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FanDuel e DraftKings chiedono l’archiviazione della causa sulla dipendenza dal gioco d’azzardo negli USA

Julia Moura
Scritto da Julia Moura
Tradotto da Mara Armenante

FanDuel e DraftKings hanno chiesto a un tribunale della Pennsylvania di archiviare una causa che li accusa di aver progettato prodotti in grado di favorire la dipendenza dal gioco d’azzardo. Il caso, considerato una delle cause legali più rilevanti mai presentate contro operatori di scommesse negli Stati Uniti, vede tra i convenuti anche la National Football League (NFL) e la società di tecnologia sportiva Genius Sports.

Secondo gli atti depositati presso il Tribunale di primo grado della Pennsylvania, FanDuel e DraftKings sostengono che i ricorrenti non possano fare affidamento sulla normativa della Pennsylvania in materia di tutela dei consumatori per classificare le loro applicazioni mobili come «prodotti difettosi». Le società affermano che le loro app sono scaricabili gratuitamente e che, pertanto, non rientrano nella definizione giuridica di prodotto soggetto alle norme sulla responsabilità per danno da prodotto previste dalla legge della Pennsylvania.

Il caso attira l’attenzione nazionale

La causa è stata presentata nel marzo 2026 da Christopher Sage e Terry Thompson, due scommettitori di Filadelfia che sostengono di aver sviluppato un disturbo legato al gioco d’azzardo dopo aver utilizzato le piattaforme dei due operatori. Una versione modificata dell’atto di citazione ha successivamente ampliato le accuse rivolte alle società.

Il caso ha attirato ulteriore attenzione a livello nazionale dopo alcune notizie secondo cui un responsabile VIP di FanDuel avrebbe chiesto al giocatore di baseball Bryce Harper di registrare un video personalizzato per uno dei ricorrenti, Terry Thompson, attraverso la piattaforma Cameo. Gli avvocati dei ricorrenti hanno citato l’episodio come esempio delle strategie utilizzate per mantenere attivamente coinvolti sulle piattaforme di scommesse i clienti di alto valore.

Il caso è particolarmente rilevante per l’argomentazione giuridica avanzata dai ricorrenti. Anziché concentrarsi esclusivamente sulla pubblicità o sulle pratiche commerciali, la causa sostiene che le stesse applicazioni siano state progettate in modo da incoraggiare comportamenti compulsivi, avvicinando il caso alle controversie sulla responsabilità per prodotto comunemente osservate nelle dispute riguardanti farmaci, attrezzature o beni di consumo.

La causa si concentra principalmente sul microbetting, una forma di scommessa che consente agli utenti di puntare su eventi specifici durante una manifestazione sportiva, come l’esito dell’azione successiva, il passaggio seguente, un calcio di punizione o un possesso di palla. A differenza delle scommesse sportive tradizionali, generalmente effettuate prima dell’inizio di un evento, il microbetting offre centinaia di mercati di scommessa durante una singola partita, consentendo agli utenti di effettuare puntate continue mentre guardano il match.

Gli avvocati dei ricorrenti sostengono che FanDuel e DraftKings abbiano utilizzato intelligenza artificiale, notifiche in tempo reale e strumenti di personalizzazione per incoraggiare gli utenti a continuare a scommettere.

Secondo l’atto di citazione, Terry Thompson avrebbe effettuato quasi tutte le sue scommesse sui mercati di microbetting della NFL. Nel periodo preso in esame dalla causa, avrebbe effettuato scommesse per un valore complessivo di circa 23 milioni di dollari e accumulato perdite per quasi 1,9 milioni di dollari. Christopher Sage sostiene invece di aver perso più di 170.000 dollari utilizzando le piattaforme di entrambe le società.

I ricorrenti sostengono che questa forma di scommessa rapida riduca il tempo tra il momento in cui viene effettuata una puntata e quello in cui se ne conosce l’esito, aumentando la frequenza delle decisioni di scommessa e amplificando i comportamenti impulsivi.

