L’Idaho si è unito a una coalizione di 39 Stati che contestano quella che definiscono come un tentativo della Commodity Futures Trading Commission (CFTC) di ampliare la propria autorità regolatoria. Il procuratore generale Raul Labrador ha annunciato l’iniziativa il 23 marzo, sottolineando le preoccupazioni secondo cui i regolatori federali starebbero invadendo le competenze statali in materia di gioco d’azzardo.
Gli Stati reagiscono alla supervisione federale
La coalizione chiede ai tribunali federali di bloccare la rivendicazione della CFTC di avere giurisdizione esclusiva su alcune attività di scommesse sportive. Secondo i funzionari statali, ciò priverebbe gli Stati del potere (esercitato da lungo tempo) di regolamentare o vietare le scommesse sportive all’interno dei propri confini.
«Un’agenzia federale non eletta sostiene di aver scoperto un’autorità nascosta in leggi di riforma finanziaria vecchie di quindici anni, per scavalcare le leggi statali sul gioco d’azzardo in tutto il Paese. Il Congresso non ha mai concesso questo potere, e l’Idaho continuerà a difendere il nostro diritto di regolamentare il gioco d’azzardo come riteniamo opportuno», ha dichiarato Labrador in un comunicato.
Il dibattito arriva in un momento di crescente incertezza riguardo alla posizione in evoluzione della CFTC sui mercati predittivi e sui contratti basati su eventi. Tradizionalmente prudente, l’agenzia ha cambiato approccio sotto la nuova leadership, sollevando interrogativi sull’estensione della sua influenza nel settore del gioco e dei derivati finanziari.
La causa del Nevada scatena una risposta nazionale
Dopo che il Nevada ha intentato una causa contro Kalshi e altre piattaforme simili, la controversia si è intensificata mentre lo Stato cercava di far rispettare le proprie leggi sul gioco d’azzardo. Tuttavia, quando il caso è arrivato alla Corte d’Appello del Nono Circuito, la CFTC ha difeso le piattaforme, sostenendo la preminenza della normativa federale, come riportato da diversi media.
In risposta, l’Idaho e altri 38 Stati hanno presentato un amicus brief a sostegno del Nevada, avvertendo che la posizione della CFTC rischierebbe di indebolire l’applicazione delle restrizioni statali sulle scommesse sportive.
States like Idaho that have chosen to ban sports betting could be blocked from enforcing those laws under a new theory pushed by an unelected federal agency.
— Attorney General Raúl R. Labrador (@Raul_Labrador) March 23, 2026
Congress never granted that authority. Idaho will continue to defend our right to regulate gambling as we see fit.…
Le piattaforme online al centro del dibattito
Oltre a Kalshi, piattaforme come Crypto.com hanno iniziato a offrire puntate sugli esiti sportivi attraverso exchange regolati a livello federale. Invece delle scommesse tradizionali, queste operazioni vengono presentate come derivati finanziari. Kalshi ha dichiarato oltre 1 miliardo di dollari in contratti legati al Super Bowl scambiati nel febbraio 2026, a testimonianza della portata del mercato, come riportato da diversi media.
Sebbene in passato la CFTC avesse riconosciuto che le leggi statali potessero bloccare tali contratti, la sua recente inversione di rotta sostiene che queste puntate rientrano nella categoria degli “swap” e sono quindi soggette a supervisione federale esclusiva. Il documento presentato dalla coalizione evidenzia quattro punti chiave: i limiti della giurisdizione delle agenzie federali, la necessità di un’autorizzazione chiara da parte del Congresso, la tutela dei poteri statali e la mancanza di competenze specifiche da parte della CFTC.
Implicazioni per l’equilibrio tra poteri federali e statali
L’esito della controversia potrebbe ridefinire l’equilibrio tra regolatori federali e Stati nella supervisione delle piattaforme predittive e delle scommesse sportive. Se gli Stati dovessero prevalere, il settore delle scommesse sportive resterebbe frammentato, con le leggi locali a determinare l’accesso. Se invece la CFTC dovesse vincere, la supervisione federale rimodellerebbe l’industria, potenzialmente estendendosi ai mercati predittivi legati alle elezioni, agli indicatori economici e alle scommesse basate sulle criptovalute.
Una simile decisione potrebbe anche limitare la capacità degli Stati di sperimentare regulatory sandbox, ossia ambienti normativi controllati per startup che offrono nuovi prodotti finanziari basati su eventi. A livello globale, le scommesse sportive e i mercati predittivi sono regolamentati in modo molto diverso. Il Regno Unito e la maggior parte dei Paesi europei li considerano gioco d’azzardo e li affidano ai rispettivi regolatori nazionali.
Nel frattempo, in diverse regioni dell’Asia prevale un approccio generalmente restrittivo. A Singapore sono rigidamente regolamentati e limitati alle scommesse legali. In Cina, le scommesse sportive sono in gran parte illegali, fatta eccezione per le lotterie statali. Nelle Filippine, invece, gli operatori con licenza sono autorizzati. In Australia e in Canada il modello è simile a quello europeo, ma con un forte ruolo delle autorità statali o provinciali.
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