Il 7 luglio 2026, la Commissione per il gioco d’azzardo del Regno Unito (UKGC) ha annunciato che introdurrà le Valutazioni del Rischio Finanziario (FRAs) in diverse fasi, concentrandosi in particolare sui giocatori online con una spesa elevata.
Due importanti realtà dell’industria del gioco d’azzardo britannica, il Consiglio per le Scommesse e il Gioco (BGC) e l’Autorità Britannica per le Corse dei Cavalli (BHA), hanno pubblicato dichiarazioni in risposta all’annuncio dell’UKGC, nelle quali esprimono delusione per la decisione di procedere con i controlli finanziari a causa di alcune problematiche che, secondo loro, devono ancora essere risolte.
Il BGC reagisce all’annuncio dell’UKGC sull’introduzione delle FRAs
Poco dopo l’annuncio dell’UKGC secondo cui intende introdurre gradualmente le valutazioni del rischio finanziario, Grainne Hurst, amministratrice delegata del BGC, ha rilasciato una dichiarazione nella quale ha affermato che il BGC è “profondamente deluso e frustrato” dalla decisione dell’UKGC.
Hurst ha commentato che la decisione dell’UKGC di introdurre le FRAs è stata presa “nonostante le significative preoccupazioni sollevate negli ultimi 18 mesi dal BGC, dagli operatori, dal settore ippico, dai parlamentari e dai clienti”.
Ha proseguito affermando che la decisione dell’UKGC di rinviare l’attuazione, aumentare le soglie e non seguire il calendario originario “rappresenta un chiaro riconoscimento del fatto che le preoccupazioni sollevate dal BGC e da altri soggetti erano fondate”. Ha aggiunto che “le questioni centrali relative all’affidabilità, all’impatto sui consumatori e al funzionamento pratico di questi controlli rimangono irrisolte”.
In precedenza, l’UKGC aveva avviato una fase pilota per i controlli sul rischio finanziario, con il progetto sperimentale che si è svolto dal 30 agosto 2024 al 31 marzo 2025. L’UKGC aveva dichiarato che il 97 per cento delle valutazioni era stato effettuato senza ostacoli durante la seconda fase.
Alla luce di ciò, Hurst ha osservato che l’UKGC non è riuscita ad affrontare alcune questioni fondamentali emerse durante il progetto pilota, affermando che la Commissione non ha dimostrato che i dati utilizzati per giustificare i controlli siano sufficientemente accurati, affidabili o coerenti da sostenere decisioni normative di questo tipo, che avranno un impatto sui consumatori.
L’amministratrice delegata del BGC ha affermato che il progetto pilota aveva evidenziato delle incoerenze nelle informazioni fornite dalle agenzie di riferimento creditizio, “con lo stesso cliente che potrebbe ricevere risultati diversi a seconda del fornitore”. Ha proseguito affermando che “i clienti rischiano di essere identificati erroneamente come finanziariamente vulnerabili sulla base di un sistema che non è ancora stato dimostrato”, aggiungendo che una situazione simile “non rappresenta una base solida per un intervento normativo”.
La BHA reagisce ai controlli finanziari
Nella sua reazione all’annuncio dell’UKGC, la BHA ha dichiarato di essere “estremamente delusa” dalla decisione della Commissione di procedere con l’introduzione dei controlli sull’accessibilità economica, che, secondo la BHA, “avranno gravi implicazioni finanziarie per l’ippica britannica e per l’economia del Regno Unito e sottoporranno gli scommettitori sulle corse a livelli di intrusione ingiustificati”.
La BHA ha proseguito affermando che, “nel corso di diversi anni e attraverso numerose consultazioni”, ha collaborato “con spirito di buona volontà per consigliare con sincerità il Governo sul potenziale impatto che questa politica avrebbe avuto sul nostro sport e sulla sua base di appassionati”.
Riprendendo considerazioni simili a quelle già espresse dal BGC, la BHA ha affermato che tali controlli porteranno un numero maggiore di clienti verso il mercato illegale, “esponendoli a un rischio molto più elevato di danni legati al gioco d’azzardo e privando il Tesoro di entrate fiscali di cui vi è grande necessità”.
Inoltre, la BHA ha parlato anche delle problematiche evidenziate durante la fase pilota, problemi che, secondo l’organizzazione, devono essere risolti, “tra cui il fatto che le agenzie di riferimento creditizio producano risultati diversi per lo stesso cliente”.
In definitiva, la BHA ha dichiarato che è fondamentale che l’UKGC “migliori significativamente la propria comunicazione con gli stakeholder” alla luce del passaggio della politica alla fase di attuazione, “poiché nelle ultime fasi del processo è emersa una evidente carenza di informazioni fornite”.
Ha aggiunto che sarà chiaramente necessaria una valutazione indipendente della politica una volta che questa sarà stata implementata.
Dubbi sulla definizione di “senza ostacoli”
Tornando alla dichiarazione dell’amministratrice delegata del BGC dopo l’annuncio della Commissione per il gioco d’azzardo del Regno Unito, Hurst ha affermato che i controlli sul rischio finanziario “non possono essere descritti come realmente senza ostacoli se producono risultati inaffidabili” e “portano a restrizioni non necessarie degli account o, in definitiva, fanno sì che ai clienti venga chiesto di fornire documenti o informazioni relative all’open banking”.
Hurst ha concluso affermando che il BGC sostiene una regolamentazione basata sulle prove e proporzionata, pensata per proteggere le persone vulnerabili, “ma finché la Commissione non sarà in grado di dimostrare che questi controlli sono accurati, coerenti e realmente senza attriti, le nostre preoccupazioni fondamentali rimarranno, compreso il rischio di spingere i clienti verso il crescente mercato illegale del gioco d’azzardo”.
Ogni volta che in passato si è discusso delle FRAs prima di questo annuncio, gli operatori del settore hanno espresso preoccupazioni sul fatto che l’introduzione di tali misure potesse spingere i consumatori verso il mercato nero illegale, danneggiando in ultima analisi il settore regolamentato e favorendo quello non regolamentato.
L’UKGC ha preso atto di tali preoccupazioni e ha dichiarato che l’approccio proposto ridurrà i controlli documentali per motivi di responsabilità sociale e, di conseguenza, diminuirà il rischio che i consumatori si rivolgano al mercato illegale.
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