Nel luglio scorso la Germania ha presentato alla Commissione europea un progetto di legge per modificare il Trattato Statale sul Gioco d’Azzardo del 2021 (GlüStV 2021), con l’obiettivo dichiarato di rafforzare la lotta contro l’offerta illegale di gioco online. L’iniziativa tedesca, tuttavia, ha incontrato un ostacolo inaspettato: il parere circostanziato del governo di Malta, che ha di fatto rallentato l’iter di approvazione del provvedimento.
La mossa di La Valletta ha costretto Berlino a un supplemento di verifica: entro il 10 novembre 2025, la Germania dovrà dimostrare che le modifiche previste sono compatibili con i trattati dell’Unione europea, in particolare in materia di libera prestazione dei servizi e concorrenza transfrontaliera.
Il contesto: dal GlüStV 2021 alla sua revisione
Entrato in vigore il 1° luglio 2021, il GlüStV rappresenta il pilastro normativo che regola il gioco d’azzardo in Germania, un mercato che il governo federale ha voluto armonizzare dopo anni di approcci divergenti tra i vari Länder. Alla fine del 2023, è stata condotta una prima revisione dell’impianto legislativo, che ha portato all’elaborazione di una serie di modifiche mirate a correggere criticità operative e introdurre nuovi strumenti di enforcement.
Le nuove disposizioni mirano soprattutto a migliorare la capacità dello Stato di contrastare le offerte illegali, potenziare la cooperazione con le autorità estere e semplificare l’amministrazione interna della Gemeinsame Glücksspielbehörde der Länder (GGL), l’autorità congiunta di regolazione del gioco.
Blocco IP e DNS: strumenti più incisivi contro l’illegalità
Una delle innovazioni più rilevanti riguarda l’adeguamento della base giuridica per il blocco IP, previsto al § 9 del GlüStV 2021. La nuova formulazione elimina il requisito della “responsabilità diretta”, includendo così anche i fornitori di accesso a Internet tra i destinatari delle misure di blocco.
In pratica, le autorità potranno ordinare non solo la rimozione di contenuti illegali, ma anche il blocco completo dei siti web che offrono gioco d’azzardo senza licenza. Tra le tecniche previste figura il blocco tramite Domain Name System (DNS), una misura che consente di rendere irraggiungibili i domini incriminati.
Questo cambiamento amplia significativamente gli strumenti di enforcement, ma solleva interrogativi sul rispetto dei principi di proporzionalità e libertà digitale, temi cari alla giurisprudenza europea. Non a caso, proprio su questo punto Malta ha concentrato parte delle proprie osservazioni, sostenendo che l’estensione del blocco potrebbe interferire con operatori legittimi stabiliti in altri Stati membri.
Cooperazione internazionale e poteri di indagine estesi
Un altro asse portante della riforma è l’estensione delle competenze di interrogazione alle autorità di polizia e sicurezza straniere. L’obiettivo è permettere verifiche più ampie sui richiedenti licenze di gioco, molti dei quali appartengono a gruppi aziendali internazionali.
Fino ad oggi, l’autorità tedesca poteva consultare solo organismi nazionali; la riforma, invece, consente un scambio di dati transfrontaliero con partner europei e internazionali. Questa apertura riflette la natura globale del settore, ma pone nuove sfide in materia di protezione dei dati personali e coordinamento giuridico tra diverse giurisdizioni.
La norma prevede inoltre un rafforzamento della cooperazione con le autorità di vigilanza e l’Unità di informazione finanziaria, ampliando la rete di controllo per prevenire reati collegati al gioco, come frodi e riciclaggio di denaro.
Credenziali e liste di blocco: maggiore trasparenza e responsabilità
Tra le modifiche di carattere tecnico, il legislatore tedesco introduce un chiarimento importante: il confronto con la lista di blocco – l’elenco dei siti non autorizzati – dovrà avvenire solo attraverso la credenziale di accesso associata alla sede operativa o al dominio Internet dell’operatore.
È vietata la trasmissione o l’utilizzo di tali credenziali da parte di terzi, e le sanzioni amministrative saranno rafforzate per garantire il rispetto delle regole. L’obiettivo è creare tracciabilità e responsabilità diretta, evitando abusi e semplificando la vigilanza.
