Le attività pubblicitarie delle varie società di scommesse in Kenya sono diminuite in modo significativo a causa delle rigide normative che regolano il modo in cui le aziende possono promuovere i loro prodotti. Questo aggiornamento è confermato dal fatto che i nuovi dati dell’Autorità per le Comunicazioni del Kenya (Communications Authority of Kenya) mostrano un rapido calo delle attività pubblicitarie su televisione, radio e stampa in tutto il Paese. Per molto tempo, la pubblicità delle società di scommesse era un fenomeno comune, ma negli ultimi anni è andata diminuendo gradualmente.
Crollo della spesa su tutti i canali
L’Autorità per le Comunicazioni del Kenya (Communications Authority of Kenya – CA) ha rivelato un forte calo della spesa pubblicitaria da parte delle società di scommesse e gioco d’azzardo del Paese. La spesa pubblicitaria delle aziende è diminuita dell’89 percento nel primo trimestre dell’anno finanziario 2025/26, a seguito delle recenti riforme normative che hanno modificato le strategie di marketing delle società di gioco.
Tra luglio e settembre 2025, le aziende del settore hanno speso solo 131 milioni di scellini (1,1 milioni di dollari), con un calo dell’89 percento rispetto agli 1,2 miliardi di scellini (9,96 milioni di dollari) registrati nel 2024. Il crollo riflette tagli drastici negli acquisti di spazi media e un quasi totale arresto dei canali pubblicitari tradizionali.
Il dettaglio mostra che la pubblicità televisiva delle società di scommesse è precipitata a 80 milioni di scellini (664.020 dollari) nel primo trimestre del 2025/26, rispetto ai 796 milioni di scellini (6,64 milioni di dollari) del trimestre precedente. La spesa radiofonica è scesa a 51 milioni di scellini (426.744 dollari) dai 513 milioni di scellini (4,3 milioni di dollari) dell’anno precedente. Le società di scommesse hanno inoltre riportato zero spesa per la pubblicità sulla stampa durante il trimestre, un’inversione netta rispetto ai 60 milioni di scellini (497.859 dollari) dell’anno precedente.
Nuove regole che stringono ulteriormente la presa
Il calo della pubblicità sul gioco d’azzardo arriva in concomitanza con l’introduzione di controlli più severi da parte del Consiglio per il Controllo e il Rilascio delle Licenze per le Scommesse (Betting Control and Licensing Board) e del Consiglio di Classificazione Cinematografica del Kenya (Kenya Film Classification Board). Entrambe le agenzie hanno rafforzato la supervisione e ampliato le restrizioni sulla promozione del gioco d’azzardo al pubblico.
Le nuove regole vietano le sponsorizzazioni da parte di celebrità e le collaborazioni con influencer per le pubblicità di gioco, richiedono la classificazione obbligatoria di tutti i contenuti legati al gioco da parte del KFCB e proibiscono qualsiasi contenuto che renda il gioco d’azzardo attraente o lo presenti come una fonte di reddito sostenibile.
I regolatori hanno vietato la pubblicità vicino a scuole e luoghi di culto e hanno imposto un limite del 20 percento dello spazio disponibile per gli annunci di gioco sulla stampa, una restrizione che ha avuto un impatto significativo sulle tradizionali inserzioni dei media.
Gli operatori ripensano la strategia
Gli analisti del settore suggeriscono che la stretta regolatoria abbia costretto molti operatori di gioco d’azzardo a rivedere le proprie strategie di marketing. Per evitare rischi di multe o sanzioni per mancata conformità, diverse aziende hanno spostato l’attenzione verso i canali digitali, dove la supervisione è percepita come meno rigida.
Il rapporto della Autorità per le Comunicazioni del Kenya (Communications Authority of Kenya – CA) non ha fornito dati specifici sulla pubblicità digitale legata al gioco d’azzardo. Tuttavia, questo spostamento indica una ricerca di maggiore flessibilità mentre gli operatori si adattano a regole più severe.
Il mercato più ampio resta resiliente
Nonostante il crollo della spesa pubblicitaria nel settore del gioco d’azzardo, il comparto pubblicitario nel suo insieme continua a mostrare una notevole resilienza e diversificazione. Altri settori hanno aumentato gli investimenti, contribuendo a compensare il forte calo registrato dalle società di scommesse. I fornitori di attrezzature per ufficio hanno incrementato la spesa pubblicitaria del 537 percento, raggiungendo 255 milioni di scellini (2,13 milioni di dollari), mentre le aziende del turismo e dell’intrattenimento hanno investito 1,8 miliardi di scellini (14,93 milioni di dollari), con un aumento del 128 percento rispetto al trimestre precedente. Il settore delle comunicazioni ha mantenuto la sua posizione dominante nella pubblicità televisiva, investendo 1,56 miliardi di scellini (12,92 milioni di dollari).
I servizi finanziari e le aziende di trasporto sono stati i maggiori investitori nella pubblicità radiofonica, con rispettivamente 1,3 miliardi di scellini (10,8 milioni di dollari) e 727 milioni di scellini (6,04 milioni di dollari). Queste cifre mostrano un mercato che si sta ricalibrando sotto pressione. Per le società di scommesse, ora è la conformità normativa a determinare la visibilità, non l’ambizione. Per i regolatori, il calo significativo dimostra che le nuove regole stanno già funzionando come previsto.
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