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Gioco legale in Italia: nel 2024 persi 21,5 miliardi di euro, il nuovo equilibrio tra online e retail

Tony Colapinto
Scritto da Tony Colapinto

Nel 2024 la raccolta complessiva del gioco legale in Italia ha raggiunto quota 157,4 miliardi di euro, segnando una crescita del 42% rispetto al 2019. Ma dietro il dato record si cela una trasformazione profonda del comparto. Le vincite ai giocatori ammontano a 135,8 miliardi, lasciando una spesa effettiva di 21,5 miliardi. È questa la cifra reale che misura quanto gli italiani hanno effettivamente speso per giocare, un dato che evidenzia un settore ancora solido ma attraversato da mutamenti strutturali.

A trainare questa crescita è stato il gioco online, che tra il 2019 e il 2024 ha registrato un aumento del 153%, contro un settore retail che, pur in lenta ripresa, non ha ancora recuperato i livelli pre-pandemia, con una contrazione del 12%.

Online in ascesa: il digitale guida la rivoluzione del gioco

Il Report 2025 della CGIA di Mestre, presentato il 16 ottobre a Palazzo Wedekind durante un convegno organizzato da As.Tro, racconta un comparto ormai a doppia velocità. Da un lato, la spinta digitale; dall’altro, il rallentamento del gioco fisico.

Nel 2024 il gioco online ha raggiunto una raccolta complessiva di 92 miliardi di euro, con 87 miliardi restituiti in vincite. Il restante, pari a 5 miliardi, rappresenta la spesa effettiva dei giocatori: 1,2 miliardi destinati all’erario e 3,8 miliardi trattenuti dalla filiera come margine industriale.

Come ha sottolineato Massimiliano Pucci, presidente di As.Tro, “la crescita del gioco online è il riflesso di un cambiamento profondo nelle abitudini dei giocatori, sempre più orientati verso modalità digitali e strumenti di gioco a distanza”. Un’evoluzione che, secondo Pucci, “impone una riflessione profonda e un intervento riformatore capace di dare stabilità al comparto, tutelando la rete legale e chi vi opera ogni giorno con responsabilità”.

Le nuove tendenze: slot online, giochi di carte e scommesse

Tra il 2019 e il 2024, tre categorie hanno determinato il 95% della crescita complessiva del gioco online: le slot online (53%), i giochi di carte non a torneo (28%) e i giochi a base sportiva (14%).

Dopo il rallentamento del 2022 (+4%), il settore ha ripreso a correre: +13% nel 2023 e +16% nel 2024, confermando la solidità del comparto digitale. Il dato testimonia la capacità di adattamento di un mercato che, anche dopo la riapertura delle sale fisiche, ha continuato a espandersi grazie a piattaforme più sicure, tecnologie avanzate e una user experience più fluida.

Le nuove regole: concessioni, domini e razionalizzazione

Sul fronte normativo, il 2024 è stato un anno cruciale. Con l’entrata in vigore del Decreto Legislativo n. 41 del 25 marzo 2024, il governo ha ridisegnato l’assetto del gioco pubblico a distanza.

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha assegnato 52 nuove concessioni a 46 operatori (33 italiani e 13 stranieri), superando la previsione iniziale di 50 concessioni e generando un extragettito di 14 milioni di euro per un totale complessivo di 364 milioni.

Le nuove disposizioni prevedono una razionalizzazione del mercato online: ogni concessionario potrà gestire un solo dominio, riducendo così la frammentazione dei siti e rafforzando i controlli. Dal 2026, inoltre, entreranno in vigore le nuove regole sui Punti vendita ricariche online (Pvr), il cui numero sarà progressivamente ridotto per una maggiore trasparenza e tracciabilità.

Il gioco fisico perde terreno: -30% tra slot e videolotteries

Diversa la situazione per il gioco fisico, che mostra segnali di sofferenza. Solo alcune categorie – come Lotto, Lotterie, Giochi a base sportiva e Bingo – registrano un andamento positivo, rispettivamente +18%, +33% e +1% rispetto al 2019.

