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Brasile: lo Stato avanza una proposta di legge per vietare l’uso dei sussidi sociali nelle scommesse online

Julia Moura
Scritto da Julia Moura
Tradotto da Mara Armenante

Il mercato regolamentato delle scommesse in Brasile, sebbene sia ancora nei primi anni di operatività ufficiale, mostra già segnali di maturità. Il dibattito pubblico non si concentra più soltanto su crescita, entrate fiscali e licenze, ma anche su sostenibilità del settore, tutela finanziaria e gioco responsabile.

Il Rio Grande do Sul, uno stato situato nel sud del Brasile e una delle regioni economicamente più rilevanti del Paese, ha approvato, in una commissione dell’Assemblea Legislativa del Rio Grande do Sul (ALRS), un disegno di legge che mira a impedire l’utilizzo dei benefici sociali statali nelle scommesse sportive online.

Sebbene la proposta introduca nuove restrizioni, può anche essere interpretata come un segnale della maturazione del mercato regolamentato brasiliano. Nei mercati internazionali più maturi, infatti, la crescita del settore è solitamente accompagnata da meccanismi di protezione dei consumatori, soprattutto per i gruppi finanziariamente vulnerabili.

In pratica, ciò indica che il Brasile sta iniziando a seguire una tendenza già osservata in mercati come il Regno Unito e alcune parti d’Europa: trattare le scommesse online non solo come un’attività economica focalizzata esclusivamente sulla redditività del settore, ma anche come una forma di intrattenimento che richiede responsabilità sociale.

Cosa prevede il disegno di legge

Il testo approvato dalla Commissione per la Sicurezza, i Servizi Pubblici e la Modernizzazione dello Stato stabilisce che i beneficiari dei programmi statali di trasferimento di reddito non possono utilizzare tali risorse sulle piattaforme di scommesse online. La restrizione include pagamenti effettuati tramite PIX, carte, bonifici bancari e portafogli digitali.

Inoltre, gli operatori sarebbero obbligati a sviluppare meccanismi tecnici per bloccare tali transazioni. In caso di mancato rispetto delle norme, le aziende potrebbero incorrere in multe fino a 5 milioni di BRL (1,02 milioni di dollari), sospensione delle attività e persino perdita dell’autorizzazione operativa.

L’autore della proposta, il deputato statale Delegado Zucco (nella foto), ha dichiarato che la misura mira a impedire che risorse destinate ai bisogni essenziali delle famiglie vengano dirottate verso il gioco.

«In quasi 30 anni come capo della polizia, ho visto intere famiglie distrutte dalla dipendenza. Il gioco compulsivo non si limita alle perdite finanziarie», ha affermato il legislatore.

La discussione arriva in un momento in cui il settore sta iniziando a comprendere meglio il comportamento dei consumatori brasiliani. I dati pubblicati dalla piattaforma di market intelligence Blask mostrano che una larga parte degli scommettitori online brasiliani appartiene ai gruppi a reddito medio. Secondo l’indagine, il 30 per cento degli utenti ha un reddito annuo compreso tra 40.000 BRL (7.000 dollari) e 60.000 BRL (10.700 dollari), mentre un altro 25 per cento si colloca tra 60.000 BRL (10.700 dollari) e 80.000 BRL (14.300 dollari). Anche le fasce a reddito più basso rappresentano una quota significativa: il 10 per cento degli utenti ha dichiarato redditi annui inferiori a 20.000 BRL (3.600 dollari), e il 20 per cento tra 20.000 BRL (3.600 dollari) e 40.000 BRL (7.000 dollari).

Fonte: Blask Index.

Blask spiega che i profili del suo pubblico vengono costruiti attraverso una metodologia a più fasi che combina ampie indagini sugli utenti con un’intelligenza artificiale addestrata sulle conoscenze del settore, sulle informazioni normative, sulle dinamiche di mercato e sulla psicologia del giocatore. Secondo l’azienda, i dati generati dal modello vengono successivamente confrontati con le risposte originali dei sondaggi per garantire una maggiore accuratezza.

Lo studio contribuisce anche a spiegare le motivazioni degli scommettitori brasiliani. Secondo i dati, il 71 per cento afferma di scommettere online principalmente «per guadagnare denaro», mentre il 42 per cento dichiara di farlo «per godersi il processo» e il 40 per cento cita la ricerca di adrenalina. Altri fattori hanno un peso significativo, come passare il tempo (35 per cento), evadere dalla routine (30 per cento) e mettere alla prova la propria intuizione (30 per cento).

Fonte: Blask Index.

I dati mostrano che, per molti utenti, le scommesse non sono viste soltanto come intrattenimento, ma anche come un possibile modo per migliorare la propria situazione finanziaria. Questo scenario ha attirato l’attenzione delle autorità e dei legislatori, soprattutto in un contesto di crescenti discussioni su indebitamento e vulnerabilità economica in Brasile.

È proprio in questo contesto che proposte come quella discussa nel Rio Grande do Sul hanno iniziato a consolidarsi. La preoccupazione di alcuni legislatori è impedire che persone in condizioni finanziarie più fragili utilizzino risorse essenziali, come i benefici sociali, per le scommesse online.

La tutela dei consumatori potrebbe rafforzare il settore nel lungo periodo

Nonostante le preoccupazioni legate all’indebitamento e alla vulnerabilità finanziaria, una parte dell’industria considera il rafforzamento delle politiche di gioco responsabile come un passaggio necessario per consolidare il mercato regolamentato brasiliano. Gli operatori autorizzati in Brasile sono già tenuti a rispettare norme relative alla verifica dell’identità, alla conformità, alla prevenzione del riciclaggio di denaro e agli strumenti di protezione del giocatore.

Ora, il dibattito sta avanzando verso misure più sofisticate, legate al comportamento di gioco sostenibile e alla prevenzione dei danni finanziari. Un ambiente regolamentato che dimostra attenzione alla tutela dei consumatori tende a guadagnare maggiore credibilità presso i regolatori, gli investitori e la società stessa.

Ciò nonostante, il disegno di legge solleva anche importanti sfide tecniche. Sistemi come il PIX, la piattaforma di pagamenti istantanei creata dalla Banca Centrale del Brasile e ampiamente utilizzata nel Paese per i trasferimenti bancari in tempo reale, non rivelano pubblicamente l’esatta origine dei fondi utilizzati in ogni transazione, il che potrebbe complicare l’implementazione automatica delle misure di blocco previste dal disegno di legge.

Anche così, il caso del Rio Grande do Sul mostra che il mercato brasiliano sta già entrando in una nuova fase regolatoria, meno focalizzata sull’espansione accelerata e più orientata alla costruzione di un ambiente sostenibile, affidabile e di lungo periodo.

Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta in portoghese il 12 maggio 2026.

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