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Le Prime Nazioni dell’Alberta chiedono un confronto sull’impatto dei ricavi dal gioco

Ansh Pandey
Scritto da Ansh Pandey
Tradotto da Mara Armenante

Un leader delle Prime Nazioni dell’Alberta ha espresso preoccupazione per il fatto che la provincia non stia facendo abbastanza per proteggere le comunità indigene da potenziali perdite legate all’espansione del gioco online.

La provincia si sta preparando a lanciare un mercato regolamentato del gioco online il 13 luglio 2026, in base all’iGaming Alberta Act, approvato lo scorso anno. L’iniziativa mira a introdurre un sistema di supervisione in un settore che, secondo i funzionari, è già ampiamente utilizzato attraverso piattaforme non regolamentate.

Secondo il governo provinciale, fino al 65 per cento dell’attività di gioco online in Alberta avviene attualmente nel mercato nero. Le autorità sostengono che la regolamentazione contribuirà a reindirizzare questa spesa verso il sistema legale, offrendo al contempo tutele per i consumatori.

Quota destinata alle Prime Nazioni

Nel nuovo quadro normativo, gli operatori privati potranno entrare nel mercato. Una parte dei ricavi, fissata al due per cento del reddito lordo di gioco, è stata destinata ai gruppi delle Prime Nazioni. Il reddito lordo si riferisce all’importo totale puntato, meno le vincite pagate e alcune detrazioni.

Il ministro dei Servizi dell’Alberta, Dale Nally, ha descritto la misura come parte di un percorso di riconciliazione economica, suggerendo che la quota di ricavi potrebbe compensare eventuali impatti finanziari sui casinò terrestri.

Tuttavia, alcuni leader indigeni restano scettici. Trevor Mercredi, Gran Capo delle Prime Nazioni del Trattato 8 (Treaty 8 First Nations), ha affermato che è difficile capire come l’attuale accordo possa compensare adeguatamente le comunità qualora i ricavi dei casinò diminuissero.

“Dire che la questione è oggetto di attenzione è qualcosa di positivo; per noi, in questo momento, è difficile vedere questo lato positivo”, ha sottolineato Trevor.

Ruolo delle Prime Nazioni

Molti casinò delle Prime Nazioni in Alberta svolgono un ruolo centrale nel finanziamento dei servizi locali, tra cui istruzione, sanità, edilizia abitativa e supporto per gli anziani. Un calo dei ricavi, anche modesto, potrebbe avere conseguenze più ampie per questi programmi.

Gli economisti hanno inoltre avvertito del rischio di effetti a catena. Un reportage della CBC News del Canada sottolinea che anche una lieve diminuzione dei ricavi dei casinò può generare un effetto domino: può significare meno posti di lavoro e una riduzione della spesa nelle comunità che dipendono da queste strutture.

Gli esperti sostengono che l’aumento del gioco online regolamentato non peggiorerà necessariamente la situazione, affermando che le sedi fisiche competono già con operatori non autorizzati. Da questa prospettiva, il nuovo sistema potrebbe formalizzare un’attività già esistente, invece di sottrarre nuovi ricavi ai casinò.

Tuttavia, le preoccupazioni vanno oltre i dati economici. Gli osservatori rilevano che la consultazione con le Prime Nazioni è stata limitata, sollevando interrogativi su come verrà distribuita la quota di ricavi e se le comunità avranno un ruolo significativo nel processo. Avvertono che, senza un coinvolgimento adeguato, l’approccio rischia di essere percepito come calato dall’alto e squilibrato.

Ricalcare il modello dell’Ontario?

Il dibattito in Alberta richiama gli sviluppi dell’Ontario, che ha introdotto in precedenza il proprio mercato regolamentato del gioco online. Lì, i gruppi delle Prime Nazioni ricevono l’1,7 per cento dei ricavi del gioco, anche se sono sorte controversie riguardo alla consultazione e all’inclusione del gioco online negli accordi di condivisione dei ricavi.

Con l’avvicinarsi del lancio di luglio, i leader delle Prime Nazioni in Alberta chiedono ulteriori discussioni con il governo provinciale. Sostengono che sarà necessario un approccio più inclusivo per garantire che i benefici della regolamentazione siano distribuiti in modo più equo e che le comunità maggiormente coinvolte non vengano penalizzate.

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