AGCOM archivia il procedimento contro Meta: nessuna violazione sul divieto di pubblicità al gioco online
L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha messo un punto fermo su uno dei temi più delicati per l’ecosistema digitale e regolatorio italiano: il rapporto tra piattaforme social e divieto di pubblicità del gioco d’azzardo. Con un provvedimento formale, AGCOM ha disposto l’archiviazione del procedimento sanzionatorio n. 2862/ZD avviato nei confronti di Meta Platforms Ireland Limited, escludendo la violazione dell’articolo 9 del Decreto Dignità in materia di pubblicità al gioco online.
La decisione arriva al termine di un’istruttoria complessa, avviata a seguito di una segnalazione della Guardia di Finanza e incentrata sull’attività di una pagina Facebook gestita da un tipster, divenuta nel tempo un punto di riferimento per una comunità di appassionati di slot e gioco online. Una vicenda che, oltre al singolo caso, offre spunti rilevanti sul ruolo delle piattaforme, sulla qualificazione dei contenuti digitali e sull’applicazione concreta del Digital Services Act.
Dalla segnalazione della Guardia di Finanza all’avvio del procedimento
Il procedimento trae origine da una segnalazione della Guardia di Finanza datata 24 febbraio 2025. L’attenzione degli inquirenti si era concentrata su una pagina Facebook riconducibile a un tipster, utilizzata per condividere aggiornamenti, promuovere eventi e indirizzare gli utenti verso sessioni di live streaming e altri canali esterni.
Secondo quanto ricostruito, la pagina funzionava come un vero e proprio hub informativo, capace di convogliare traffico verso ulteriori piattaforme e social network, ampliando la presenza digitale del soggetto che la gestiva. Tuttavia, un elemento si è rivelato subito centrale nell’analisi: sulla pagina Facebook non risultavano caricati video nativi, ma esclusivamente link che avrebbero dovuto reindirizzare verso contenuti ospitati altrove, peraltro non più accessibili al momento degli accertamenti. Un dettaglio non secondario, come sottolineato dalla stessa Guardia di Finanza, che ha evidenziato l’assenza di video direttamente ospitati sul social network di Meta.
La contestazione ad AGCOM e la posizione di Meta
Sulla base di questi elementi, il 9 maggio 2025 AGCOM ha notificato a Meta Platforms Ireland Limited la presunta violazione dell’articolo 9 del Decreto Dignità, che vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa al gioco d’azzardo.
Meta ha risposto chiedendo l’archiviazione del procedimento, illustrando in modo dettagliato il funzionamento del servizio Facebook e operando una distinzione netta tra contenuti organici e contenuti pubblicitari. Secondo la società, nel caso specifico non si era in presenza di inserzioni a pagamento né di contenuti riconducibili a una promozione commerciale.
Al momento della contestazione, sulla pagina Facebook segnalata non risultava attivo alcun annuncio pubblicitario. Inoltre, Meta ha evidenziato come una parte significativa dei post pubblicati nell’ultimo anno non fosse affatto riconducibile al gioco d’azzardo e come nessuno dei contenuti presenti avesse natura promozionale. A rafforzare questa linea difensiva, la società ha sottolineato che l’utente non aveva mai acquistato spazi pubblicitari sulla piattaforma.
Un ulteriore elemento è stato ritenuto decisivo: dalla pagina contestata non emergeva un accesso diretto a servizi di slot o gioco online, né la promozione immediata di piattaforme di gambling.
L’analisi giuridica di AGCOM e l’assenza di finalità promozionali
Dopo un esame approfondito del caso e del quadro normativo nazionale ed europeo, AGCOM ha concluso che non fosse dimostrabile la riconducibilità dei contenuti segnalati a uno dei casi previsti dal paragrafo 5 della delibera n. 132/19/CONS del 18 aprile 2019.
In particolare, l’Autorità ha rilevato l’assenza di rapporti commerciali tra Meta e il titolare della pagina Facebook oggetto di contestazione. Un passaggio chiave riguarda la mancanza di un vantaggio economico, diretto o indiretto, per la piattaforma. Meta non risultava destinataria di compensi economicamente valorizzabili né beneficiaria di ritorni in termini di visibilità o fidelizzazione di un pubblico interessato al gioco d’azzardo tali da tradursi in future forme di monetizzazione.
Anche la constatazione che gran parte dei contenuti non fosse più accessibile ha contribuito a rendere impossibile l’individuazione di una finalità promozionale concreta e attuale.
Il ruolo decisivo del Digital Services Act
Determinante, nella valutazione finale di AGCOM, è stata l’applicazione del regime di esenzione di responsabilità previsto dal Digital Services Act. Il DSA tutela i prestatori di servizi di hosting che non abbiano una conoscenza effettiva dei contenuti illeciti e che intervengano tempestivamente una volta informati.
Nel caso in esame, Meta è stata qualificata come hosting provider passivo, privo di un controllo preventivo sui contenuti caricati dagli utenti. Un ruolo che, secondo l’Autorità, è stato coerente con l’assetto normativo europeo, anche alla luce del fatto che la società ha adottato misure immediate per impedire l’accesso alla pagina contestata agli utenti italiani non appena ricevuta la notifica della presunta violazione.
Archiviazione del procedimento e possibili sviluppi
Alla luce di questi elementi, AGCOM ha escluso la sussistenza di una violazione del divieto di pubblicità del gioco d’azzardo previsto dal Decreto Dignità, disponendo l’archiviazione del procedimento. Le ulteriori contestazioni sollevate da Meta sono state considerate assorbite per ragioni di economia procedimentale.
Resta ferma la possibilità di impugnare il provvedimento davanti al TAR del Lazio entro 60 giorni dalla notifica, ma il caso rappresenta già un precedente rilevante per il settore iGaming e per le grandi piattaforme digitali.
In un contesto normativo sempre più intrecciato tra diritto nazionale ed europeo, la decisione di AGCOM chiarisce i confini della responsabilità delle piattaforme e rafforza il principio secondo cui il divieto di pubblicità del gioco online non può essere applicato in modo automatico, ma richiede un’attenta valutazione della natura dei contenuti, dei rapporti economici e del ruolo effettivamente svolto dagli intermediari digitali.
Entra nel vivo dell’azione! Unisciti alla più grande community iGaming al mondo con la Top 10 News di SiGMA. Iscriviti QUI per ricevere aggiornamenti settimanali, approfondimenti esclusivi e offerte riservate agli abbonati.


