La promessa del gioco omnicanale viene discussa da oltre un decennio, eppure molti operatori faticano ancora a trasformare la teoria in realtà. Al SiGMA Central Europe 2025 di Roma, i leader del settore si sono riuniti per esaminare se il gioco fisico e quello online possano davvero funzionare come un’unica attività, oppure se differenze fondamentali li terranno sempre separati.
Moderato da Ewa Bakun, Direttrice delle Relazioni con l’Industria presso Clarion Gaming, il panel intitolato “Operazioni Omnicanale: canali diversi, ma la stessa attività?” ha riunito Filip Jelavic, Segretario Generale della Croatian Gaming Association (CGA), Francesco Gatti, Fondatore e Amministratore Delegato di Bull Gaming, Giuseppe Donato, Direttore Paese per l’Italia di Kiron Interactive, e Andrei Frimescu, Direttore Marketing di Game World Romania. Insieme hanno analizzato le sfide operative, normative e tecnologiche che ostacolano una vera integrazione.
Un unico brand, molteplici realtà
Fin dall’inizio, il panel ha concordato sul fatto che, sebbene il prodotto di gioco centrale possa essere condiviso, il modo in cui viene erogato cambia radicalmente a seconda del canale. Andrei Frimescu ha spiegato che il successo dell’omnicanalità dipende dalla complementarità, non dall’uniformità. “Il prodotto centrale è lo stesso, ma tutto il resto è diverso: marketing, coinvolgimento, esecuzione”, ha affermato, sottolineando che fondere le esperienze tra i canali offre un vantaggio competitivo significativo.
In Italia, Francesco Gatti, Fondatore e Amministratore Delegato di Bull Gaming, ha evidenziato come la pandemia abbia accelerato l’adozione dell’online in un mercato tradizionalmente orientato al retail. “I giocatori hanno scoperto gli stessi giochi in un canale diverso, ma con bonus, tempi e comportamenti differenti”, ha spiegato. Secondo Gatti, l’omnicanale rappresenta “un’unica attività, ma con due approcci”, e richiede un cambiamento di mentalità sul prodotto, più che una semplice replica.
Barriere normative
La regolamentazione è emersa come uno degli ostacoli più significativi allo sviluppo dell’omnicanalità. Filip Jelavic, Segretario Generale della Croatian Gaming Association (CGA), ha descritto come un’eccessiva regolamentazione abbia indebolito la sostenibilità del gioco fisico, spingendo al contempo i giocatori verso alternative illegali. “I giocatori non smettono di giocare, semplicemente cambiano canale”, ha avvertito, invocando una regolamentazione “più responsabile”, accanto al gioco responsabile.
Anche la regolamentazione dei dati svolge un ruolo cruciale. Frimescu ha indicato il GDPR e i sistemi di licenza frammentati come ostacoli alla creazione di profili unificati dei giocatori e di programmi di fidelizzazione, entrambi elementi essenziali per un’esperienza omnicanale senza interruzioni.
Un futuro ibrido
Il panel ha individuato nell’intelligenza artificiale un motore chiave dell’integrazione futura. Giuseppe Donato ha sottolineato che l’IA sta già rimodellando le operazioni di gioco, sebbene il suo potenziale resti in gran parte inutilizzato. “Stiamo usando solo una piccola frazione di ciò che l’IA può fare”, ha affermato, soprattutto in ambiti come personalizzazione, conformità ed efficienza operativa.
La discussione si è conclusa con una visione condivisa di un futuro ibrido, in cui gli strumenti digitali arricchiscono, anziché sostituire, le sedi fisiche. Dai percorsi personalizzati via mobile alle esperienze in sala basate sui dati, il consenso è stato chiaro: il successo dell’omnicanale risiede nella cooperazione tra i canali.
Partecipa al prossimo SiGMA World a Roma dal 2 al 5 novembre, dove leader globali, innovatori e regolatori si riuniranno per esplorare le tecnologie e le strategie che stanno ridisegnando il settore.



