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L’Asia registra un aumento dei rischi legali per gli operatori del gioco

Anchal Verma
Scritto da Anchal Verma
Tradotto da Mara Armenante

Gli operatori del gioco d’azzardo in tutta l’Asia si trovano ad affrontare una crescente pressione legale e normativa, mentre i governi si muovono per irrigidire le regole di concessione, ampliare i poteri di enforcement e ridurre la tolleranza verso le attività del mercato grigio. Un nuovo sondaggio legale globale dello studio legale DLA Piper mostra un chiaro spostamento regionale verso una supervisione più rigorosa, sanzioni più severe e aspettative di conformità più elevate, anche nelle giurisdizioni in cui il gioco è legale e regolamentato.

I risultati provengono dalla Guida alle Leggi sul Gioco nel Mondo (Gambling Laws of the World Guide) di DLA Piper, che monitora i quadri normativi, le tendenze dell’enforcement e i rischi di contenzioso nei principali mercati del gioco. La guida evidenzia che l’esposizione legale per gli operatori non è più limitata all’applicazione penale. Le sanzioni regolatorie, le contestazioni delle licenze e le controversie civili stanno diventando più comuni, aumentando i rischi legali e commerciali per le aziende attive in Asia.

Spinta regionale verso un controllo più rigido

In tutta l’Asia, i governi stanno affermando un controllo più forte sui mercati del gioco. La guida individua i fattori comuni alla base di questa tendenza, tra cui preoccupazioni legate al riciclaggio di denaro, ai danni ai consumatori, al gioco problematico e ai flussi di capitale transfrontalieri. Le autorità stanno anche rispondendo alla crescita delle scommesse online, che ha reso l’enforcement più complesso e aumentato l’attenzione sui sistemi di pagamento e sui fornitori di tecnologia.

Anche nei mercati che consentono il gioco regolamentato, i regolatori stanno intensificando la supervisione. Le condizioni di concessione diventano più dettagliate, gli obblighi di rendicontazione si ampliano e le sanzioni per la non conformità aumentano. Di conseguenza, gli operatori affrontano costi più elevati e una maggiore esposizione se non rispettano gli standard normativi.

Secondo John Calderon, Managing Partner Esecutivo del Consulcy Advisory Group, la regione rimane concentrata sull’enforcement più che sulla stabilità. Spiega che i regolatori stanno mettendo alla prova la propria autorità, chiudendo le scappatoie e ampliando gli strumenti di enforcement. Calderon aggiunge che le condizioni normative difficilmente si attenueranno nel breve periodo, con una stabilizzazione prevista solo dopo l’uscita dal mercato degli operatori più deboli o non conformi.

“La stabilizzazione arriverà solo quando gli operatori più deboli saranno eliminati e l’enforcement diventerà coerente. La regolamentazione non si ammorbidirà, si normalizzerà.”

– John Calderon, Managing Partner Esecutivo, Consulcy Advisory Group

Calderon ha dichiarato a SiGMA News in un’esclusiva: “Arriveranno più restrizioni prima della stabilità. L’Asia, in particolare il Sud‑Est asiatico, si trova ancora in una fase di enforcement, non in una fase di ottimizzazione.”

Il Sud‑Est asiatico mostra una regolamentazione disomogenea e un aumento delle controversie

Il Sud‑Est asiatico continua a presentare un panorama normativo frammentato. Alcune giurisdizioni hanno sviluppato regimi di concessione solidi, mentre altre si affidano principalmente al diritto penale per affrontare l’attività di gioco.

Singapore si distingue come uno dei mercati più rigidamente regolamentati della regione. Recenti modifiche legislative hanno rafforzato i poteri dei regolatori sul gioco online, inclusa la possibilità di bloccare i pagamenti e intervenire contro operatori non autorizzati. L’enforcement è attivo e le aspettative di conformità sono chiaramente definite.

Le Filippine stanno attraversando un cambiamento significativo. La guida mostra che le autorità si sono allontanate da un approccio precedentemente permissivo verso il gaming offshore. I requisiti di concessione sono diventati più severi, le tasse sono aumentate e i costi di conformità sono più elevati. Ciò ha creato incertezza per alcuni operatori, in particolare per quelli che in passato avevano beneficiato di barriere normative più basse.

Calderon afferma che questo cambiamento è intenzionale. Sottolinea che tasse più alte e standard di concessione rigorosi hanno posto fine all’era delle Filippine come punto di accesso facile per il gaming offshore. Secondo lui, il mercato è ora più piccolo e più costoso, ma anche più credibile, con una partecipazione a lungo termine che richiede una forte conformità e supervisione.

Calderon ha dichiarato: “Per gli operatori seri, le Filippine sono passate da un punto di accesso a basso costo a una giurisdizione guidata dalla legittimità, dove una presenza a lungo termine richiede reale conformità, supervisione e responsabilità.”

La guida registra anche un aumento delle controversie civili nelle Filippine, in particolare riguardo a cancellazioni di licenze, accertamenti fiscali e disaccordi contrattuali.

In Indonesia e Thailandia, il gioco rimane in gran parte vietato. L’enforcement si basa fortemente sul diritto penale, ma le autorità hanno intensificato gli sforzi per bloccare i siti web, limitare i canali di pagamento e perseguire gli individui che facilitano il gioco online. Gli avvocati riferiscono che l’attività di enforcement in questi Paesi si è intensificata parallelamente a una maggiore cooperazione con istituzioni finanziarie e piattaforme tecnologiche.

