Governatore della BSP: le Filippine si muovono per evitare un ritorno nella “grey list” del FATF
Le autorità filippine stanno intensificando gli sforzi per impedire che il Paese venga nuovamente inserito nella grey list della Financial Action Task Force (FATF), mentre crescono le preoccupazioni che un’indagine in corso su presunti casi di corruzione legati a progetti di controllo delle inondazioni possa mettere in luce debolezze nelle misure di salvaguardia del sistema finanziario.
Il rischio è emerso a meno di un anno dall’uscita delle Filippine dalla grey list del FATF, avvenuta all’inizio del 2025 dopo quasi quattro anni di riforme mirate a rafforzare i controlli contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo.
Secondo un rapporto dell’Agenzia di Stampa Filippina (Philippine News Agency), la Banca Centrale delle Filippine (Bangko Sentral ng Pilipinas, BSP), che presiede il Consiglio Antiriciclaggio (Anti-Money Laundering Council, AMLC), ha riconosciuto che il Paese presenta vulnerabilità che potrebbero attirare l’attenzione degli organismi di vigilanza internazionali. Il Governatore della BSP, Eli Remolona, ha dichiarato ai giornalisti locali che la situazione rappresenta una prova della solidità delle riforme che hanno portato alla rimozione delle Filippine dalla lista, e della loro capacità di resistere a casi di alto profilo che coinvolgono fondi pubblici.
Congelamenti di beni legati ai progetti di controllo delle inondazioni
Al centro delle attuali preoccupazioni vi è un’indagine su presunte irregolarità in progetti di controllo delle inondazioni finanziati dal governo. Nell’ambito dell’inchiesta, l’AMLC ha adottato misure per limitare l’accesso a migliaia di strumenti finanziari ritenuti collegati a individui ed entità sotto indagine.
Gli ordini di congelamento emessi dalla Corte d’Appello (Court of Appeals) ora riguardano più di 4.600 conti bancari, quasi 300 polizze assicurative e una serie di portafogli elettronici e conti titoli. Il valore totale dei beni congelati ha raggiunto circa 13 miliardi di PHP (220 milioni di dollari), e i funzionari indicano che la cifra potrebbe aumentare man mano che prosegue il tracciamento finanziario.
I regolatori considerano queste azioni una dimostrazione dell’uso deciso degli strumenti di enforcement, un elemento che avrà peso quando il FATF valuterà se le Filippine continuano a rispettare gli standard internazionali.
Lunga strada verso la prossima revisione del FATF
Nonostante queste misure, i funzionari hanno avvertito che evitare un ritorno nella grey list richiederà uno sforzo costante per diversi anni. Il prossimo ciclo formale di valutazione del Gruppo d’Azione Finanziaria Internazionale (Financial Action Task Force, FATF) che riguarda le Filippine è previsto intorno al 2027.
L’inserimento nella grey list indica che un Paese presenta lacune nel proprio quadro di prevenzione del riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo. Una simile designazione può aumentare i costi di conformità per le banche, scoraggiare gli investitori stranieri e complicare le transazioni transfrontaliere. La prospettiva di un ritorno nella lista comporta quindi rischi economici oltre che reputazionali.
Le autorità dovranno concentrarsi non solo sulle azioni di enforcement, ma anche sul dimostrare che le istituzioni sono in grado di individuare, indagare e perseguire efficacemente i reati finanziari, anche quando coinvolgono progetti politicamente sensibili.
Riforme che hanno portato all’uscita del 2025
L’attuale spinta riformatrice si inserisce nel contesto delle misure che hanno portato alla rimozione delle Filippine dalla grey list del FATF nel febbraio 2025. Il governo ha attribuito il risultato a una supervisione più rigorosa dei settori ad alto rischio, a una cooperazione interagenzia più forte e a un’applicazione più incisiva delle norme antiriciclaggio.
La Corporazione Filippina per il Divertimento e il Gioco (Philippine Amusement and Gaming Corporation, PAGCOR) è stata riconosciuta nel 2025 per il suo ruolo nel rafforzare la vigilanza sul settore del gioco, da tempo considerato dagli organismi internazionali come vulnerabile ai flussi finanziari illeciti. Nell’ambito di programmi rafforzati di supervisione e enforcement, i concessionari di gioco sono stati sottoposti a controlli più serrati e a requisiti di conformità più rigorosi.
Un altro cambiamento politico chiave è stata la decisione del governo di vietare gli Operatori di Gioco Offshore Filippini (Philippine Offshore Gaming Operators, POGOs), un settore che aveva attirato l’attenzione internazionale per accuse di riciclaggio di denaro e scarsa vigilanza. Il divieto è stato ampiamente considerato un punto di svolta nel ripristinare la fiducia nella determinazione regolatoria del Paese.
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