Il mercato del gioco illegale nel Regno Unito torna al centro dell’attenzione, alimentando il confronto tra istituzioni e operatori. Secondo le stime rese note all’assemblea generale del 2026 del Betting and Gaming Council (BGC), circa 1,5 milioni di britannici usano piattaforme non autorizzate, generando 10 miliardi di sterline all’anno.
Queste stime confermano una tendenza già segnalata: il gioco illegale rappresenta una crescente minaccia per i consumatori e per la stabilità del mercato regolamentato.
Il nodo delle nuove regole: rischio fuga verso il mercato nero
Il dibattito, moderato da Gloria De Piero e Liam Halligan, si è concentrato sulle nuove misure regolatorie in discussione nel Regno Unito. L’incontro si è aperto con l’intervento del Ministro per il Gioco, seguito da un confronto con l’amministratrice delegata del BGC, Grainne Hurst. Le Financial Risk Assessments (FRA) mirano a rafforzare i controlli sui comportamenti di gioco e prevenire i rischi di esposizione finanziaria.
Il Betting and Gaming Council, che rappresenta gli operatori autorizzati del settore, rileva che alcune misure potrebbero risultare invasive, in particolare se richiedono la condivisione di dati finanziari personali. L’industria segnala inoltre che queste richieste potrebbero spingere alcuni giocatori verso operatori offshore non regolamentati, sottolineando che tale preoccupazione è centrale per gli stakeholder del comparto.
La Gambling Commission chiarisce che le FRA sono in fase di test e che il modello in sviluppo adotta controlli “senza attrito”, basati sui dati delle agenzie di credito, non sull’accesso diretto ai conti bancari. Questo mette in luce il distacco tra le preoccupazioni del settore e l’approccio del regolatore.
La posizione del governo: entrate fiscali e responsabilità pubblica
Nel corso dell’assemblea è intervenuta la sottosegretaria parlamentare e ministro per il gioco, Baronessa Fiona Twycross, che ha riconosciuto le criticità per l’industria derivanti dalle recenti modifiche fiscali annunciate nel bilancio di novembre.
Le nuove misure, sottolinea Twycross, avranno un forte impatto sulle imprese e sull’occupazione. Il governo, invece, difende la scelta: secondo l’esecutivo, l’inasprimento fiscale è necessario per sostenere le finanze pubbliche e prevede un importo superiore a 1 miliardo di sterline all’anno. Twycross ha inoltre ribadito che, dal suo punto di vista, il gioco illegale resta un rischio concreto, soprattutto per i consumatori vulnerabili, minando la credibilità del sistema regolatorio.
Rafforzamento dei controlli: fondi e task force anti-illegalità
Tra le misure annunciate: un finanziamento aggiuntivo di 26 milioni di sterline alla Gambling Commission nei prossimi tre anni, per rafforzare i controlli, intensificare le investigazioni e contrastare le piattaforme illegali.
Il governo ha inoltre istituito una nuova task force per contrastare il gioco non autorizzato. L’iniziativa introduce un approccio integrato tra i settori pubblico e privato.
La task force coinvolgerà aziende tecnologiche e di pagamento come Google, Mastercard, TikTok e Visa, oltre alle forze dell’ordine e agli organismi pubblicitari. L’obiettivo è coordinare le azioni relative ai pagamenti, alla pubblicità e alla cooperazione per bloccare attività non autorizzate.
L’approccio multi-stakeholder evidenzia come il contrasto al gioco illegale richieda un’azione coordinata lungo tutta la filiera digitale, non solo interventi regolatori.
Sponsorizzazioni sportive nel mirino della regolazione
Un ulteriore ambito in fase di esplorazione: il rapporto tra gioco e sport. Il governo ha avviato una consultazione per valutare il divieto delle sponsorizzazioni sportive da parte di operatori non autorizzati, che potrebbe interessare anche i club della Premier League.
L’obiettivo è impedire che marchi non autorizzati ottengano visibilità attraverso competizioni sportive, aggirando le norme e raggiungendo un vasto pubblico.
Industria in allerta: il rischio di una contraddizione sistemica
Nonostante il rafforzamento dei contrasti, il settore rileva una possibile contraddizione pubblica: il governo investe contro il mercato illegale, ma la pressione fiscale e regolatoria rischia di ridurre l’attrattività del mercato legale.
Il Betting and Gaming Council avverte che questo equilibrio è potenzialmente instabile. Se le condizioni operative diventano troppo onerose e l’esperienza utente si complica, alcuni consumatori potrebbero rivolgersi a offerte alternative prive di controlli.
Una sfida aperta per il futuro del settore
Il Regno Unito è un banco di prova per il settore iGaming. Contrastare il gioco illegale richiede un approccio coordinato che bilanci la tutela dei consumatori, la sostenibilità fiscale e la competitività del mercato regolamentato. Le stime del Betting and Gaming Council, pur di natura industriale, evidenziano un fenomeno rilevante. La sfida è tradurre queste preoccupazioni in una strategia efficace per evitare che il mercato non regolamentato continui a crescere.
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