Il Belgio ha introdotto un vasto quadro giuridico per smantellare le piattaforme di gioco illegale, prendendo di mira non solo i siti stessi, ma anche l’infrastruttura che li mantiene online. Il Servizio Pubblico Federale Economia (FPS Economy – Federal Public Service Economy) ha coinvolto diversi soggetti intermediari, tra cui provider internet, fornitori tecnologici e registrar di domini, per rendere sempre più difficile agli operatori non autorizzati raggiungere gli utenti belgi. Ogni sito viene verificato come privo di licenza prima di essere inserito nella lista di blocco.
La stretta deriva dalle Riforme sul Gioco d’Azzardo del 2026, che sostituiscono la Legge sul Gioco del 2011. Le riforme hanno rafforzato le norme di licenza e ampliato i poteri di enforcement. Hanno inoltre introdotto sanzioni più severe, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza, prevenire le frodi e bloccare gli operatori senza licenza.
Con la Legge Federale sul Gioco d’Azzardo del 1999 e la Legge sulle Lotterie del 1851 come base, le autorità hanno ottenuto maggiori poteri per applicare un sistema di licenze universale, protezioni più rigorose per i consumatori e un’imposta fissa del 5 per cento sul volume delle giocate.
La Commissione Belga per il Gioco d’Azzardo (Belgian Gaming Commission) supervisiona tutti gli operatori, mentre le piattaforme non autorizzate affrontano misure di blocco e pesanti sanzioni. L’articolo XVII.34/1 del Codice di Diritto Economico del Belgio (Belgian Code of Economic Law) conferisce al Tribunale delle Imprese di Bruxelles il potere di emettere ordini di blocco non solo contro gli operatori, ma anche contro gli intermediari della filiera.
Sei livelli di enforcement
L’approccio del Belgio è tra i più completi dell’Unione Europea. Mentre Francia e Paesi Bassi si affidano principalmente al blocco tramite provider internet e alle multe, il Belgio ha introdotto sei livelli di enforcement.
Il primo livello prevede che gli ISP (Proximus, Telenet, Orange Belgium, Starlink, ecc.) blocchino l’accesso ai siti inseriti nella lista nera. A seguire, le CDN come Cloudflare non possono fornire servizi agli operatori illegali. Inoltre, i motori di ricerca come Google sono obbligati a rimuovere i link alle piattaforme prive di licenza.
In aggiunta, le piattaforme social come Meta devono vietare la promozione di tali annunci. I registrar di domini devono individuare i domini utilizzati per il gioco illegale e, una volta identificati, sospenderli o cancellarli.
Nel frattempo, i provider DNS sono incaricati di impedire agli utenti di aggirare le restrizioni. I mirror site vengono aggiunti automaticamente alla lista di blocco e gli intermediari devono agire entro cinque giorni lavorativi dalla notifica. La mancata conformità comporta sanzioni fino a 500.000 euro (588.500 dollari) per violazione.
Risultati iniziali
Secondo Paul Laurent, responsabile dell’Ufficio Belga Antipirateria Online e Gioco d’Azzardo Illegale (Belgian Anti‑Online Piracy & Illegal Gambling Office), 49 siti web sono già stati bloccati grazie al sistema rafforzato. L’approccio del Belgio, incentrato sull’infrastruttura, è in linea con gli sforzi regolatori dell’UE, ma si distingue per la sua ampiezza, rendendolo una delle azioni più incisive contro il gioco illegale in Europa.
Tuttavia, la regolamentazione del gioco d’azzardo nell’UE rimane frammentata, poiché non esiste una licenza unica valida a livello europeo. Ad esempio, una licenza della Malta Gaming Authority (MGA) non consente automaticamente di operare in Germania o in Francia. Una forma di armonizzazione sta comunque avvenendo attraverso principi condivisi, come il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR – General Data Protection Regulation) per la tutela dei dati personali e la Direttiva Antiriciclaggio AMLD5 (Anti‑Money Laundering Directive 5), applicabili in tutti gli Stati membri.
Inoltre, gli strumenti di gioco responsabile e la cooperazione transfrontaliera in materia di enforcement sono pienamente operativi, inclusi l’uso dell’intelligenza artificiale e il monitoraggio dei pagamenti. L’ultima stretta del Belgio si inserisce in questa tendenza più ampia, allineandosi agli standard europei pur mantenendo il controllo nazionale.
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