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Italia - Fondazione FAIR: l’Intelligenza Artificiale può ridefinire la tutela dei giocatori nel gaming online

Tony Colapinto
Scritto da Tony Colapinto

Il tema della tutela dei giocatori torna al centro del dibattito con l’introduzione delle nuove concessioni per il gioco online in Italia. Tra gli elementi più rilevanti emerge l’obbligo, per i concessionari, di implementare sistemi di monitoraggio dei comportamenti di gioco, con l’obiettivo di prevenire situazioni di rischio e di promuovere un approccio più efficace al gioco responsabile.

Come evidenziato da Stefano De Vita, direttore generale della Fondazione FAIR (Future Artificial Intelligence Research), si tratta di un passaggio che potrebbe segnare un cambio di modello: dal quello basato su regole standardizzate a un sistema più dinamico, fondato sull’analisi dei comportamenti individuali.

Fino ad oggi, infatti, la tutela del giocatore si è basata principalmente su strumenti uniformi quali limiti di deposito, di spesa o di tempo, autoesclusione e messaggi informativi generalisti. Misure essenziali, previste anche dal quadro normativo italiano sul gioco a distanza, che tuttavia presentano evidenti limiti, soprattutto per la loro natura indistinta e spesso reattiva.

Il ruolo dell’Intelligenza Artificiale nel monitoraggio dei comportamenti

L’evoluzione verso sistemi di analisi comportamentale apre la strada a un uso più avanzato dei dati. In questo contesto, l’Intelligenza Artificiale rappresenta uno strumento potenzialmente decisivo, grazie alla sua capacità di elaborare grandi volumi di dati e di individuare variazioni nei pattern di gioco.

Attraverso l’osservazione di parametri come la frequenza delle sessioni, la durata, i livelli di spesa o gli orari di accesso, questi sistemi possono contribuire a rilevare anche cambiamenti minimi nel comportamento del giocatore. L’obiettivo non è sostituire le misure esistenti, ma rafforzarle, consentendo una lettura più precisa e tempestiva dei segnali di rischio.

Secondo la Fondazione FAIR, il valore di questo approccio risiede proprio nella possibilità di spostare l’attenzione sul percorso individuale del giocatore, superando una logica basata esclusivamente su soglie standard o su medie statistiche.

Prevenzione e interventi personalizzati

Uno degli aspetti più innovativi di questo modello è la possibilità di intervenire in anticipo. A differenza dei sistemi tradizionali, che tendono ad attivarsi quando il comportamento problematico è già evidente, l’analisi comportamentale consente di individuare segnali precocemente.

Ad esempio, variazioni nella frequenza delle sessioni notturne, aumenti improvvisi della spesa o modifiche ripetute dei limiti impostati possono costituire indicatori di attenzione. Presi singolarmente, questi elementi non sono necessariamente sintomi di problematicità, ma la loro combinazione può costituire un campanello d’allarme.

In questo scenario, assumono rilevanza anche strumenti di intervento “soft”, come notifiche contestualizzate, suggerimenti personalizzati o inviti a riflettere sul proprio comportamento. Meccanismi che, se ben progettati, possono rivelarsi più efficaci rispetto ai messaggi generici.

Il contributo della ricerca scientifica

Per garantire l’efficacia di questi modelli, è fondamentale integrare l’analisi tecnologica con evidenze scientifiche consolidate. Strumenti come il Problem Gambling Severity Index (PGSI), ampiamente utilizzato a livello internazionale, consentono di valutare la gravità dei comportamenti di gioco e di arricchire l’interpretazione dei dati.

L’integrazione tra tecnologia e ricerca rappresenta un elemento chiave: i sistemi di analisi comportamentale raggiungono il massimo valore quando dialogano con modelli psicologici e sociali validati, evitando una lettura puramente algoritmica dei comportamenti.

Il nodo strategico: tutela o monetizzazione?

Accanto alle opportunità, però, emerge una questione centrale. La stessa tecnologia che può essere utilizzata per proteggere il giocatore può anche essere orientata verso obiettivi diversi, come l’aumento dell’engagement o la massimizzazione del valore economico del cliente.

L’Intelligenza Artificiale, infatti, non è neutrale: il suo impatto dipende dagli obiettivi che le vengono assegnati, dalle metriche utilizzate e dal contesto in cui viene applicata. Per questo motivo, non è sufficiente adottare strumenti avanzati: è necessario definire con chiarezza i criteri, le responsabilità e le finalità del loro impiego.

Regolazione e governance dell’AI nel gaming

Nel contesto europeo, il tema è sempre più rilevante. Il regolamento sull’Intelligenza Artificiale (AI Act) introduce un approccio basato sul rischio e stabilisce requisiti in materia di trasparenza, qualità dei dati e supervisione umana.

Pur non individuando in modo esplicito il settore del gioco come categoria autonoma ad alto rischio, l’utilizzo di sistemi di AI per analizzare comportamenti individuali e individuare segnali di vulnerabilità richiede particolare attenzione sotto il profilo della governance.

Diventa quindi essenziale definire linee guida condivise, criteri omogenei per l’identificazione dei profili di rischio e meccanismi di accountability in grado di valutare non solo la presenza degli strumenti, ma anche il loro impatto concreto.

Verso un nuovo modello di gioco responsabile

Il percorso delineato dalla Fondazione FAIR apre a una riflessione più ampia sul futuro del settore. L’adozione di sistemi di analisi comportamentale può limitarsi a un mero adempimento normativo o diventare una leva strategica per la sostenibilità del comparto.

Un approccio evoluto al gioco responsabile, basato su evidenze scientifiche, trasparenza e misurazione dell’impatto, può contribuire a rafforzare la fiducia degli utenti e migliorare la reputazione dell’industria.

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