Skip to content

PAGCOR rinvia il lancio dell’MGF: per gli esperti la mossa porta sollievo al settore

Jenny Ortiz-Bolivar
Scritto da Jenny Ortiz-Bolivar
Tradotto da Mara Armenante

La Philippine Amusement and Gaming Corporation (PAGCOR) ha rinviato al 1° giugno l’entrata in vigore delle tariffe minime garantite (MGF) per gli operatori iGaming. L’ente regolatore ha giustificato la decisione citando l’attuale crisi economica. La nuova struttura tariffaria sarebbe dovuta partire questo mese.

Il rinvio di due mesi arriva nel mezzo di un’emergenza energetica nazionale dichiarata dal Presidente Ferdinand Marcos Jr., causata da interruzioni nella fornitura di petrolio legate alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente.

Parlando in esclusiva con SiGMA News, il veterano dell’industria del gioco Jonas Diego ha definito la decisione “necessaria e ponderata”.
«Penso che sia una scelta pragmatica, viste le difficoltà recenti dovute all’impennata del prezzo del petrolio causata dalla guerra in Medio Oriente», ha dichiarato. «Offre agli operatori un sollievo a breve termine, anche se ovviamente ritarda la raccolta delle entrate per PAGCOR».

La nuova tempistica sposta la prima tranche delle MGF, inizialmente prevista da aprile a settembre, al periodo giugno–dicembre 2026, con un secondo aumento programmato per gennaio 2027.

Le piccole aziende respirano, i grandi operatori vanno avanti

Secondo Diego, l’impatto immediato del rinvio varierà in modo significativo a seconda delle dimensioni dell’operatore e della sua solidità finanziaria.

«Vedo il rinvio come particolarmente vantaggioso per gli operatori piccoli e medi dal punto di vista della liquidità», ha affermato. «I grandi hanno riserve di cassa sufficienti per assorbire i costi regolatori senza interruzioni, ma per le aziende di fascia media questi due mesi rappresentano un margine di manovra prezioso».

Diego ha aggiunto che gli operatori non reagiranno tutti allo stesso modo.
«Non tutti affronteranno il rinvio delle MGF allo stesso modo», ha spiegato. «Le aziende più piccole probabilmente cercheranno di preservare il capitale circolante (ad esempio destinando fondi a stipendi, marketing, ecc.) invece di immobilizzarlo nelle tariffe regolatorie».

Ha aggiunto che questo approccio prudente riflette un’incertezza più ampia:
«Ha senso, considerando l’instabilità legata sia alla situazione in Medio Oriente sia alle prossime mosse di PAGCOR una volta terminata la proroga di due mesi».

Al contrario, gli operatori più grandi potrebbero sfruttare il rinvio come finestra strategica per accelerare la crescita.
«I player più importanti probabilmente si muoveranno in modo aggressivo per conquistare quote di mercato ed espandere la loro presenza, mentre gli operatori più piccoli procederanno con maggiore cautela, frenati da margini di errore più ridotti».

Questa divergenza strategica potrebbe avere implicazioni strutturali per il mercato.
«Per alcuni, questo contesto potrebbe incentivare ulteriormente fusioni e acquisizioni come modo per crescere e competere in modo più efficace», ha osservato Diego. «Detto ciò, potrebbe anche spingere gli operatori più deboli a valutare l’uscita dal mercato filippino».

Il mercato resta attraente, ma i nuovi entranti procedono con cautela

Nonostante le difficoltà a breve termine, le Filippine continuano a offrire opportunità di crescita, anche se, secondo Diego, il sentiment degli investitori sta diventando più prudente.

«Nel complesso, credo che le Filippine restino un mercato attraente», ha dichiarato Diego. «Detto ciò, gli sviluppi recenti (ovvero le nuove regole B2B di PAGCOR, l’arrivo delle MGF e l’incertezza geopolitica) renderanno i potenziali nuovi entranti più cauti».

Regolamentazione adattiva o ulteriore incertezza?

Il rinvio solleva anche interrogativi più ampi sull’equilibrio tra flessibilità regolatoria e prevedibilità. Per Diego, la decisione di PAGCOR riflette un approccio adattivo.

«Rinviando le tariffe, PAGCOR dimostra di saper adeguare le politiche in risposta a fattori economici critici, proteggendo la stabilità del settore. Allineare le tempistiche regolatorie alle priorità nazionali più ampie (energia, inflazione, liquidità) indica la volontà di bilanciare le esigenze di entrata dello Stato con la sostenibilità degli operatori».

Allo stesso tempo, ha riconosciuto che l’incertezza è una caratteristica radicata nel panorama iGaming filippino.
«Qualsiasi operatore nel mercato filippino ti dirà che convive con l’incertezza da molto tempo. A tal punto che la pianificazione basata su più scenari è diventata una parte essenziale delle loro strategie di lungo periodo».

Per gli operatori già affermati, questo contesto non rappresenta una sorpresa.
«Anche se un aumento dell’incertezza non è certo benvenuto, non credo che un po’ di incertezza in più farà una grande differenza per la maggior parte degli operatori già presenti nel mercato iGaming filippino. Anzi, alcuni vedranno persino un’opportunità in questa incertezza».

Le implicazioni, però, sono diverse per i nuovi entranti che stanno valutando il mercato.
«Vedo l’incertezza come un fattore che pesa maggiormente sui potenziali nuovi operatori dell’industria iGaming filippina, che considerano l’imprevedibilità un elemento critico quando valutano l’ingresso nel mercato», ha concluso.

Manila lancia un richiamo forte e chiaro. Dal 1° al 3 giugno 2026, SiGMA Asia fa ritorno nella città che domina la scena regionale. Con 16.000 delegati, 3.040 operatori e più di 250 relatori, l’evento va oltre il concetto di expo: è l’avvio di una nuova fase.