JOOUST, Università di Scienza e Tecnologia Jaramogi Oginga Odinga, sta sviluppando un quadro normativo che possa regolamentare le attività di gioco d’azzardo all’interno degli istituti di apprendimento. L’amministrazione universitaria ha osservato un aumento di queste attività, che in modo silenzioso sta mettendo a rischio la concentrazione accademica e la produttività.
Le statistiche recenti mostrano che molte persone nella comunità tendono a cercare una ricchezza immediata attraverso le piattaforme di scommesse. La ricerca attribuisce questo comportamento alle pressioni economiche e all’incertezza che colpiscono in particolare i giovani.
La ricerca rivela tendenze preoccupanti
Lo scorso anno, l’Università JOOUST ha pubblicato un dettagliato rapporto di ricerca sui modelli di gioco d’azzardo all’interno della propria comunità. I risultati hanno delineato un quadro allarmante sia per gli studenti sia per il personale docente. Almeno il 70 per cento degli studenti coinvolti nel gioco d’azzardo era a un passo dalla dipendenza. Molti hanno inoltre riportato stress e persino tendenze suicide legate alle perdite ripetute nelle scommesse.
La ricerca ha inoltre evidenziato che oltre il 30 per cento del personale accademico era anch’esso coinvolto nel gioco d’azzardo. Questa partecipazione avrebbe ridotto la capacità di concentrazione e compromesso la produttività sul lavoro. Gli studenti utilizzavano spesso i fondi HELB (Higher Education Loans Board) per scommettere anziché coprire le spese universitarie e di sostentamento. Alcuni si ritrovavano poi con tasse non pagate e crescenti difficoltà finanziarie.
Politiche e misure di intervento
La proposta di politica per l’intervento contro i danni da gioco mira a promuovere un gioco responsabile e a proteggere la comunità universitaria. L’obiettivo è anche garantire che gli studenti si concentrino pienamente sui loro studi.
I dirigenti dell’Università JOOUST prevedono diverse misure per scoraggiare le scommesse dannose all’interno dei campus. Tra queste rientrano programmi strutturati di sensibilizzazione, servizi di consulenza e supporto tramite tutoraggio.
La tecnologia avrà inoltre un ruolo centrale nel limitare l’accesso alle piattaforme di scommesse. I responsabili stanno valutando controlli ICT e firewall digitali sulle reti universitarie. Il team prevede anche una collaborazione con HELB (Higher Education Loans Board) per sistemi di pagamento diretto delle tasse.
Finanziamenti e diffusione più ampia
Le raccomandazioni emerse dalla ricerca sono state finanziate dal centro di Bristol (Bristol hub). Saranno distribuite all’Università di Nairobi, all’Università di Bristol nel Regno Unito, all’Università di Lagos e all’Università di Città del Capo in Sudafrica.
Intervenendo durante il forum di confronto con gli stakeholder, il professor Joseph Bosire ha confermato un nuovo sostegno all’iniziativa. Ha dichiarato che l’istituzione ha ottenuto ulteriori 6.000 sterline per sviluppare una politica destinata a una più ampia adozione. Il quadro normativo sarà successivamente esteso alle università di tutto il Paese.
Bosire ha sottolineato che la regolamentazione, e non il divieto, resta il principio guida dell’università. «La politica su come mitigare gli effetti dannosi del gioco d’azzardo è solo un singolo intervento; abbiamo anche programmi di consulenza e tutoraggio, e stiamo valutando l’uso della tecnologia e dei firewall per regolamentare il gioco d’azzardo all’interno dell’università», ha dichiarato Bosire.
La collaborazione di JOOUST con gli enti regolatori
Il vicedirettore dell’Autorità di Regolamentazione del Gioco d’Azzardo (Gambling Regulatory Authority – GRA), Oluoch Oyucho, ha partecipato al forum e ha elogiato gli sforzi di ricerca dell’università. Ha affermato che i risultati guideranno decisioni politiche cruciali che riguardano gli istituti di istruzione superiore. L’autorità si è impegnata a collaborare con le università e con gli altri stakeholder per mitigare i danni legati al gioco d’azzardo.
Tuttavia, Oluoch ha respinto le affermazioni che collegano direttamente i casi di suicidio al gioco d’azzardo senza prove verificate. «Come Autorità, abbiamo appreso dai media dei casi di suicidio nel Paese collegati al gioco d’azzardo. Voglio dire che tali segnalazioni non possono essere comprovate», ha dichiarato.
Il contesto nazionale del settore
Secondo la GRA, precedentemente nota come Commissione di Controllo e Licenze delle Scommesse (Betting Control and Licensing Board – BCLB), nel Paese risultavano registrate 99 società di gioco. Il governo ha stimato di aver raccolto 24,6 miliardi di scellini in tasse dalle società di gaming nel 2024. In questo scenario, JOOUST spera che il proprio quadro normativo rappresenti un esempio di responsabilità per i campus di tutto il Paese.
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