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Tennis: inchiesta internazionale smaschera match fixing, 14 arresti

Tony Colapinto
Scritto da Tony Colapinto

Una nuova operazione giudiziaria scuote il mondo del tennis professionale e riaccende i riflettori sul legame sempre più stretto tra scommesse illegali e manipolazione degli incontri. Tre ex tennisti bulgari sono stati arrestati a Sofia nell’ambito di un’inchiesta internazionale coordinata dalla Procura di Marsiglia, che mira a smantellare un sistema criminale radicato e altamente strutturato dedicato al match fixing. L’operazione ha portato al fermo complessivo di quattordici persone tra Francia, Bulgaria, Spagna e Romania.

L’inchiesta partita da Marsiglia: al centro frodi e corruzione sportiva

Secondo quanto riferito dalla giurisdizione interregionale specializzata di Marsiglia (JIRS), l’indagine è stata avviata nel maggio 2025 e ha portato alla contestazione di reati che includono truffa in associazione organizzata, corruzione sportiva, riciclaggio, ricettazione e partecipazione a un’associazione per delinquere. Le autorità francesi hanno emesso un mandato d’arresto europeo nei confronti dei sospetti fermati in Bulgaria, indagati per riciclaggio transfrontaliero di somme provenienti da tangenti e attività fraudolente legate a competizioni tennistiche internazionali.

I nomi degli arrestati e i legami con precedenti scandali

Gli arrestati sono i fratelli Karen e Juri Khachatryan, insieme a Dilyan Yanev e ad Anzhel Yanev, considerato loro complice. I due fratelli Khachatryan non sono figure sconosciute agli investigatori del settore: entrambi erano già stati coinvolti in vicende simili nel 2020, quando la Tennis Integrity Unit li aveva sanzionati per manipolazione di risultati. Karen era stato radiato a vita, mentre Juri aveva ricevuto una sospensione di dieci anni, segnale di un coinvolgimento profondo e reiterato nelle attività di combine.

Arresti e misura cautelari: ora si decide sull’estradizione

La portavoce del tribunale di Sofia ha confermato che tre degli indagati sono stati posti in custodia cautelare, mentre il quarto è stato posto agli arresti domiciliari. La giustizia bulgara dovrà ora pronunciarsi sulla richiesta di estradizione presentata dalla Francia. Secondo gli inquirenti, gli indagati avrebbero offerto pagamenti a giocatori e organizzazioni sportive distribuite su tre continenti per influenzare gli esiti dei match.

Un sistema che colpisce il tennis di seconda fascia

Gli investigatori ritengono che il gruppo abbia coinvolto tennisti oltre la centesima posizione mondiale, disposti a perdere volontariamente un set o un incontro in cambio di somme di denaro. Le manipolazioni avrebbero interessato almeno quaranta tornei dei circuiti Challenger e Future tra il 2018 e il 2024, con partite disputate non solo in Francia ma anche in altri Paesi europei, oltre che in America e Africa. Questo livello del circuito, meno protetto e con guadagni inferiori rispetto ai tornei ATP più prestigiosi, è spesso considerato terreno fertile per le organizzazioni illecite che cercano atleti vulnerabili o facilmente corruttibili.

Scommesse tramite conti “mule”: profitti per oltre 800 mila euro

La Procura di Marsiglia ha descritto uno schema accuratamente pianificato: i membri del gruppo piazzavano scommesse attraverso conti intestati a prestanome, i cosiddetti “mule”, per dissimulare l’origine delle puntate e aggirare i controlli degli operatori internazionali. Le vincite irregolari identificate fino a oggi superano gli 800 mila euro, una cifra che evidenzia la portata economica del sistema illecito, capace di sfruttare vulnerabilità regolamentari e differenze giurisdizionali.

La lotta alla corruzione nel tennis continua

L’operazione coordinata da Marsiglia rappresenta un nuovo capitolo nella lotta contro la corruzione sportiva e getta luce su un fenomeno che continua a minare l’affidabilità delle competizioni. Nonostante i progressi messi in campo negli ultimi anni, il tennis rimane uno degli sport più esposti al match fixing, anche a causa della struttura del circuito e del divario tra i premi delle competizioni principali e quelli dei tornei minori. Le autorità giudiziarie, supportate dagli organismi di integrity sportiva, intendono proseguire con ulteriori approfondimenti, mentre la comunità tennistica internazionale attende gli sviluppi sull’estradizione e sulle eventuali accuse formali.

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