La Corte Suprema del Massachusetts ha messo in discussione l’argomentazione di Kalshi secondo cui i suoi mercati di previsione legati allo sport non rientrerebbero nelle leggi statali sul gioco d’azzardo, esprimendo scetticismo sulla tesi dell’azienda secondo cui i suoi contratti basati su eventi funzionerebbero come accordi finanziari di tipo “swap” e non come scommesse sportive.
Durante l’udienza presso la Supreme Judicial Court del 4 maggio (lunedì), i giudici hanno lasciato intendere che potrebbero confermare l’autorità dei regolatori di bloccare i contratti sugli eventi sportivi all’interno dello Stato. Nel frattempo, Kalshi ha sostenuto che le sue attività ricadono esclusivamente sotto la supervisione federale della US Commodity Futures Trading Commission (CFTC).
L’azienda sta cercando di annullare un’ingiunzione che le impedirebbe di offrire contratti legati a eventi sportivi come partite di football e baseball senza una licenza statale per il gioco. «Si tratta fondamentalmente di una questione di regolamentazione federale», ha dichiarato l’avvocato di Kalshi, Grant Mainland, come riportato da Reuters, invitando la corte a schierarsi con la società.
Tuttavia, diversi dei sette giudici hanno chiesto chiarimenti su come i prodotti di Kalshi differiscano dalle tradizionali scommesse sportive, che sono tipicamente regolamentate a livello statale. La giudice Gabrielle Wolohojian ha incalzato Mainland sulla distinzione, chiedendo in che modo tali contratti differiscano da ciò che comunemente verrebbe considerato una scommessa.
La battaglia legale nazionale si intensifica
Il caso fa parte di una più ampia battaglia legale a livello nazionale sul settore in rapida crescita dei mercati delle previsioni, che consente agli utenti di negoziare sugli esiti di eventi reali, incluse elezioni e incontri sportivi.
I regolatori statali sostengono che aziende come Kalshi stiano di fatto offrendo prodotti di gioco d’azzardo non autorizzati, potenzialmente violando leggi che limitano le scommesse, comprese le norme sull’età minima dei partecipanti.
Kalshi went to court in Massachusetts today https://t.co/4CTb8nyLbW
— Bill Speros (@billsperos) May 4, 2026
La Procuratrice Generale del Massachusetts, Andrea Joy Campbell, ha intentato una causa contro Kalshi a settembre. A febbraio, un tribunale di primo grado ha concesso un’ingiunzione preliminare che blocca l’azienda dall’offrire contratti su eventi sportivi nello Stato. Tale ingiunzione rimane sospesa in attesa dell’esito dell’appello. Se applicata, il Massachusetts diventerebbe il secondo Stato, dopo il Nevada, a imporre un divieto giudiziario sulle offerte di Kalshi legate allo sport.
Poteri regolatori federali contro poteri regolatori statali
Kalshi sostiene che i suoi contratti rientrino nella categoria degli “swap”, una tipologia di derivati finanziari regolata dalla legge federale. L’azienda afferma che il Dodd‑Frank Act del 2010 abbia conferito alla US Commodity Futures Trading Commission (CFTC) l’autorità esclusiva su tali strumenti.
Mainland ha richiamato una recente sentenza della Corte d’Appello del 3° Circuito degli Stati Uniti (3rd US Circuit Court of Appeals), che ad aprile si è schierata con Kalshi impedendo ai regolatori del New Jersey di intraprendere azioni esecutive. La CFTC ha inoltre sostenuto la posizione di Kalshi in Massachusetts tramite un amicus brief. Dall’altra parte, una coalizione di 38 procuratori generali statali ha presentato un amicus brief a sostegno del Massachusetts nella sua battaglia legale contro Kalshi.
Nonostante ciò, il giudice Scott Kafker ha sollevato dubbi sul fatto che il Congresso intendesse privare gli Stati del loro ruolo storico nella regolamentazione del gioco d’azzardo quando approvò il Dodd‑Frank dopo la crisi finanziaria del 2008. Ha osservato che la regolamentazione del gioco è tradizionalmente di competenza statale e ha suggerito che qualsiasi tentativo di superare tale autorità avrebbe richiesto un’intenzione legislativa più chiara.
Nonostante le battaglie legali, Kalshi ha raggiunto nuovi livelli di notorietà, venendo inserita tra le prestigiose TIME100 Most Influential Companies of 2026 e nella lista delle “10 Most Influential Finance Companies of 2026”. La piattaforma, un tempo considerata un esperimento di nicchia, oggi è valutata 22 miliardi di dollari, conta oltre 5 milioni di utenti e un’influenza crescente nei settori della finanza e dei media.
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