Gli Stati Uniti si sono affermati come di gran lunga il più grande mercato del gioco online a livello globale, raggiungendo una valutazione stimata di 79,8 miliardi di dollari nel 2025, secondo l’ultimo rapporto di Blask intitolato US and Canada iGaming 2025: The offshore reality.
Il rapporto descrive l’industria americana come sette volte più grande di quella del Regno Unito, che attualmente è il secondo mercato più grande al mondo. Con 362 brand in competizione per conquistare quote, il rapporto afferma che la regione offre opportunità insieme a una “frammentazione intensa”.
Il rapporto sottolinea anche il peso dei mercati regionali, osservando che sette singoli stati americani rientrerebbero tra i primi 10 mercati globali se fossero nazioni indipendenti. Questa concentrazione estrema di volumi e concorrenza rende gli Stati Uniti la regione “più strategicamente importante” per ogni operatore e fornitore dell’industria globale, afferma il rapporto.
Dominio dei brand offshore

Il rapporto di Blask evidenzia una realtà netta dell’attuale scenario: gli operatori offshore dominano ancora il mercato americano. Nonostante l’avanzare delle legalizzazioni locali, il rapporto afferma che gli operatori non autorizzati controllano circa due terzi del volume totale del mercato statunitense, secondo la metrica Competitive Earning Baseline (CEB).
I dati rivelano che l’80% di tutti i brand che servono i giocatori statunitensi è offshore, a dimostrazione della portata del settore non regolamentato. Il brand Bovada guida l’intero mercato, ottenendo un quarto di CEB in più rispetto al suo concorrente regolamentato più vicino, FanDuel.
Secondo i dati di Blask, i ricavi stimati di Bovada “superano la dimensione totale del mercato di qualsiasi Paese al di fuori di Stati Uniti, Regno Unito e Canada”.
Mentre i leader domestici FanDuel e DraftKings registrano una crescita annua a doppia cifra, il rapporto sottolinea che non sono ancora riusciti a “spostare l’equilibrio complessivo” del potere di mercato lontano da quello nero.

La regolamentazione completa si dimostra efficace nel lungo periodo
Il rapporto evidenzia che una regolamentazione completa funziona, ma richiede tempo per produrre risultati. Negli stati che offrono sia casinò online sia scommesse sportive, il rapporto afferma che questi hanno “spostato l’equilibrio verso gli operatori autorizzati”, che ora detengono in media il 62% della quota di mercato.
I dati mostrano che il Michigan è in testa con una quota domestica del 75%, rappresentando “l’esempio più chiaro di canalizzazione efficace su larga scala”. Anche il New Jersey dimostra che “giocare sul lungo periodo ripaga”, con i brand domestici che conquistano il 73% del mercato statale dodici anni dopo il lancio del primo casinò legale. Il rapporto afferma che questi mercati maturi dimostrano che la regolamentazione può rimodellare strutturalmente il dominio offshore, a condizione che agli operatori domestici sia consentito offrire una gamma completa di prodotti.
Gli stati con sole scommesse affrontano limiti strutturali di mercato
Nelle giurisdizioni che offrono scommesse online ma non casinò autorizzati, le piattaforme offshore continuano a colmare il vuoto. Il rapporto afferma che questi mercati “solo scommesse” registrano in media il 74% di quota offshore, poiché i giocatori che cercano slot e giochi da tavolo vengono automaticamente spinti verso operatori non regolamentati.
Dei 24 stati che offrono solo scommesse sportive legali, solo Maryland e Arizona hanno raggiunto una quota domestica CEB superiore al 40%, secondo i dati. Senza un’alternativa regolamentata per il casinò, il rapporto afferma che molti di questi stati rimangono strutturalmente limitati nella capacità di canalizzare la domanda verso opzioni legali. A New York, che è il più grande mercato statunitense per CEB, circa il 60% del volume confluisce verso operatori offshore proprio perché il casinò online non è disponibile tramite canali autorizzati.
California e Texas restano i premi più grandi ancora inesplorati
California e Texas rappresentano “probabilmente la più grande opportunità inesplorata nel panorama globale dell’iGaming”. Insieme, secondo Blask, questi due stati rappresentano quasi 10 miliardi di dollari in CEB, interamente offshore.
In California, il percorso verso la regolamentazione è complicato da un mercato dominato dal gioco tribale e dalla mancanza di consenso sulla questione del mobile. In Texas, il legislatore non si riunisce negli anni pari e lo stato ha storicamente mostrato poco interesse politico verso la legalizzazione del gioco online.
Il rapporto di Blask afferma che finché questi mercati non si muoveranno verso la regolamentazione, miliardi di potenziali entrate fiscali e tutele per i consumatori resteranno fuori dalla portata delle autorità domestiche.
I prediction market emergono come il segmento rivelazione

I prediction market si sono affermati come il segmento rivelazione, registrando una crescita impressionante del 256% nel Blask Index durante il 2025.
L’interesse aveva inizialmente raggiunto il picco durante le elezioni presidenziali del 2024, ma il rapporto afferma che l’ingresso di Kalshi nei mercati sportivi ha “catalizzato una nuova ondata di crescita”.
Il settore ora si sta “consolidando rapidamente attorno a Polymarket e Kalshi”, mentre queste piattaforme diventano un “segnale in tempo reale delle convinzioni collettive”.
Parallelamente, il poker online rimane un “duopolio concentrato e stabile”. Il rapporto afferma che Americas Cardroom e PokerStars insieme rappresentano circa il 50% della domanda totale, con una struttura competitiva rimasta “ampiamente stabile” durante l’anno.
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