Drake, lo streamer online Adin Ross e la piattaforma di gioco d’azzardo in criptovalute Stake sono stati indicati come imputati in una nuova causa collettiva civile ai sensi del RICO (Racketeer Influenced and Corrupt Organisations Act), depositata negli Stati Uniti secondo diversi report dei media. La causa si aggiunge a una lista crescente di contenziosi legati alla promozione del gioco d’azzardo online e alla presunta manipolazione delle piattaforme di streaming musicale.
Il caso è stato presentato presso il Tribunale Distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto Orientale della Virginia, per conto di due querelanti, LaShawnna Ridley e Tiffany Hines, identificate come utenti di Stake all’interno del territorio statunitense. Secondo quanto riportato dai media, la richiesta di risarcimento ammonta ad almeno 5 milioni di dollari, oltre alle spese legali, e prevede la richiesta di un processo con giuria.
Al centro della denuncia vi sono le accuse secondo cui Drake, Ross, Stake e un ulteriore imputato, George Nguyen, avrebbero utilizzato la funzione di “mancia” di Stake per trasferire fondi tra loro. Secondo l’atto depositato, questo meccanismo sarebbe stato impiegato per finanziare attività di streaming artificiale, con l’obiettivo di gonfiare il numero di ascolti di Drake sulle principali piattaforme digitali di musica.
Stake e le accuse di gioco d’azzardo illegale

La causa si concentra su Stake.us, la piattaforma rivolta al pubblico statunitense collegata all’operatore Stake con sede a Curaçao. I querelanti sostengono che il sito sia stato creato per aggirare le restrizioni dopo che Stake.com era stato impedito di operare negli Stati Uniti. Pur essendo presentato come un casinò sociale, l’atto sostiene che il sito utilizzi un sistema di token digitali riscattabili in criptovalute o carte regalo, consentendo di fatto il gioco d’azzardo con denaro reale.
Secondo la denuncia depositata presso il tribunale della Virginia, Drake e Ross sarebbero stati pagati per promuovere la piattaforma giocando con valute virtuali fornite da Stake, creando così l’apparenza di puntate elevate senza alcun rischio finanziario personale. I querelanti affermano che questo modello promozionale avrebbe spinto gli utenti a scommettere denaro reale in condizioni fuorvianti.
Impatto sull’industria musicale
Oltre alle accuse legate al gioco d’azzardo, la causa sostiene che il presunto schema abbia avuto ripercussioni sull’intero ecosistema musicale. Generando ascolti artificiali, gli imputati sono accusati di aver costruito metriche di popolarità fittizie, capaci di influenzare classifiche, playlist e modalità di scoperta da parte dei consumatori. L’atto sostiene che ciò abbia compromesso l’integrità delle piattaforme di streaming e ridotto l’accesso a contenuti legittimi, penalizzando gli artisti autentici.
Drake ha già affrontato cause collettive simili in New Mexico e Missouri nel 2025. Il deposito in Virginia arriva dopo una recente diretta streaming in cui l’artista avrebbe distribuito parte dei suoi guadagni provenienti da Stake, un episodio citato dai querelanti come ulteriore prova di una promozione coordinata.
La precedente risposta di Stake alle cause correlate
In un precedente caso depositato in Missouri, Stake aveva respinto le accuse mosse nei suoi confronti. In una dichiarazione rilasciata a SiGMA News nell’ottobre 2025, l’azienda aveva negato le affermazioni riportate dai media. Stake aveva inoltre affermato, in quell’occasione, che si sarebbe difesa da tutte queste contestazioni.
Quella causa del Missouri, insieme ad altre presentate in diversi stati degli Stati Uniti, accusava Stake.us di gestire servizi di gioco d’azzardo illegale sotto le spoglie del social gaming.
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