Un nuovo studio del governo spagnolo ha rilevato che le donne restano una minoranza nel mercato del gioco d’azzardo online del Paese, ma il loro numero sta crescendo rapidamente, trainato dalle giocatrici più giovani e accompagnato da un marcato aumento del denaro depositato nei conti di gioco.
Il rapporto, pubblicato dalla Direzione Generale per la Regolamentazione del Gioco d’Azzardo (Directorate General for the Regulation of Gambling – DGOJ), offre uno dei quadri ufficiali più chiari finora disponibili sulla partecipazione femminile nel settore del gioco online autorizzato. Mostra che oltre 300.000 donne hanno giocato online in modo attivo nel 2024, rappresentando il 17% della base totale di quasi 2 milioni di giocatori attivi. Lo studio afferma che tale dato rientra in “una tendenza crescente nel numero di giocatori attivi annuali registrata negli ultimi cinque anni, con particolare enfasi tra il 2023 e il 2024”.
I risultati arrivano mentre il mercato del gioco d’azzardo in Spagna continua a espandersi nonostante un clima politico e regolatorio sempre più restrittivo, con il gioco più sicuro, i controlli sui depositi e il monitoraggio dei comportamenti che stanno diventando elementi centrali delle politiche ufficiali.
Le donne più giovani stanno trainando la crescita
Il segnale più evidente nel rapporto è di natura generazionale. Le donne sotto i 35 anni rappresentavano il 59,4% di tutte le giocatrici online attive nel 2024, e la crescita annuale più rapida è stata registrata proprio nel gruppo più giovane. “Il gruppo che è cresciuto di più è quello delle giocatrici più giovani, con un aumento superiore al 30%”, si legge nel rapporto.
Questo andamento rispecchia ampiamente il profilo commerciale rilevato nei dati dei clienti di Blask, che collocano la base principale dei giocatori online nella fascia 18-34 anni, con il 25% tra i 18 e i 24 anni e il 35% tra i 25 e i 34 anni. Suggerisce inoltre che la partecipazione femminile non stia semplicemente aumentando, ma si stia radicando sempre più tra i giovani adulti, già fortemente rappresentati nel mercato complessivo.
Per tipologia di prodotto, le scommesse e i giochi da casinò dominano la partecipazione femminile, molto più di bingo e poker, afferma il rapporto. Aggiunge inoltre che le scommesse sportive restano l’attività più diffusa tra le donne che utilizzano operatori autorizzati, mentre le preferenze tra scommesse e giochi da casinò si invertono a seconda che le giocatrici abbiano più o meno di 35 anni.
I modelli di spesa stanno cambiando
Nel 2024 le donne hanno depositato 608 milioni di euro nei conti di gioco online, su un totale di mercato pari a 4,6 miliardi di euro. Ciò corrisponde al 13,32% di tutti i depositi. Negli ultimi cinque anni, le somme depositate dalle donne sono aumentate del 117%, superando la crescita del 101% registrata dal mercato complessivo.
Tuttavia, le giocatrici hanno ancora depositato in media meno rispetto al mercato nel suo complesso. Nel 2024, le donne hanno depositato in media 2.019 euro, contro i 2.482 euro della popolazione generale del gioco online.
Anche il ritmo quotidiano di questi depositi risulta significativo. Il rapporto afferma che il comportamento settimanale dei depositi delle donne è stato “relativamente costante durante tutta la settimana”, in contrasto con il mercato più ampio, dove sabato e domenica registrano il maggior numero di depositi. Nell’arco della giornata, l’attività aumentava fino al picco serale, con lo studio che indica come momento di massima attività le 20:00, “in coincidenza con l’orario della maggiore offerta sportiva in Spagna”.
Le donne sono sovrarappresentate nei casi di frode d’identità
Un dato ancora più preoccupante riguarda la frode d’identità. Il rapporto della Direzione Generale per la Regolamentazione del Gioco d’Azzardo (Directorate General for the Regulation of Gambling – DGOJ) afferma che, sebbene gli uomini rappresentino l’83% del mercato online, le donne costituiscono il 46% dei casi dichiarati di frode d’identità nell’ambito del protocollo spagnolo contro l’impersonificazione. In totale, 4.003 donne hanno dichiarato che la propria identità è stata utilizzata in modo fraudolento nel 2025.
Lo studio sostiene che questo dato sottostima quasi certamente la reale portata del problema, poiché alcune vittime non lo denunciano, soprattutto quando non vi sono conseguenze fiscali o quando il presunto responsabile è una persona conosciuta o persino un membro della famiglia.
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