Skip to content

Gioco fisico in Italia, la riforma si allontana: il nodo politico resta aperto

Manfredi Bertelli
Scritto da Manfredi Bertelli

Il riordino del gioco fisico rischia di allontanarsi ulteriormente. Sale scommesse, bingo, apparecchi e punti vendita sul territorio restano infatti tra i passaggi più delicati della delega fiscale.

Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore e ripreso dalla stampa specializzata, la bozza di decreto attuativo predisposta dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) non avrebbe ottenuto il via libera politico necessario per procedere. Al momento, però, non risultano comunicazioni ufficiali da Palazzo Chigi, dal MEF o dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) che confermino formalmente lo stop definitivo.

Il tema è rilevante perché la riforma fiscale ha previsto il riordino complessivo del settore dei giochi pubblici. Finora, tuttavia, l’intervento più avanzato riguarda soprattutto la riforma già avviata per il gioco online in Italia, mentre la disciplina del gioco fisico resta da definire nei suoi passaggi principali.

Il quadro normativo già approvato per il comparto a distanza è contenuto nel decreto legislativo n. 41 del 2024, che ha disciplinato il gioco online lasciando ancora aperta la partita relativa a sale, apparecchi e punti vendita sul territorio.

Distanze, territori e concessioni: un dossier complicato

Resta comunque complicato trovare un equilibrio tra la presenza del gioco fisico, le necessità di tutelare i vari comuni e di sostenere l’economia degli operatori del settore. Uno dei temi principali è quello del distanziometro, cioè la distanza minima da rispettare tra i punti gioco e le scuole, i luoghi di culto e altri spazi considerati sensibili.

Una delle ipotesi circolate prevedeva regole diverse per le sale dedicate al gioco e per gli esercizi generalisti, come bar, tabaccherie e ricevitorie, in cui l’offerta di gioco costituisce solo una parte dell’attività. Ma proprio su questo equilibrio si sarebbe concentrata la frenata politica: una disciplina troppo rigida potrebbe ridurre in modo significativo la rete autorizzata, mentre una disciplina troppo debole rischierebbe di non rispondere alle richieste arrivate negli anni da Regioni, Comuni e associazioni impegnate sul fronte della prevenzione.

In assenza di un nuovo quadro nazionale, resta il rischio di continuare a operare con un sistema frammentato, in cui convivono regole statali, norme regionali e provvedimenti locali spesso non omogenei. È uno dei motivi per cui il riordino della rete fisica è considerato un passaggio centrale per il settore del gioco pubblico in Italia. Servirebbe a fornire maggiore certezza agli operatori, alle amministrazioni e ai controlli pubblici.

Il rischio di nuove proroghe

Se il decreto sul gioco fisico non dovesse arrivare entro i tempi previsti dalla delega, lo scenario più probabile sarebbe quello di nuove proroghe delle concessioni esistenti. Anche in questo caso, però, non si tratta ancora di una decisione ufficiale, bensì di una possibile conseguenza.

La delega fiscale, prevista dalla legge n. 111 del 2023, è stata prorogata fino al 29 agosto 2026 dalla legge n. 120 del 2025. Questo significa che il Governo italiano ha ancora una finestra temporale per intervenire con ulteriori decreti legislativi, compreso quello sul gioco fisico.

Il problema è politico prima ancora che tecnico, perché è necessario trovare un punto di equilibrio tra le entrate fiscali, la legalità, la tutela dei consumatori, il contrasto al gioco illegale e il ruolo degli enti territoriali. Senza un accordo, la riforma rischia di restare a metà.

Un settore ancora in attesa di regole definitive

Il quadro ufficiale conferma che il riordino dei giochi pubblici nasce dalla riforma fiscale e mira a rafforzare la tutela dei soggetti vulnerabili, la prevenzione del gioco minorile, la trasparenza della filiera, il contrasto all’illegalità e la certezza delle regole sul territorio.

Il punto è che il gioco fisico resta privo di un quadro aggiornato e uniforme. Ora bisognerà capire se il Governo italiano riaprirà il dossier o se il settore continuerà a muoversi, ancora una volta, attraverso proroghe.

Al momento, l’unica certezza è che non esiste un atto ufficiale che chiuda definitivamente le porte alla riforma del gioco fisico in Italia. Come riportato da alcune testate giornalistiche del settore gaming, ci sono state frenate da parte della politica in merito al decreto. Per questo motivo, la questione resta aperta e il nodo delle concessioni continua a pesare sul futuro del gaming online in Italia.

Rimani sempre aggiornato sulle notizie che guidano il settore globale dell’iGaming. Scegli SiGMA World come fonte di riferimento per opinioni esclusive, tendenze nel mondo delle scommesse, mercati predittivi e aggiornamenti normativi fondamentali.