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Bulgaria, fondi contro la dipendenza dal gioco bloccati da vuoti normativi

Tony Colapinto
Scritto da Tony Colapinto

In Bulgaria la questione della dipendenza dal gioco d’azzardo è riemersa con forza, riportando l’attenzione pubblica e politica su un nodo irrisolto: l’utilizzo dei fondi destinati per la prevenzione e la cura. Ogni anno, secondo quanto stabilito dalla legge, vengono accantonati 4 milioni di lev in un fondo speciale pensato per finanziare programmi di trattamento, campagne di sensibilizzazione e progetti educativi rivolti in particolare ai giovani. Tuttavia, la mancanza di un regolamento applicativo impedisce ancora oggi di sbloccare queste risorse, con conseguenze dirette sul ritardo delle politiche di contrasto.

Il rischio di somme ferme e politiche inefficaci

La bozza di regolamento che dovrebbe definire criteri e modalità di utilizzo del fondo esiste da mesi, ma non ha ancora ricevuto l’approvazione definitiva. Nel frattempo, il denaro rimane inutilizzato, mentre i segnali di un crescente coinvolgimento dei giovani nel gioco d’azzardo preoccupano esperti e istituzioni. Il deputato Aleksandăr Simidčiev ha lanciato un allarme: la Bulgaria registra alcuni dei dati più critici a livello internazionale in materia di gioco giovanile.

Dati allarmanti tra studenti e universitari

Secondo le ricerche citate dal parlamentare, oltre il 4% degli studenti delle scuole e quasi il 10% degli universitari di sesso maschile hanno giocato alle slot machine nell’ultimo anno. Si tratta di percentuali che, se non arginate con misure tempestive, rischiano di consolidarsi, normalizzando comportamenti ad alto rischio e rendendo più complesso qualsiasi intervento successivo.

Il nodo del registro e i limiti di accesso

Uno degli ostacoli principali riguarda la cornice normativa. La legge attuale prevede che soltanto i soggetti iscritti in un registro specifico possano accedere ai percorsi di trattamento. Ma il Ministero della Salute, privo di accesso a tale strumento, non è nelle condizioni di avviare le cure. Questa incongruenza normativa genera una paralisi: i fondi ci sono, ma non possono essere utilizzati per raggiungere concretamente chi ha bisogno di aiuto.

Le categorie a rischio e un registro mai realizzato

Un ulteriore elemento di criticità riguarda le cosiddette categorie a rischio, come le persone con disturbi psichici. La legge sanitaria del 2009 aveva previsto l’istituzione di un registro nazionale, mai realizzato. Quella misura era stata oggetto di forti critiche per il rischio di discriminazione e oggi si discute di un modello alternativo basato su certificazioni mediche individuali. Anche qui, tuttavia, manca ancora una regolamentazione chiara per l’accesso al Sistema sanitario informativo nazionale, un vuoto che ricorda le difficoltà incontrate in passato con l’introduzione dei certificati elettronici nelle scuole.

Ministero della Salute e Finanze a confronto

Per affrontare la questione, il Ministero della Salute ha chiesto un incontro con il Ministero delle Finanze, previsto dopo il 15 settembre. L’obiettivo è sciogliere i nodi legati alla bozza di regolamento e consentire finalmente l’attivazione delle risorse. L’appuntamento sarà decisivo per stabilire se i fondi accantonati possano trasformarsi in interventi reali o se resteranno bloccati da procedure burocratiche.

Una contraddizione tutta bulgara

La Bulgaria si trova così davanti a una contraddizione evidente: da un lato dispone di risorse specificamente destinate al contrasto della dipendenza dal gioco d’azzardo, dall’altro non riesce a spenderle a causa di lacune legislative e procedurali. Nel frattempo, la dipendenza continua a diffondersi soprattutto tra i più giovani, confermando l’urgenza di una risposta efficace e immediata.

Una sfida politica e sociale

La partita che si gioca a Sofia non riguarda soltanto la gestione di un fondo statale, ma tocca il cuore delle politiche sanitarie e sociali. Se il Paese non riuscirà a tradurre i propri strumenti legislativi in azioni concrete, rischia di perdere tempo prezioso nella lotta contro un fenomeno che coinvolge migliaia di famiglie.

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