La National Collegiate Athletic Association (NCAA) sta attualmente facendo pressione sulla Commissione per il Gioco d’Azzardo dell’Indiana affinché vieti tutte le prop bet sui singoli atleti universitari, e il regolatore esaminerà la richiesta il 25 giugno 2026. Il caso è particolarmente rilevante: queste scommesse rappresentano un rischio significativo, poiché possono esporre gli atleti a episodi di bullismo e ricatti, sollevare dubbi sull’integrità delle partite, favorire l’uso di informazioni riservate nel contesto sportivo e rendere più allettanti le manipolazioni da parte degli scommettitori. Tuttavia, non è la prima volta che la NCAA si oppone a questo tipo di puntate: dal 2024 esercita pressioni sui regolatori di tutto il Paese.
Le normative dell’Indiana consentono agli organismi sportivi di richiedere restrizioni su specifiche tipologie di scommesse, purché forniscano giustificazioni adeguate. Questa decisione potrebbe influenzare il modo in cui gli operatori regolamentati affrontano i mercati delle scommesse sportive universitarie. Il tutto avviene in un momento in cui, a livello nazionale, cresce la preoccupazione per il tema delle scommesse sugli atleti dei college.
Legge dell’Indiana e richiesta della NCAA
Le regole sulle scommesse sportive dell’Indiana permettono ai regolatori di intervenire sulle questioni di integrità man mano che emergono, senza dover attendere che i legislatori approvino nuove norme. Se organizzazioni sportive, come la NCAA, individuano un problema e raccomandano limiti su determinate scommesse, la commissione può agire rapidamente per imporli, a condizione che la motivazione sia solida. È per questo che la volontà della NCAA di vietare le prop bet sugli atleti universitari si inserisce perfettamente nel quadro normativo dell’Indiana.
Secondo l’Ind. Code §4-38-9-4, i limiti regolatori possono essere introdotti solo per giusta causa. Il concetto di “giusta causa” non è sempre immediato; di conseguenza, i commissari possono prendere in considerazione rischi per l’integrità, salute e benessere degli atleti, difficoltà di applicazione delle norme e casi simili verificatisi in altre giurisdizioni. Si ritiene che la NCAA invocherà come motivazioni valide episodi di molestie, rischi di manipolazione e precedenti indagini, anche se altri potrebbero sostenere che quanto fatto finora sia già sufficiente.
La commissione esaminerà la questione durante la riunione del 25 giugno 2026. È prevedibile che le autorità valutino la sicurezza degli atleti, l’integrità delle competizioni, i problemi di enforcement e le esperienze maturate in altre giurisdizioni.
Rischi associati alle prop bet sugli atleti universitari
La richiesta della National Collegiate Athletic Association (NCAA) di limitare le scommesse sugli atleti universitari nasce da una minaccia percepita, non da un’avversione generale verso il gioco d’azzardo sportivo. Gli atleti dei college riferiscono spesso di ricevere messaggi offensivi dopo le partite, soprattutto quando le loro prestazioni individuali influenzano gli esiti delle scommesse.
I social media permettono agli scommettitori di contattare direttamente gli atleti, e gli studenti-atleti che, a differenza dei professionisti, dispongono generalmente di meno strumenti per affrontare questo tipo di pressione. Secondo la NCAA, limitare le opzioni di scommessa specifiche sui giocatori potrebbe contribuire a ridurre la frequenza degli abusi legati al gioco d’azzardo rivolti a studenti che devono conciliare studio e attività sportiva.
C’è anche il problema dello spot-fixing, ovvero l’influenza su singole porzioni della partita per alterare le scommesse. Mentre il match-fixing riguarda l’esito complessivo dell’incontro, lo spot-fixing può consistere in qualcosa di semplice come sbagliare un tiro libero o subire un fallo. Poiché le player prop si basano su statistiche individuali, rappresentano un bersaglio facile per la manipolazione.
Gli esperti di integrità avvertono che gli atleti dilettanti sono particolarmente vulnerabili, poiché non percepiscono stipendi o tutele paragonabili a quelli dei professionisti. Questi rischi continuano ad alimentare il dibattito regolatorio negli Stati Uniti sulla possibilità che le prop bet sui giocatori restino parte dei mercati legali.
La campagna della NCAA contro le prop bet sugli atleti universitari
Da alcuni anni, la NCAA sta preparando la propria posizione contro le prop bet sugli atleti universitari studiando come la legalizzazione delle scommesse sportive influisca sull’ambiente dei college. Con l’espansione delle scommesse in nuovi Stati, funzionari e dirigenti hanno segnalato una crescente ansia tra atleti, allenatori e amministratori riguardo alle pressioni legate al gioco d’azzardo.
Il Presidente della NCAA, Charlie Baker, ha sollevato preoccupazioni nel marzo 2024, invitando politici e autorità di regolamentazione a vietare le scommesse sui singoli atleti universitari. Questo perché puntare sui singoli comporta rischi particolari, dato che l’attenzione si concentra sulle persone e non sulle squadre. Ha sottolineato un aumento del cyberbullismo contro gli studenti-atleti da parte di scommettitori insoddisfatti dei risultati delle partite.
Secondo Baker, le prop bet sui giocatori possono esercitare una pressione malsana sugli atleti, con frustrazioni che spesso si riversano sui singoli quando il denaro dipende dalle loro prestazioni. I social media hanno amplificato il problema, offrendo agli scommettitori un accesso diretto ai giocatori. La NCAA ritiene che limitare le opportunità di scommessa specifiche sui giocatori potrebbe ridurre questi comportamenti e migliorare l’ambiente complessivo per gli atleti universitari.
Molti Stati, tra cui Maryland, Louisiana, Ohio e Vermont, hanno già imposto restrizioni alle prop bet sugli atleti dei college. Ciò è dovuto alle crescenti preoccupazioni sui rischi associati ai mercati basati sui singoli giocatori. Il Missouri, invece, ha scelto di non vietare tali scommesse, citando all’epoca una mancanza di prove sufficienti. Questa decisione dimostra come gli Stati interpretino in modo diverso le evidenze disponibili e cosa considerino una risposta regolatoria adeguata.
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