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L'AGA: i prediction market preoccupano i dirigenti del gaming statunitense

Garance Limouzy
Scritto da Garance Limouzy
Tradotto da Mara Armenante

I dirigenti del settore gaming negli Stati Uniti restano in gran parte fiduciosi sulla direzione dell’industria, anche se i prediction markets stanno passando da tema marginale a una delle “minacce” più urgenti per il comparto.

Secondo il Gaming Industry Outlook della American Gaming Association (AGA) per la primavera 2026, l’attività economica reale del settore è cresciuta dell’1,5 per cento su base annua nel primo trimestre, proseguendo l’espansione registrata nei due trimestri precedenti. L’Indice delle Condizioni di Gioco (Gaming Conditions Index) monitora ricavi del gaming, occupazione, salari, sentiment dei dirigenti e attività degli eventi nei casinò‑hotel.

La crescita tiene, ma le pressioni aumentano

«L’industria del gioco regolata a livello statale e tribale continua a dimostrare resilienza e capacità di adattamento in un contesto economico dinamico», ha dichiarato Bill Miller, presidente e Direttore Esecutivo dell’AGA. «Gli operatori stanno investendo nell’innovazione e nell’offerta di intrattenimento di livello mondiale, pur affrontando un panorama competitivo e regolatorio in continua evoluzione.»

Il sentiment dei dirigenti è fortemente positivo: il 21,4 per cento in più dei leader intervistati ha espresso una visione ottimistica rispetto a una negativa. Si tratta del dato più alto dal terzo trimestre del 2022. Oltre il 60 per cento dei dirigenti prevede un miglioramento degli investimenti in conto capitale, dei ricavi e della solidità dei bilanci nei prossimi sei‑dodici mesi. Nel sondaggio, il 62 per cento degli intervistati ha dichiarato di voler aumentare gli investimenti, mentre l’attività promozionale dovrebbe diminuire.

Questo indica un’industria ancora pronta a spendere, ma non più disposta a inseguire la crescita a qualsiasi costo. Gli operatori sembrano sempre più concentrati sulla disciplina dei margini, sull’aggiornamento dei prodotti e sulla fidelizzazione dei clienti, piuttosto che su una competizione costosa basata sui bonus.

Il quadro non è però uniformemente positivo. Le aspettative di assunzione restano deboli, con previsioni negative per il settimo sondaggio consecutivo. I salari dei dipendenti sono stati indicati dal 54 per cento degli intervistati come la principale fonte di pressione sui costi, seguiti dai cambiamenti nelle politiche fiscali e regolatorie.

I prediction markets passano al centro della scena

Il cambiamento più evidente nell’ultimo outlook è il peso crescente dei prediction markets. Secondo la American Gaming Association (AGA), l’81 per cento dei dirigenti considera oggi le piattaforme che offrono contratti su eventi sportivi una minaccia “molto significativa” per l’industria del gioco regolamentato.

«Le scommesse sportive illegali tramite contratti su eventi sportivi stanno invadendo sempre più il territorio degli operatori legali regolati a livello statale e tribale», ha dichiarato Bill Miller, presidente e Direttore Esecutivo dell’AGA. «È chiaro che il settore legale e regolamentato vede questo fenomeno come una minaccia e continuerà a reagire per proteggere l’integrità della nostra industria.»

Piattaforme come Kalshi e Polymarket sostengono che i contratti basati su eventi siano prodotti finanziari e non scommesse sportive. Questa interpretazione ha permesso loro di operare in alcuni Stati dove le scommesse sportive online non sono legali. Gli operatori con licenza affermano che ciò crea un mercato sbilanciato, perché gli sportsbook devono rispettare tasse statali, licenze di gioco e norme sul gioco responsabile.

I dirigenti citati nel rapporto dell’AGA hanno definito i prediction markets «concorrenza non regolamentata e non tassata», una «minaccia di ulteriore espansione nei mercati del gaming» e un rischio che potrebbe «compromettere la credibilità del settore».

La questione è ormai strettamente legata al futuro delle strategie degli sportsbook negli Stati Uniti. In una recente intervista con SiGMA News, Hebert Gaban, Direttore Commerciale e Direttore Marketing per l’America Latina di KBET, ha sostenuto che i prediction markets non sono una semplice moda passeggera.

«Mi ricordano movimenti che abbiamo già visto, come i social games e le sweepstakes, che cercavano di reinterpretare o aggirare il modello tradizionale dell’iGaming», ha affermato.

Gaban, tuttavia, invita alla cautela nel valutarne la portata. «Non li vedo come un vero concorrente di lungo periodo per le scommesse sportive», ha detto. «Se riusciranno a scalare a livello globale, probabilmente occuperanno uno spazio proprio, con un pubblico diverso e una logica di redditività molto differente.»

La regolamentazione diventa il prossimo banco di prova

Per gli operatori di iGaming e sportsbook, la questione ora è come i regolatori definiranno i prediction markets. Alcune autorità statali per il gioco hanno avvertito gli operatori con licenza di evitare qualsiasi collegamento con queste piattaforme. Nel frattempo, diversi operatori sostengono che i contratti su eventi sportivi dovrebbero essere regolamentati allo stesso modo delle scommesse sportive.

Secondo Gaban, tutto dipenderà dalle regole che emergeranno. «C’è spazio perché entrambi i modelli coesistano, purché il quadro regolatorio sia equilibrato», ha affermato. «Altrimenti, diventa un gioco di scappatoie invece che di reale creazione di valore.»

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