I tribunali dell’India svolgono un ruolo centrale nel definire la regolamentazione

Il quadro normativo del gioco in India rimane altamente frammentato, con la regolamentazione determinata in gran parte a livello statale. La guida evidenzia la crescente influenza del potere giudiziario, soprattutto nei casi che distinguono i giochi di abilità dai giochi di fortuna.

Ananay Jain, esperto di politiche e diritto del gaming presso Grant Thornton Bharat LLP, indica diversi Stati che presentano un elevato rischio normativo per gli operatori dell’iGaming. Identifica Tamil Nadu, Telangana, Andhra Pradesh e Kerala come giurisdizioni in cui modifiche legislative e interventi dell’esecutivo hanno limitato o vietato il gaming online con denaro reale. Jain osserva che tali misure spesso non riconoscono la distinzione tra abilità e fortuna su cui molti operatori fanno affidamento.

“Gli Stati indiani che attualmente presentano il maggior rischio normativo per gli operatori dell’iGaming.”

– Ananay Jain, esperto di politiche e diritto del gaming, Grant Thornton Bharat LLP

Aggiunge che questi Stati comportano anche una maggiore esposizione a sanzioni penali, restrizioni pubblicitarie e incertezze sulle licenze. Anche quando sono in corso contestazioni legali, una normativa ampia e un enforcement attivo aumentano il rischio legale per le piattaforme che operano o fanno pubblicità in questi mercati.

Jain ha aggiunto: “Queste giurisdizioni presentano anche un’esposizione elevata attraverso sanzioni penali, restrizioni pubblicitarie e incertezza sulle licenze, rendendo difficile la conformità e la continuità operativa.”

La guida segnala un aumento del contenzioso civile che coinvolge società di gaming e scommesse online in India. Le controversie riguardano spesso tassazione, regole pubblicitarie e requisiti di licenza. L’incertezza legale rimane elevata poiché gli Stati continuano a rivedere le proprie leggi e i tribunali affinano le interpretazioni giuridiche.

Lo stratega dell’iGaming Japneet Singh Sethi ha spiegato a SiGMA News che, da una prospettiva globale, un enforcement incoerente e definizioni poco chiare possono creare rischi maggiori rispetto a un divieto totale. Sottolinea che l’incertezza relativa ai giochi basati sull’abilità e alle scommesse rimane una preoccupazione chiave per gli operatori che valutano il mercato indiano.

Sethi ha dichiarato: “Il rischio normativo in India è più elevato nelle giurisdizioni in cui le leggi sul gaming online rimangono indefinite o interpretate in modo incoerente, in particolare riguardo alla distinzione tra giochi basati sull’abilità e scommesse.”

“Da una prospettiva globale, incertezza ed enforcement disomogeneo creano un rischio maggiore per gli operatori rispetto al solo divieto.”

– Japneet Singh Sethi, stratega dell’iGaming

Cina e Macao adottano una tolleranza zero al di fuori delle attività autorizzate

Macao, il più grande hub del gioco al mondo, ha adottato un approccio normativo più interventista dopo l’introduzione di una nuova legge sul gaming e di un sistema di concessioni rivisto. Gli operatori devono ora affrontare obblighi di conformità più severi, maggiori doveri di rendicontazione e un controllo più stretto sui rapporti con gli operatori junket.

Nella Cina continentale, il gioco rimane illegale al di fuori di Macao e l’enforcement è inflessibile. Le autorità continuano a prendere di mira gli operatori offshore accusati di sollecitare clienti cinesi continentali. La responsabilità penale si estende oltre gli operatori, includendo promotori, processori di pagamento e fornitori di tecnologia.

La guida evidenzia che l’enforcement è diventato sempre più transfrontaliero. I congelamenti di beni, le richieste di estradizione e la cooperazione con regolatori stranieri sono ora più comuni. Il contenzioso civile svolge un ruolo minimo, poiché la maggior parte delle controversie viene gestita attraverso procedimenti penali.

Il Giappone consente il gioco d’azzardo entro limiti rigorosi

Il quadro dei resort integrati del Giappone è descritto come uno dei regimi di gioco più restrittivi dell’Asia. Sebbene il gioco nei casinò sia legale in linea di principio, il numero di licenze è rigidamente limitato e la supervisione normativa è estesa.

I regolatori impongono controlli severi sulla pubblicità, sull’accesso dei giocatori, sulle procedure antiriciclaggio e sulle misure di gioco responsabile. Il gioco d’azzardo nei casinò online rimane illegale, e le autorità hanno intensificato gli avvertimenti e le azioni di enforcement contro le piattaforme non autorizzate.

Il contenzioso civile che coinvolge operatori del gioco è attualmente limitato, riflettendo la fase iniziale di sviluppo del mercato. Tuttavia, la guida avverte che violazioni normative potrebbero comportare gravi sanzioni amministrative, danni reputazionali ed esclusione dai futuri cicli di concessione.

Gli Emirati Arabi Uniti aprono con cautela sotto stretta supervisione

Gli Emirati Arabi Uniti hanno storicamente vietato il gioco d’azzardo, ma la guida segnala un cauto cambiamento dopo la creazione di un regolatore federale del gaming e di un quadro di concessione per forme limitate di gaming commerciale.

Qualsiasi attività consentita è soggetta a una supervisione rigorosa, con decisioni sulle licenze controllate a livello federale. Restrizioni pubblicitarie, requisiti antiriciclaggio e standard di idoneità costituiscono il nucleo del regime normativo.

Il contenzioso civile rimane limitato a causa della fase iniziale del mercato. Tuttavia, gli avvocati avvertono che la non conformità comporta rischi normativi e penali significativi in una giurisdizione nota per la scarsa tolleranza verso il gioco illegale.

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