Allarme gioco d’azzardo illegale in Germania: interrogazione del deputato Dirk Herber CDU e maxi-operazione della polizia
Le indagini più recenti sul gioco d’azzardo illegale in Germania confermano un fenomeno in crescita e capillare, con ricadute su gettito fiscale, sicurezza pubblica e tutela dei minori. In questo quadro si inserisce l’iniziativa del deputato della CDU Dirk Herber, che ha presentato un’interrogazione parlamentare scritta al Landtag per ottenere un quadro aggiornato e completo delle azioni di contrasto del governo regionale. L’obiettivo è duplice: fotografare l’evoluzione del mercato clandestino negli ultimi anni e misurarne i danni economici e sociali, così da calibrare contromisure più efficaci.
L’asse della richiesta: dati, reati e legami con l’economia criminale
Nel testo dell’interrogazione si chiede alla Landesregierung di fornire i dati statistici sui procedimenti avviati dal 2016 a oggi in base agli articoli 284, 285 e 287 del Codice Penale tedesco: organizzazione del gioco illegale, partecipazione a tali giochi e promozione di lotterie non autorizzate. La richiesta punta anche a chiarire l’eventuale intreccio con la criminalità organizzata, aspetto su cui investigatori e procure segnalano da tempo un interesse crescente delle reti criminali per attività ad alto margine e bassa percezione del rischio. Il quadro chiesto dal parlamentare comprende infine una stima dei danni economici causati annualmente dal gioco non autorizzato sul territorio regionale.
Il precedente immediato: la maxi-ispezione in Assia
La preoccupazione politica trova riscontro sul piano operativo. In Assia, una vasta operazione di polizia ha mobilitato circa 200 agenti per ispezionare 65 tra sale giochi, ristoranti, chioschi, bar e altri locali. I controlli hanno portato all’identificazione di quasi quattrocento persone, all’apertura di cinque procedimenti penali e all’avvio di oltre cento procedimenti amministrativi per violazioni dell’Ordinanza sul gioco d’azzardo, undici contestazioni per violazioni del Trattato di Stato sul gioco e cinquantatré per la legge regionale sulle sale giochi. La scala dell’intervento mostra come il gioco terrestre illegale continui a sfruttare aree grigie normative e carenze di controllo sul territorio.
Le leve del contrasto: chi fa cosa tra polizia, procure e autorità locali
L’interrogazione di Herber chiede di chiarire quali misure concrete siano state adottate da polizia, procure, uffici dell’ordine pubblico comunali e autorità fiscali. Nelle indagini sul gioco terrestre non autorizzato, infatti, il successo dipende dalla capacità di coordinare ispezioni, sequestri, contestazioni amministrative e penali, controlli fiscali e valutazioni antiriciclaggio. La cooperazione inter-ente è decisiva soprattutto quando la stessa attività irregolare viola contestualmente più ambiti: norme di pubblica sicurezza, obblighi fiscali, licenze comunali e disciplina regionale sulle sale da gioco.
Il fronte online: l’azione della GGL e gli strumenti di enforcement
Sul canale digitale, il presidio è affidato alla Gemeinsame Glücksspielbehörde der Länder (GGL), autorità di vigilanza istituita dal 2021. L’ultimo rapporto disponibile segnala un’attività di enforcement intensa, con centinaia di procedimenti di interdizione e un monitoraggio sistematico dei siti in lingua tedesca rivolti al mercato nazionale. La combinazione di ordini di cessazione, interventi su metodi di pagamento e limitazioni di visibilità pubblicitaria ha reso meno accessibili numerosi operatori non autorizzati. Un punto di svolta ha riguardato anche gli strumenti di tutela: gli indicatori di rischio comportamentale, i cosiddetti “Markers of Harm”, hanno ricevuto una prima conferma in sede amministrativa, rafforzando la validità di criteri oggettivi per la prevenzione della dipendenza.
Gli ostacoli giuridici: il freno della giurisprudenza sulle reti di blocco
Il contrasto online deve però fare i conti con la giurisprudenza. Una decisione del Bundesverwaltungsgericht ha limitato la possibilità di imporre reti di blocco ad alcuni fornitori di accesso senza infrastruttura propria, riducendo la praticabilità degli ordini di IP-blocking nei confronti di specifici soggetti. Questo non annulla le altre leve (dalla pubblicità ai pagamenti), ma impone un aggiustamento delle strategie, puntando su cooperazione internazionale, pressione sugli intermediari che traggono ricavi dal traffico illegale e miglior uso degli strumenti previsti dal Digital Services Act.
Politica e governance: perché servono numeri e coordinamento
La spinta istituzionale non manca. La lotta al gioco d’azzardo illegale è entrata nell’agenda politica federale e nei lavori di diversi Länder, che chiedono più coordinamento investigativo, standard comuni e tempi più rapidi per gli interventi. In questo contesto, l’interrogazione della CDU assume valore sistemico: senza una base dati omogenea su procedimenti, sanzioni e recuperi fiscali, è difficile misurare l’efficacia delle politiche e, soprattutto, orientare le risorse dove generano il massimo impatto in termini di protezione dei giocatori e contrasto ai flussi di denaro illecito.
Dalla fotografia all’azione
Il segnale che arriva dalla politica regionale e dalle forze dell’ordine è chiaro: il gioco d’azzardo illegale non è un fenomeno marginale, ma una filiera che intercetta domanda reale e alimenta economie parallele. La risposta più efficace combina enforcement mirato sul territorio, presìdi tecnologici contro l’offerta digitale non autorizzata e un quadro normativo coerente, in grado di ridurre gli incentivi al ricorso al mercato clandestino. La richiesta di cifre precise su procedimenti penali e amministrativi, sulle perdite fiscali e sui legami con la criminalità organizzata è il primo passo per passare dalla percezione alla misurazione. Solo così, tra Land e federazione, sarà possibile definire obiettivi realistici, verificare i progressi e riportare il gioco entro i confini della legalità, dove tutela dei minori e responsabilità sociale non siano slogan, ma standard verificabili.
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