Gli operatori difendono il mercato regolamentato delle scommesse

Le società respingono questa interpretazione. Nella sua difesa, FanDuel sostiene che le scommesse sportive regolamentate negli Stati Uniti siano nate per sostituire un mercato precedentemente dominato da operatori illegali, bookmaker offshore e gioco d’azzardo illecito.

La società afferma che, da quando la Corte Suprema degli Stati Uniti ha annullato nel 2018 il divieto federale sulle scommesse sportive imposto dalla Legge sulla protezione degli sport professionistici e amatoriali, gli Stati hanno sviluppato mercati regolamentati dotati di meccanismi di tutela dei consumatori e sistemi di raccolta delle entrate fiscali. Secondo l’operatore, lo scopo della normativa non è mai stato quello di eliminare i rischi intrinseci del gioco d’azzardo, ma piuttosto quello di offrire un’alternativa più sicura rispetto al mercato illegale.

Un altro argomento sollevato dalle società riguarda l’autorità di regolamentazione su queste questioni. FanDuel e DraftKings sostengono che la legge della Pennsylvania attribuisca all’Autorità di controllo del gioco della Pennsylvania la competenza esclusiva sulla supervisione delle attività di scommesse sportive autorizzate. Secondo gli operatori, eventuali controversie relative alla pubblicità, ai programmi VIP, alle politiche sul gioco responsabile o al funzionamento delle piattaforme di scommesse dovrebbero essere gestite dall’autorità di regolamentazione e non attraverso singole cause civili.

Sulla base di questo argomento, entrambe le società ritengono che la causa debba essere archiviata dal tribunale statale. FanDuel ha inoltre presentato una richiesta per obbligare le parti a ricorrere all’arbitrato, sostenendo che i ricorrenti abbiano accettato tale condizione quando hanno aderito ai termini di utilizzo dell’app attraverso diversi aggiornamenti introdotti nel corso degli anni.

Questa argomentazione rispecchia da vicino quella utilizzata da DraftKings in un’altra controversia legale che coinvolge la città di Filadelfia. La scorsa settimana, la società ha citato in giudizio l’amministrazione comunale per bloccare un’indagine basata su una normativa locale sulla tutela dei consumatori, sostenendo ancora una volta che solo l’Autorità di controllo del gioco della Pennsylvania abbia l’autorità di supervisionare gli operatori di scommesse autorizzati nello Stato.

Anche la National Football League (NFL) ha chiesto di essere esclusa dalla causa. La lega sostiene di limitarsi a concedere in licenza dati statistici e di non avere alcun rapporto diretto con le scommesse effettuate dai ricorrenti. Secondo i suoi avvocati, ritenere l’organizzazione responsabile delle perdite dei giocatori violerebbe i principi costituzionali relativi al giusto processo.

Genius Sports, fornitore ufficiale della NFL per le statistiche in tempo reale, sostiene che non esista alcun rapporto causale tra la fornitura di dati sportivi e il presunto sviluppo di un disturbo legato al gioco d’azzardo. La società afferma che le decisioni di scommessa dipendano da diversi fattori indipendenti, tra cui la progettazione della piattaforma e, soprattutto, le scelte volontarie degli utenti.

Il caso potrebbe influenzare le future cause contro gli operatori

Sebbene in passato siano già state presentate altre cause legate alla pubblicità, ai bonus promozionali e ai programmi VIP, questo è uno dei primi tentativi di classificare le applicazioni di scommesse come prodotti il cui stesso design potrebbe causare danni ai consumatori.

Se questa teoria giuridica dovesse avanzare in tribunale, potrebbero emergere cause simili in altri Stati americani, soprattutto mentre le scommesse live continuano a crescere e gli operatori utilizzano sempre più strumenti di personalizzazione, intelligenza artificiale e notifiche in tempo reale per aumentare il coinvolgimento degli utenti.

Gli avvocati dei ricorrenti hanno tempo fino al 5 agosto per rispondere formalmente alle argomentazioni presentate dalle società.

Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta sulla pagina portoghese di SiGMA News il 23 luglio 2026.

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