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AGA: L’84% dei giocatori statunitensi è consapevole degli strumenti per il gioco responsabile

Garance Limouzy
Scritto da Garance Limouzy
Tradotto da Mara Armenante

Due nuovi rapporti pubblicati quest’anno sollevano interrogativi sull’efficacia delle campagne promosse dall’industria del gioco per incentivare il “gioco responsabile” o “più sicuro”: funzionano davvero come previsto, o rischiano invece di peggiorare il problema?

L’American Gaming Association (AGA) ha recentemente pubblicato un sondaggio che evidenzia quella che definisce una consapevolezza “quasi universale” degli strumenti per il gioco responsabile tra i giocatori statunitensi, accompagnata da una diffusa fiducia nella loro efficacia. Tuttavia, uno studio separato commissionato da GambleAware nel Regno Unito suggerisce che alcune pubblicità sul “gioco più sicuro” prodotte dagli operatori potrebbero in realtà incentivare le persone a giocare di più.

Strumenti pratici considerati efficaci

Secondo il rapporto dell’AGA Responsible Gaming: Awareness & Perceived Effectiveness, “l’84% dei giocatori dell’ultimo anno è consapevole di almeno uno strumento per il gioco responsabile”. Il sondaggio, condotto da YouGov su un campione di 2.010 adulti statunitensi, ha rilevato che la maggior parte degli strumenti è ampiamente considerata efficace.

Nel rapporto, l’AGA osserva che il 91% dei giocatori consapevoli delle restrizioni di credito le considera efficaci, così come l’84% per i limiti di deposito, l’83% per la formazione del personale, l’82% per i limiti di puntata, l’80% per i programmi di autoesclusione, il 75% per i controlli di realtà e il 74% per i limiti di tempo.

Anche le abitudini di gestione del budget risultano solide. I dati mostrano che “l’80% dei giocatori da casinò ‘sempre’ o ‘di solito’ stabilisce un budget prima di giocare e il 90% di loro ‘sempre’ o ‘di solito’ lo rispetta”. Per le scommesse sportive, le percentuali sono del 60% e dell’85%, mentre tra i giocatori di casinò online, il 56% stabilisce un budget e il 78% lo rispetta.

L’industria ha inoltre promosso l’iniziativa “Play Smart from the Start” (“Gioca in modo intelligente sin dall’inizio”), che secondo il rapporto “risponde a un’esigenza fondamentale dei consumatori”. Secondo i risultati, “l’87% dei giocatori dell’ultimo anno ritiene importante che l’industria del gioco promuova e incoraggi il gioco responsabile tra i propri clienti” e “l’85% dei giocatori dell’ultimo anno ha un’impressione favorevole del messaggio veicolato da Play Smart from the Start”.

“Play smart from the start” campaign. Source: AGA.

Una ricerca indipendente avverte dell’ “effetto boomerang”

Mentre l’AGA mette in evidenza strumenti e messaggi promossi dall’industria, lo studio di GambleAware suggerisce che le campagne pubblicitarie degli operatori potrebbero non avere l’effetto desiderato.

L’organizzazione benefica ha commissionato uno studio controllato randomizzato per testare cinque diversi spot sul “gioco più sicuro”. I risultati, pubblicati ad agosto, indicano che alcuni di questi annunci pubblicitari stanno in realtà aumentando il comportamento di gioco.

GambleAware ha avvertito che “alcuni annunci dell’industria del gioco progettati per promuovere il gioco più sicuro stanno invece aumentando il comportamento di gioco”. Il suo rapporto afferma che gli spot rafforzano “l’idea che il gioco sia sicuro e ‘un divertimento innocuo’, creando un falso senso di sicurezza e minimizzando sottilmente i rischi legati al gioco”. Quasi la metà degli spettatori di uno degli spot ha percepito che “suggeriva che il gioco fosse un divertimento innocuo”.

La ricerca ha testato spot pubblicitari di William Hill e 888. Ha concluso che: “‘Top Tips for Positive Play’ (William Hill) e ‘Made to Play Safely’ (888) hanno portato a un aumento significativo dei tassi di clic rispetto al gruppo di controllo”. I ricercatori hanno scritto: “Questi video potrebbero incentivare il coinvolgimento nel gioco, potenzialmente a causa della loro impostazione o della natura promozionale del messaggio”.

Il professor Elliot Ludvig, che ha guidato lo studio, ha commentato: “Questa ricerca suggerisce che alcuni video sul gioco più sicuro realizzati dagli operatori del settore hanno un effetto boomerang, incentivando il gioco e ottenendo l’effetto opposto rispetto all’obiettivo di aiutare le persone a controllare quanto giocano”.

Tuttavia, il video contro lo stigma “Magnets” di GambleAware ha prodotto l’effetto opposto. È riuscito a generare una “diminuzione statisticamente significativa dei tassi di clic”. I ricercatori hanno affermato: “Il tono serio e le narrazioni personali potrebbero aver contribuito a questo impatto, favorendo una maggiore consapevolezza dei danni legati al gioco”.

Questo contrasto suggerisce che il problema potrebbe non risiedere nelle campagne di sensibilizzazione in sé, ma nel modo in cui sono progettate. Mentre gli spot promossi dagli operatori spesso enfatizzano il gioco come “divertimento innocuo”, la campagna contro lo stigma di GambleAware si è concentrata su storie personali e un tono più serio. La differenza evidenzia una possibile via di mezzo: trovare modalità per trasmettere messaggi che aumentino la consapevolezza dei rischi senza incentivare involontariamente il gioco.

Le fasce più giovani sono più a rischio

La ricerca di GambleAware ha evidenziato anche vulnerabilità legate all’età. È emerso che i soggetti tra i 18 e i 34 anni erano “oltre tre volte più propensi rispetto agli over 55 a interagire con gli annunci pubblicitari sul gioco durante l’esperimento”.

I dati hanno mostrato che “i clic sull’app di gioco provenivano principalmente da persone tra i 18 e i 34 anni e da soggetti con problemi legati al gioco d’azzardo”. Tra i partecipanti con un punteggio pari o superiore a 8 nell’indice PGSI (Problem Gambling Severity Index), “il 34% di coloro che hanno visto il video di William Hill ha cliccato sull’app di gioco, rispetto a solo il 5% degli over 55”.

Per GambleAware, questi risultati sottolineano la necessità di una supervisione più rigorosa. Alexia Clifford, Direttrice della Comunicazione dell’organizzazione, ha dichiarato: “L’industria del gioco non può essere lasciata a ‘correggere i propri compiti’ su una questione così importante. Serve una legislazione più severa sul marketing e sulla pubblicità del gioco, compreso un monitoraggio più efficace delle campagne pubblicitarie promosse dall’industria, avvertenze sanitarie su tutte le pubblicità del gioco e l’obbligo per tutti gli annunci di indicare dove le persone possono trovare aiuto per i danni legati al gioco”.

Nel frattempo, negli Stati Uniti, l’AGA sta spingendo gli operatori ad adottare le migliori pratiche e a promuovere il gioco responsabile in modo più attivo. Combinando strumenti pratici come i limiti di deposito con iniziative di sensibilizzazione, l’AGA sostiene che l’industria può aiutare i giocatori a restare “informati e sotto controllo”.

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