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Il divieto sui giochi con denaro reale non frena la crescita dell’iGaming in India

Sudhanshu Ranjan
Scritto da Sudhanshu Ranjan
Tradotto da Mara Armenante

Il settore iGaming dell’India è a un punto di svolta. Il Promotion and Regulation of Online Gaming Act, 2025 (PROGA) ha scosso l’industria, costringendo gli operatori a seguire regole più rigide mentre la domanda continua a crescere. Per un breve periodo gli investitori hanno puntato sul Brasile, mentre l’India avanzava in silenzio fino a diventare il mercato iGaming più prezioso al mondo. Ora, gli investitori più sofisticati osservano con grande attenzione.

Per capire cosa stia realmente accadendo dietro i titoli dei giornali, Japneet Singh Sethi, consulente globale per l’iGaming attivo sui mercati internazionali, parla in esclusiva con SiGMA News. Con una prospettiva che abbraccia regolamentazione, sentiment degli investitori, tecnologia e strategie competitive, Sethi offre una lettura schietta e senza filtri su dove si trovi oggi l’India, dove stia andando il capitale più intelligente e cosa debba fare l’industria per smettere di lasciare opportunità inutilizzate.

Espansione del mercato: oltre la regolamentazione

Il recente PROGA Act 2025 ha indubbiamente sconvolto i canali di acquisizione nel mercato iGaming indiano. Ma Sethi sostiene che questa interruzione abbia creato un’opportunità più pulita e duratura per chi è disposto a guardare oltre ciò che è ovvio. Mentre i canali regolamentati hanno subito l’impatto, quelli non regolamentati sono rimasti solidi, sostenuti da una domanda che nessuna legge è riuscita a frenare.

Sethi ha dichiarato: «Il futuro non consiste solo nel costruire un marchio iGaming, ma anche nel possedere l’intero ecosistema che sta dietro al marchio. Diverse aziende hanno già fatto una svolta verso altri settori che permetteranno loro di acquisire dati sugli utenti. Una volta che il Paese avrà leggi più favorevoli, per gli operatori iGaming sarà facile crescere da un giorno all’altro.»

Social gaming: la prossima grande scappatoia

Con la legge ormai sul tavolo, l’industria attende una cosa fondamentale: chiarezza. Sethi sottolinea l’urgenza che i regolatori definiscano cosa significhino social gaming ed esports nel contesto indiano, una lacuna definitoria che al momento sta bloccando interi modelli di business.

Sethi ha spiegato: «Le aziende potrebbero anche esplorare il social casino e il social betting con premi sponsorizzati come modalità di social gaming. Le imprese sono a scopo di lucro, ed è necessario concedere un certo margine di manovra affinché gli investitori non vengano completamente scoraggiati. L’India è un grande mercato e il potenziale è enorme; la situazione attuale è un’opportunità. Qualcuno deve iniziare a essere creativo.»

L’hype del Brasile contro la realtà dell’India

Per un periodo, il Brasile è sembrato la prossima grande promessa. Sembrava pronto a sfidare l’egemonia dell’India dopo la recente regolamentazione, la crescita del settore e il forte interesse degli investitori. Tuttavia, i dati hanno raccontato una storia diversa e il mercato ha finito per riportare tutti con i piedi per terra.

Sethi ha osservato: «Il Brasile è stato sulla bocca di tutti per un po’ quando è stato regolamentato, e molti credevano che sarebbe diventato il mercato più grande, ma alla fine l’India è emersa come un mercato ancora più grande senza alcun dubbio. Gli investitori ora sono cauti nei confronti del mercato brasiliano, mentre l’India continua a essere la prima scelta.»

Intelligenza artificiale, dati e automazione: il nuovo campo di battaglia

L’Intelligenza Artificiale non è più una parola di moda nell’iGaming; rappresenta allo stesso tempo un costo e una fonte di ricavi. Sethi spiega come l’AI abbia ridotto in modo significativo i costi operativi, liberando budget che gli operatori stanno reinvestendo direttamente nel marketing. Ma la storia più importante riguarda ciò che sta accadendo al livello dei dati.

Sethi ha osservato: «Ogni utente viene tracciato dal momento della registrazione fino all’ultimo deposito. Questo serve a offrire la migliore esperienza possibile e a raccomandare giochi e promozioni basati sul comportamento e sull’attività di gioco dell’utente. Qualsiasi attività fraudolenta può essere individuata grazie ad anni di dati e a un team dedicato all’analisi dei rischi e delle frodi.»

L’India deve smettere di essere spettatrice

Gli operatori globali stanno circondando l’India. L’ironia è che le aziende indiane rischiano di cedere terreno agli attori stranieri se non si muovono rapidamente per globalizzare la propria presenza. Sethi è particolarmente appassionato su questo punto, e si percepisce chiaramente.

Secondo Sethi, in futuro l’India creerà i propri modelli di regolamentazione dell’iGaming invece di limitarsi ad adottare quelli stranieri. Tra le sue raccomandazioni più evidenti ci sono: invitare gli operatori del Regno Unito e dell’Europa a osservare i loro sistemi regolatori avanzati, organizzare più conferenze internazionali in India e usare il dominio del mercato indiano come leva, non solo come vantaggio commerciale.

Sethi ha affermato: «Dobbiamo renderci conto che abbiamo tra le mani il mercato più grande e che dobbiamo usare la forza di questo mercato per rappresentarci a livello globale. Mi entusiasma pensare a come potremmo stabilire dei precedenti per il resto del mondo e sviluppare nuovi modelli di regolamentazione per l’industria.»

Strategia di crescita a lungo termine

Sethi ritiene che l’India sia, secondo qualsiasi parametro, uno dei mercati iGaming più redditizi al mondo. A suo avviso, divieti generalizzati come quelli previsti dal PROGA Act 2025 non solo limitano gli operatori, ma creano anche incertezza per gli investitori internazionali che altrimenti sarebbero disposti a impegnare capitali significativi.

Le alternative esistevano e sono tuttora disponibili. Proprio come altri mercati federali hanno gestito il settore del gioco, una regolamentazione basata sugli Stati avrebbe mantenuto il flusso degli investimenti consentendo politiche differenziate. Strutture dedicate alla protezione dei giocatori e al gioco responsabile avrebbero affrontato le questioni sociali che inizialmente avevano spinto alla creazione della legge. Non si tratta di idee radicali; sono modelli già collaudati nei mercati da cui l’India sta attualmente prendendo esempio.

Sethi ha sottolineato: «L’India è un mercato estremamente redditizio, e rischi operativi di questo tipo sono l’ultima cosa che qualsiasi azienda vorrebbe.»

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