2 euro ogni 200 euro di PIL nazionale, generando 6 posti di lavoro ogni 1.000 occupati.

A scomporre il dato complessivo emergono cinque pilastri economici:

  • Calcio professionistico: 5,2 miliardi di euro (+3,6%)
  • Settore giovanile, dilettantistico e FIGC: 2,9 miliardi
  • Scommesse sportive sul calcio: 1,8 miliardi
  • Editoria sportiva e broadcaster: 1,2 miliardi
  • Turismo legato al calcio: 1,3 miliardi

Il gettito fiscale: quanto versa il calcio nelle casse dello Stato?

Sul fronte fiscale, l’apporto del calcio professionistico continua a essere dominante. L’insieme dei club italiani, 99 in totale, ha contribuito nel 2022 al 70% della fiscalità complessiva prodotta dal comparto sportivo nazionale, a fronte di oltre 50.000 società sportive presenti nel Paese.

Tra il 2006 e il 2022, il calcio professionistico italiano ha generato una contribuzione complessiva di quasi 19,8 miliardi di euro, così distribuita:

  • Serie A: 13,3 miliardi (67%)
  • Serie B: 2,3 miliardi (12%)
  • Serie C: 1,0 miliardi (5%)
  • Scommesse sul calcio: 3,2 miliardi (16%)

Anche in questo ambito, il comparto betting continua a giocare un ruolo strategico: nel 2022, 342 milioni di euro del gettito fiscale provenivano dalle scommesse calcistiche, a cui si aggiungono le imposte su IVA, IRPEF, IRAP, IRES e contributi previdenziali INPS.

Calcio e scommesse: una relazione sempre più centrale

Il legame tra calcio e betting non è solo una questione di numeri, ma di sistema. La Serie A da sola ha generato quasi 3 miliardi di euro di raccolta scommesse in Italia nel 2024. A livello globale, la stima si avvicina ai 34 miliardi di euro, con una quota dominante proveniente da Asia ed Europa.

Il confronto con gli altri sport è impietoso: nella top 50 degli eventi sportivi con la maggiore raccolta nella storia delle scommesse italiane figurano solo partite di calcio. Il secondo sport, il tennis, non va oltre i 4 miliardi di raccolta e poco più di 100 milioni di gettito fiscale.

L’Europeo UEFA 2024 ha confermato questa tendenza. Le quattro partite giocate dall’Italia hanno generato una raccolta scommesse di 70,8 milioni di euro, mentre l’intero torneo ha toccato i 790,5 milioni, restituendo allo Stato quasi 19 milioni di euro di gettito fiscale.

Una crescita verticale: numeri che raccontano una traiettoria

Dal 2000 al 2024, la raccolta complessiva delle scommesse sportive in Italia è cresciuta da 730 milioni a 22,8 miliardi di euro, con un tasso medio annuo di crescita del +15,4%. Il solo segmento legato al calcio ha seguito una curva ascendente ancora più marcata: da 2,1 miliardi nel 2006 a 16,1 miliardi nel 2024.

Ma c’è un dato da tenere in considerazione: solo una parte della raccolta calcistica produce impatto economico reale in Italia. Su quasi 16 miliardi giocati, la quota riconducibile a operatori italiani è limitata, a causa della crescente presenza di bookmaker esteri e piattaforme non regolamentate.

Sponsorizzazioni, regole e mercati: il ruolo del betting nell’economia del calcio

Sul fronte delle sponsorizzazioni, il settore del betting continua a mantenere una presenza significativa tra le Top Division europee. Nel 2024, ben 128 accordi di sponsorship erano attivi con brand di scommesse. Tra gli sponsor di maglia, il 19% è costituito da operatori del betting, a testimonianza di una presenza ormai strutturale, nonostante i divieti italiani.

A livello mondiale, il 3,6% delle sponsorizzazioni nelle principali federazioni calcistiche è riconducibile al settore delle scommesse, mentre il comparto gaming copre un ulteriore 2,8%. Numeri che pongono il betting tra i primi settori merceologici legati al calcio.

Digitalizzazione e nuovi scenari: il ruolo di eSports e sponsorship globali

Il calcio italiano guarda anche oltre il campo: nel 2023, i ricavi totali dell’e-sport in Italia hanno raggiunto i 23,8 milioni di euro, con una crescita annua del +19,5%. Sponsorizzazioni (45%) e diritti media (33%) rappresentano le principali fonti di ricavo.

Nel frattempo, l’accordo firmato nel 2023 con Adidas come sponsor tecnico delle Nazionali italiane (in vigore fino al 2030), ha proiettato la FIGC nella top 5 delle federazioni calcistiche mondiali per valore del contratto di sponsorship tecnica.

Il betting è (e resta) un asset strategico

I numeri contenuti nel ReportCalcio 2025 raccontano senza ambiguità che il mondo delle scommesse, pur con le sue complessità normative, rappresenta un asset strategico dell’ecosistema calcio. Non solo per il valore economico diretto, ma anche per l’indotto occupazionale, l’impatto fiscale e il peso nei meccanismi di mercato internazionali.

Il sistema italiano si trova davanti a un bivio: continuare a vincolare il betting attraverso divieti che rischiano di favorire l’offerta illegale, oppure costruire un modello di regolazione evoluto, capace di garantire tutela, trasparenza e valorizzazione economica.

Il calcio, con i suoi 16 miliardi di euro giocati ogni anno, ha già scelto il suo alleato. Sta ora al legislatore decidere se camminare insieme, o restare indietro.

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