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Polymarket nega i pagamenti sulle scommesse relative a un’invasione USA‑Venezuela

Neha Soni
Scritto da Neha Soni
Tradotto da Mara Armenante

La piattaforma di previsione basata su blockchain Polymarket è finita nel mirino dei trader dopo aver rifiutato di liquidare milioni di dollari in puntate legate a un’invasione degli Stati Uniti in Venezuela, sostenendo che la cattura del presidente Nicolás Maduro non rientra nella definizione di “invasione” prevista dalla piattaforma.

Come riportato da The Guardian, la disputa ruota attorno a una serie di mercati predittivi ad alto volume che chiedevano se gli Stati Uniti avrebbero invaso il Venezuela oppure se Maduro sarebbe stato rimosso dal potere entro scadenze specifiche all’inizio del 2026. Nonostante le forze statunitensi abbiano catturato Maduro durante un’operazione militare a sorpresa, Polymarket ha stabilito che l’evento non soddisfa i criteri di invasione previsti dai termini contrattuali.

La decisione ha lasciato i trader frustrati, in particolare coloro che avevano puntato oltre 10,5 milioni di dollari su esiti legati all’invasione, con liquidazione prevista entro il 31 gennaio 2026.

Impennata delle scommesse prima della cattura di Maduro

Nei giorni precedenti l’operazione, l’attività su Polymarket è aumentata sensibilmente, mentre i trader speculavano sull’escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Venezuela. Il 3 gennaio 2026, le forze statunitensi hanno lanciato l’Operazione Absolute Resolve, catturando Maduro e sua moglie, Cilia Flores, durante una missione coordinata via aria e terra. La coppia è stata poi trasferita a New York per affrontare accuse statunitensi di traffico di droga e narco‑terrorismo, accuse che Maduro ha respinto.

Il presidente Donald Trump su Truth Social

Prima dell’operazione, un utente anonimo di Polymarket aveva puntato oltre 30.000 dollari su mercati che prevedevano l’uscita di Maduro dalla carica entro il 31 gennaio. Dopo la notizia della sua cattura, quella posizione ha mostrato per un breve periodo profitti superiori a 436.000 dollari, pari a un rendimento di oltre il 1.200 per cento.

Tuttavia, Polymarket ha poi chiarito che l’evento non attivava un esito vincente. Dopo l’annuncio, la probabilità implicita di un’invasione statunitense prima della fine di gennaio è crollata sotto il cinque per cento.

La piattaforma richiama la formulazione rigorosa del contratto

In una dichiarazione pubblicata sul proprio sito, Polymarket ha affermato che il contratto si riferiva in modo specifico a “operazioni militari statunitensi finalizzate a stabilire il controllo” sul territorio venezuelano.

Fonte: Polymarket

«L’affermazione del presidente Trump secondo cui gli Stati Uniti avrebbero “gestito” il Venezuela, pur facendo riferimento ai colloqui in corso con il governo venezuelano, non è sufficiente a qualificare la missione di cattura di Maduro come un’invasione», ha dichiarato la piattaforma.

La decisione ha suscitato forti critiche da parte degli utenti, alcuni dei quali hanno accusato la piattaforma di ridefinire gli esiti a posteriori, come riportato da The Guardian. Un trader, che si è identificato con il nome Skinner, ha affermato che la decisione dimostra una “pura arbitrarietà”, sostenendo che la cattura di un capo di Stato in carica durante un’incursione militare dovrebbe soddisfare qualsiasi definizione ragionevole di invasione.

Scommettere sulla guerra solleva interrogativi etici

Polymarket, lanciata nel 2020, consente agli utenti di puntare su esiti sì‑o‑no legati a eventi reali utilizzando criptovalute. Negli ultimi mesi, la piattaforma ha ampliato i confini del trading basato sugli eventi, elencando mercati collegati a conflitti militari, crolli politici e cambi di regime.

I mercati legati al Venezuela hanno guadagnato slancio con l’aumento delle tensioni, mentre gli utenti scambiavano attivamente contratti relativi a un coinvolgimento militare degli Stati Uniti e alla rimozione di Maduro dal potere. Le probabilità implicite di alcuni contratti sono balzate da percentuali a una sola cifra a oltre il 99 per cento nel giro di poche ore dalla diffusione pubblica dell’operazione.

Altri scenari di escalation, come un’invasione formale degli Stati Uniti o una dichiarazione di guerra, hanno continuato a essere scambiati a probabilità più basse, generalmente tra il due e il nove per cento. I mercati legati a sequestri marittimi, operazioni di contrasto al narcotraffico e attività navale venezuelana oscillavano invece tra il 50 e il 66 per cento.

I volumi di scambio su questi mercati variavano da circa 926.000 dollari a quasi 3 milioni, a testimonianza dell’entità del capitale coinvolto.

Alcuni ricercatori sostengono che tali mercati riflettano più il sentimento speculativo che una reale capacità previsionale. «Quando le persone iniziano a scommettere sulla guerra, perdiamo di vista il suo costo umano», ha dichiarato Ananay Jain, esperto di politiche pubbliche e diritto del gioco presso Grant Thornton Bharat LLP, in un’intervista precedente a SiGMA News. «Questi mercati monetizzano la paura. La questione della legalità è secondaria rispetto a quella morale.»

Aumentano i controlli sul trading basato su informazioni privilegiate

La controversia ha riacceso anche le preoccupazioni riguardo al trading basato su informazioni riservate all’interno delle piattaforme di previsione. Gli analisti hanno segnalato comportamenti anomali sulla blockchain, tra cui acquisti concentrati da parte di wallet appena creati e focalizzati esclusivamente sui mercati legati al Venezuela.

L’imprenditore e investitore Joe Pompliano ha alimentato ulteriormente il dibattito, scrivendo sui social che «il trading basato su informazioni privilegiate non solo è consentito nei mercati predittivi, è incoraggiato», un commento ampiamente condiviso.

Una piattaforma concorrente, Kalshi, aveva stimato le probabilità che Maduro lasciasse l’incarico prima di febbraio intorno al sette per cento, rispetto al 5,5 per cento di Polymarket, sollevando ulteriori interrogativi su come probabilità così basse potessero conciliarsi con la tempistica precisa del trader.

I legislatori statunitensi si muovono verso la regolamentazione

In questo contesto, il deputato statunitense Ritchie Torres, democratico di New York, ha annunciato l’intenzione di presentare il Public Integrity in Financial Prediction Markets Act of 2026.

La proposta di legge vieterebbe ai membri del Congresso, ai funzionari politici nominati e ai dipendenti del ramo esecutivo di negoziare contratti dei mercati predittivi legati a esiti politici o ad azioni governative qualora abbiano accesso a informazioni non pubbliche.

Il disegno di legge estenderebbe agli strumenti predittivi di natura politica e decisionale gli standard sul trading basato su informazioni privilegiate già applicati ai mercati finanziari tradizionali. I sostenitori affermano che la misura è necessaria per tutelare la fiducia pubblica e prevenire l’uso improprio di informazioni sensibili.

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