A pesare sul bilancio complessivo è però il crollo delle Slot machine (Awp) e delle Videolotteries (Vlt), in calo del 30% sul 2019 e con incassi ridotti di 13,9 miliardi. Nel 2024 la raccolta degli apparecchi con vincita in denaro si è fermata a 32,6 miliardi di euro, segnando un -3,3% sul 2023 e confermando la difficoltà del canale terrestre nel riconquistare il pubblico.

Sale più grandi ma meno numerose

Le Vlt mostrano una maggiore stabilità, con una raccolta di 16,6 miliardi, sostanzialmente invariata rispetto al 2023 (-0,5%), ma ancora inferiore del 29,4% rispetto al 2019. Se il numero di sale si è stabilizzato, cresce però la dimensione media: da 10,7 Vlt per sala nel 2015 a 12,6 nel 2024, un segnale di concentrazione che riflette la razionalizzazione del mercato.

La rete distributiva, tuttavia, continua a contrarsi. Solo nel 2024 sono scomparsi 3.000 apparecchi e 1.100 esercizi commerciali, mentre rispetto al 2019 si contano 16.000 apparecchi in meno (-6,3%) e oltre 8.400 esercizi chiusi (-14,4%). A pagare il prezzo più alto sono i punti vendita “generalisti” – bar, tabaccherie, edicole e ristoranti – spesso penalizzati dai nuovi limiti territoriali e dai costi di adeguamento tecnologico.

Occupazione e imprese: 10mila addetti in meno in cinque anni

L’effetto combinato della contrazione della rete e del calo della raccolta si riflette anche sull’occupazione. Nel 2024 il comparto ha perso 10.000 addetti e 9.900 imprese rispetto al 2019, un calo pari al 16%.

Le imprese attive nella filiera Awp/Vlt sono stimate in 50.516, di cui 39.969 esercizi generalisti e 10.547 dedicati esclusivamente al gioco legale e alla produzione. Gli occupati diretti e indiretti si attestano attorno alle 41.000 unità, un numero che testimonia la rilevanza economica del comparto, ma anche la necessità di un piano di rilancio che tuteli posti di lavoro e professionalità.

Fisco: 6 miliardi di euro alle casse dello Stato

Nonostante il calo dei margini, il settore continua a rappresentare una fonte importante di gettito fiscale. Nel 2024 il Preu (prelievo erariale unico) ha portato nelle casse dello Stato 5,2 miliardi di euro, cifra che, seppur significativa, risulta inferiore di 1,5 miliardi rispetto al 2019.

A questa somma si aggiungono 788 milioni derivanti da ulteriori forme di imposizione – tra cui Irpef, Ires, Irap, TARI, diritto camerale, contributi previdenziali e imposte locali – per un totale di circa 6 miliardi di euro. Anche queste entrate complementari risultano in diminuzione, in linea con il calo di redditività delle imprese del comparto.

Verso una riforma necessaria

Il gioco legale italiano sta attraversando una fase di trasformazione che richiede una visione di lungo periodo. La crescita dell’online, se da un lato rappresenta un’opportunità di modernizzazione e innovazione, dall’altro impone un nuovo equilibrio tra canali digitali e fisici.

Per gli operatori, la sfida sarà quella di consolidare la fiducia del pubblico, garantendo sicurezza, trasparenza e responsabilità. Per lo Stato, si tratta invece di mantenere un gettito stabile e allo stesso tempo tutelare l’occupazione e la rete legale dai rischi di marginalizzazione.

Come ha sottolineato Pucci, “rafforzare il gioco lecito significa difendere un presidio economico e sociale fondamentale, che garantisce entrate certe per lo Stato, occupazione qualificata e protezione dei cittadini dai rischi dell’illegalità”.

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