Questa disposizione, seppur tecnica, è strategica per il controllo del mercato: consente di identificare con precisione i soggetti coinvolti e prevenire il ricorso a sistemi di intermediazione che mascherano l’origine delle attività di gioco.
Governance della GGL: tra efficienza e riservatezza
Le modifiche proposte toccano anche la struttura organizzativa della GGL, l’ente centrale che coordina la regolamentazione del gioco nei Länder.
Il nuovo testo introduce una soglia di valore di 100.000 euro oltre la quale il consiglio di amministrazione dovrà partecipare obbligatoriamente alla deliberazione dei contratti, indipendentemente dalla loro durata. Attualmente, tale obbligo scatta solo per contratti quinquennali, senza limiti economici.
L’intento è duplice: da un lato, evitare che il consiglio si occupi di decisioni di scarsa rilevanza; dall’altro, garantire un controllo più incisivo sugli impegni finanziari significativi dell’autorità.
Viene inoltre introdotta una norma sulla riservatezza delle riunioni del consiglio, volta a proteggere la libertà di discussione e la neutralità delle decisioni interne. Anche la procedura di revisione dei bilanci sarà semplificata, concentrando le competenze di controllo nelle mani del Ministero dell’Interno della Sassonia-Anhalt e della Corte dei conti regionale, riducendo così i tempi e i costi di gestione.
Un equilibrio difficile tra sicurezza e libertà di mercato
Sul piano politico, il progetto tedesco intende rafforzare la sicurezza del sistema e proteggere i consumatori dai rischi del gioco illegale. Tuttavia, il parere negativo di Malta mette in luce le tensioni tra la tutela del mercato unico europeo e la sovranità regolatoria degli Stati membri.
Malta, sede di numerosi operatori di iGaming con licenza europea, teme che le nuove misure possano costituire barriere indirette alla libera prestazione dei servizi. In altre parole, bloccare o limitare l’accesso a siti autorizzati in altri Stati membri potrebbe equivalere a una forma di restrizione commerciale, in contrasto con il diritto comunitario.
Questo contenzioso, che si inserisce in un più ampio dibattito europeo sul gioco online, potrebbe riaprire la discussione sulla necessità di un quadro armonizzato a livello Ue, capace di bilanciare sicurezza, concorrenza e tutela dei giocatori.
La posizione tedesca: “Una misura di interesse pubblico”
Dal canto suo, Berlino difende il progetto sostenendo che le misure proposte rientrano pienamente nell’interesse pubblico di proteggere la salute e l’ordine sociale. Il governo federale sottolinea che il mercato del gioco non regolamentato continua a rappresentare una minaccia concreta per i consumatori, in particolare per i giocatori vulnerabili e i minori.
Le nuove disposizioni, secondo la GGL, sono quindi necessarie e proporzionate per garantire un controllo effettivo del settore e contrastare operatori privi di licenza. La sfida, tuttavia, sarà dimostrare alla Commissione europea che tali misure non comportano discriminazioni o ostacoli ingiustificati alla concorrenza.
Prospettive e prossimi passi
La Germania ha tempo fino al 10 novembre 2025 per fornire chiarimenti alla Commissione. Solo dopo quella data il progetto potrà procedere nel suo iter legislativo interno. Nel frattempo, il confronto con Malta e con altri Stati membri – anch’essi attenti ai risvolti regolatori e commerciali del provvedimento – potrebbe spingere verso un compromesso europeo più ampio sul tema del gioco online.
In ogni caso, il dibattito tedesco rappresenta un banco di prova per l’intera Unione: un equilibrio sempre più complesso tra sovranità nazionale, protezione dei giocatori e libertà economiche garantite dai trattati.
Il parere di Malta non è un semplice ostacolo burocratico: è un segnale politico che richiama l’Europa alla coerenza e all’equilibrio tra regolamentazione e libertà di mercato. Mentre la Germania difende la necessità di rafforzare la propria normativa contro il gioco illegale, la Commissione europea si trova ora a dover mediare tra esigenze di sicurezza, tutela dei consumatori e competitività del settore.
In un contesto in cui il gioco online continua a crescere in modo esponenziale, l’esito di questo confronto potrebbe tracciare la rotta per la futura politica europea del gambling, definendo nuovi limiti e opportunità per tutti gli operatori del settore.
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