Le segnalazioni di operazioni sospette sono tornate a crescere nel 2025 e il comparto del gioco resta tra i settori più attentamente osservati dall’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia (UIF). Il tema non riguarda solo il numero di segnalazioni, ma anche la qualità dei controlli e il ruolo della rete fisica collegata al gioco online.
Tra i punti più sensibili ci sono i Punti Vendita Ricariche (PVR), cioè gli esercizi attraverso i quali è possibile effettuare operazioni relative ai conti di gioco a distanza. È qui che il collegamento tra territorio, contante, voucher e piattaforme digitali diventa particolarmente delicato sotto il profilo antiriciclaggio.
UIF PVR gioco: attenzione in crescita nel 2025
Nel 2025, la UIF ha ricevuto 162.059 segnalazioni di operazioni sospette, in aumento dell’11,5% rispetto alle 145.401 del 2024. Anche il comparto del gioco ha registrato una crescita significativa. Secondo il Rapporto annuale UIF per il 2025, i prestatori di servizi di gioco hanno inviato 10.817 segnalazioni, pari al 6,7% del totale. Nel 2024 erano state 9.547, in aumento del 13,3%.
Un segnale di ripresa era già emerso dai dati del primo semestre. Secondo le statistiche UIF sulle SOS del primo semestre 2025, le segnalazioni ammontavano a 80.930, in crescita del 15,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tra i soggetti che hanno contribuito all’aumento, la UIF indicava anche gli operatori del settore dei giochi e delle scommesse.
Perché i PVR sono sotto osservazione
I PVR sono uno snodo operativo del gioco a distanza. Attraverso questi punti fisici, gli utenti possono svolgere attività collegate ai conti di gioco online, in particolare l’apertura e la ricarica.
Il loro ruolo è stato inquadrato nel riordino del gioco a distanza avviato con il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) ha istituito l’Albo dei PVR in attuazione dell’articolo 13 del decreto. Le FAQ ADM sui PVR chiariscono che questi punti vendita svolgono attività di ricarica dei conti di gioco collegati alle concessioni per la raccolta a distanza e sono tenuti a identificare il soggetto che richiede l’operazione.
Questo passaggio è centrale: se il punto vendita identifica il cliente e gestisce le operazioni di ricarica, le informazioni raccolte sul territorio diventano rilevanti anche ai fini dei controlli antiriciclaggio.
Le criticità indicate dalla UIF
Nel Rapporto annuale, la UIF richiama l’uso di ricariche in contanti e di strumenti assimilabili, come voucher e on-shop, per alimentare i conti di gioco. Il rischio è che questi strumenti rendano i flussi meno trasparenti, soprattutto se non accompagnati da controlli adeguati.
La UIF segnala anche carenze nella verifica del rispetto dei limiti all’uso del contante, un tema connesso alla disciplina antiriciclaggio prevista dal D.Lgs. 231/2007. Il decreto disciplina, tra gli altri aspetti, gli obblighi di adeguata verifica, di conservazione e di segnalazione delle operazioni sospette.
Per gli operatori del gioco, il problema non riguarda solo la singola ricarica. La UIF richiama la necessità di intercettare operazioni frazionate, volumi non coerenti con il profilo del cliente, movimentazioni anomale dei conti di gioco e collegamenti non giustificati tra giocatori, conti e punti vendita.
Il nodo della rete di vendita
Uno dei punti più rilevanti riguarda il contributo della rete fisica. Secondo la UIF, in alcuni casi le informazioni provenienti dai punti vendita non vengono adeguatamente integrate nel percorso che porta alla segnalazione di un’operazione sospetta.
Questo può indebolire il sistema di controllo. I punti vendita, infatti, possono intercettare elementi che non emergono sempre dai soli dati informatici: uso ripetuto del contante, modalità operative ricorrenti, comportamenti anomali o rapporti poco chiari tra il cliente e il punto vendita. Per questo la UIF richiama gli operatori a una maggiore attenzione nella valutazione dei fattori di rischio. Non basta aumentare il numero di segnalazioni: serve migliorare la qualità delle informazioni fornite e la capacità di ricostruire il profilo operativo del cliente.
Un comparto dai volumi elevati
L’attenzione delle autorità si spiega anche con le dimensioni economiche del settore. Nel Rapporto annuale, la UIF richiama i dati ADM relativi al 2024: la raccolta complessiva del gioco ha raggiunto 157,45 miliardi di euro, le vincite sono state pari a 135,87 miliardi e la spesa effettiva dei giocatori si è attestata a 21,577 miliardi.
Sono numeri che mostrano il peso della filiera e spiegano perché il comparto resti sensibile dal punto di vista antiriciclaggio. Dove circolano volumi così elevati, la tracciabilità dei flussi e la qualità dei controlli diventano decisive.
Nel 2025 le segnalazioni di operazioni sospette nel settore del gioco sono aumentate, raggiungendo 10.817. Il dato conferma una maggiore attenzione, ma la UIF richiama gli operatori a un salto di qualità. I PVR sono tra i nodi più delicati perché collegano il gioco online, la rete fisica e gli strumenti di pagamento, come contanti, voucher e pagamenti in-store. Il messaggio che emerge dalle fonti ufficiali è che la prevenzione del riciclaggio nel gioco legale non dipende solo dai sistemi centrali dei concessionari, ma anche dalla capacità della rete di vendita di contribuire alla conoscenza del cliente e alla segnalazione di eventuali anomalie.
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