Una coalizione di tribù dei nativi americani e di 10 associazioni tribali, tra cui l’Indian Gaming Association, ha presentato un amicus brief a sostegno della risposta dell’Arizona alla mozione per un’ingiunzione preliminare avanzata dalla piattaforma di prediction market Kalshi. L’udienza è fissata per venerdì, in quello che sta rapidamente diventando uno scontro legale ad alta tensione sui confini tra regolamentazione finanziaria federale e sistemi di gioco gestiti congiuntamente da stati e tribù.
Il documento, condiviso su LinkedIn dall’avvocato statunitense specializzato in diritto del gioco e scommesse sportive Daniel Wallach, è stato redatto da un gruppo di avvocati di primo piano nel settore del gaming tribale e invita con forza la corte a respingere le argomentazioni di Kalshi. Inquadra la disputa come una potenziale minaccia a decenni di precedenti legali e di equilibrio regolatorio.
«Kalshi chiede a questa Corte di scavalcare la struttura regolatoria unica tra stato e tribù che disciplina le scommesse sportive in Arizona, abbandonare la politica nazionale di regolamentazione statale e tribale delle scommesse sportive e capovolgere decenni di diritto federale. La Corte non dovrebbe farlo», si legge nel brief.
«La storia americana è piena di cercatori che hanno sottratto risorse dalle terre indiane senza il permesso delle Tribù. Ma il Congresso ha posto fine a quella pratica molto tempo fa. Eppure Kalshi vorrebbe far credere a questa Corte che, senza neppure un accenno di intenzione legislativa, il Congresso le abbia dato il permesso di entrare nelle terre tribali e sottrarre entrate di gioco alle tribù contro la loro volontà. Il Congresso non ha fatto nulla di tutto ciò», prosegue il documento.
Operare senza autorizzazione
Le tribù accusano inoltre Kalshi di operare senza la necessaria autorizzazione, sostenendo che le sue attività minano l’autorità regolatoria sia dello stato sia delle tribù.
«Kalshi, senza alcuna licenza o approvazione da parte delle Tribù dell’Arizona o dello Stato, è entrata spudoratamente nei territori statali e tribali per condurre attività di gioco non regolamentate con la sua app di cosiddette “scommesse sportive legali”. Così facendo, Kalshi sta drenando entrate vitali dei governi tribali e statali per riversarle nelle tasche dei suoi proprietari. Per le tribù, il gioco non è solo un’attività commerciale, ma una questione esistenziale», afferma il documento.
Il brief avverte inoltre di conseguenze di vasta portata qualora la corte accettasse la posizione di Kalshi, suggerendo che ciò destabilizzerebbe gli accordi esistenti e indebolirebbe l’autogoverno tribale. Aggiunge che un simile esito minaccerebbe direttamente i Tribal‑State Gaming Compacts dell’Arizona, approvati a livello federale per bilanciare controllo regolatorio e interessi economici tra tribù e stato.
In un’ulteriore critica, il documento contesta quella che definisce la “storia revisionista” di Kalshi sul diritto statunitense in materia di gioco e di commodities, in particolare il suo affidamento sul Commodity Exchange Act.
I prediction market sotto crescente scrutinio
Il deposito dell’amicus brief arriva mentre aumenta la pressione legale su Kalshi, come evidenziato da un articolo del Wall Street Journal di due settimane fa. Secondo il report, l’Arizona ha presentato accuse penali contro le società madri della piattaforma, sostenendo che abbiano gestito un’attività di gioco illegale senza licenza.
La procuratrice generale dell’Arizona, Kris Mayes, ha dichiarato che l’azienda ha accettato scommesse su sport, elezioni e altri eventi in violazione della legge statale, che vieta le scommesse non autorizzate e proibisce le puntate sulle elezioni.
Kalshi ha respinto le accuse, definendole «gravemente errate» e descrivendo il caso come una manovra legale. La vicenda è seguita con attenzione dai regolatori, tra cui la Commodity Futures Trading Commission (CFTC), il cui presidente, Michael Selig, ha definito la questione un conflitto di giurisdizione.
Il settore più ampio dei prediction market, che include concorrenti come Polymarket, ha registrato una crescita rapida e un aumento dello scrutinio. Le piattaforme sono state criticate per aver offerto mercati su eventi geopolitici sensibili, intensificando ulteriormente le preoccupazioni regolatorie.
Diversi stati, tra cui Massachusetts e Michigan, hanno intrapreso azioni legali o richiesto una supervisione più rigorosa, sostenendo che tali piattaforme operino di fatto come servizi di scommesse non autorizzati. Kalshi, dal canto suo, ha avviato sfide legali contro diversi stati, tra cui Arizona, Iowa e Utah, sostenendo che i suoi contratti rientrino nel diritto federale sulle commodities e non nelle normative statali sul gioco. Tuttavia, recenti decisioni dei tribunali federali in Ohio e Nevada hanno respinto i tentativi dell’azienda di bloccare le restrizioni statali, con i ricorsi ancora in corso.
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