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Brasile contro Meta: stop pubblicità di scommesse illegali

Tony Colapinto
Scritto da Tony Colapinto

In Brasile, l’Avvocatura Generale dello Stato (AGU) ha imposto a Meta, società madre di Facebook e Instagram, di rimuovere entro 48 ore tutte le inserzioni legate a operatori di scommesse non autorizzati. La decisione arriva dopo che la Procura Nazionale per la Difesa della Democrazia (PNDD) ha rilevato centinaia di annunci attivi, diffusi da profili senza concessione ministeriale.

La normativa sul gioco in Brasile

Il quadro normativo è definito dalla Legge n. 14.970/2023 e dall’Ordinanza n. 1.207/2024 del Ministero delle Finanze. Queste stabiliscono che le scommesse a quota fissa possono essere offerte solo da operatori autorizzati e su domini con estensione “.bet.br”. Ogni attività al di fuori di questi requisiti è considerata illegale, e le relative campagne pubblicitarie rientrano in una violazione di legge.

I rischi collegati al gioco illegale

Secondo l’AGU, la diffusione di pubblicità da parte di operatori non autorizzati non è un fenomeno superficiale: può celare reati gravi come evasione fiscale, riciclaggio di denaro e frodi ai danni dei consumatori. È per questo che le autorità brasiliane stanno aumentando la pressione sulle piattaforme digitali, considerate oggi parte integrante della catena di responsabilità.

La sentenza della Corte Suprema e il nuovo scenario

Un ruolo cruciale lo ha avuto anche la sentenza della Corte Suprema Federale (STF) del 26 giugno 2025, che ha reso parzialmente incostituzionale l’articolo 19 del Marco Civil da Internet. Con questa pronuncia, le piattaforme digitali possono essere ritenute responsabili dei contenuti a pagamento illegali, a meno che non dimostrino di aver agito con rapidità per la loro rimozione.

La posizione di Meta e le critiche dell’AGU

Meta ha ribadito che le proprie policy già vietano la pubblicità di gioco non autorizzata e che i controlli interni sono stati intensificati. Tuttavia, per l’Avvocatura le verifiche restano insufficienti e presentano ancora troppe “falle”, permettendo così la diffusione di annunci irregolari.

Restrizioni crescenti sulla pubblicità del gioco

Il provvedimento si inserisce in un clima già acceso: a maggio il Senato brasiliano ha approvato nuove restrizioni sulla pubblicità del gioco d’azzardo. Tra queste figurano il divieto durante le dirette sportive, il bando totale sulla stampa, limiti orari per TV e radio e l’esclusione di testimonial famosi come atleti e influencer. Le misure, ora al vaglio della Camera, hanno suscitato proteste tra gli operatori legali, che temono effetti negativi sul mercato regolamentato e un rafforzamento del mercato nero.

Un equilibrio difficile da trovare

L’iniziativa contro Meta non è soltanto un atto amministrativo, ma rappresenta un segnale politico e legale forte. Da un lato mira a rafforzare i controlli contro il gioco illegale, dall’altro vuole offrire protezione agli operatori autorizzati, già penalizzati da una cornice normativa sempre più rigida. Il futuro della regolamentazione in Brasile dipenderà dalla capacità di bilanciare la tutela dei consumatori con la stabilità del mercato legale, in un momento in cui le big tech sono sotto una pressione giudiziaria senza precedenti.

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