I Paesi Bassi accelerano sulla regolamentazione del gioco d’azzardo e aprono alla possibilità di un divieto totale della pubblicità legata al gambling. Una prospettiva che potrebbe ridefinire gli equilibri del mercato regolamentato olandese e che riaccende il confronto tra tutela dei consumatori, sostenibilità degli operatori autorizzati e contrasto al mercato illegale.
Il tema è tornato al centro del dibattito politico dopo le recenti dichiarazioni della segretaria di Stato Claudia van Bruggen, che ha espresso dubbi sull’efficacia degli attuali strumenti di protezione dei giocatori vulnerabili, a partire dal sistema nazionale di autoesclusione Cruks. Secondo il governo olandese, le misure introdotte negli ultimi anni non sarebbero ancora sufficienti a limitare realmente l’esposizione dei soggetti a rischio ai contenuti promozionali del settore del gambling.
Cruks sotto pressione: “Protezione non completa”
Al centro della riflessione del governo c’è proprio Cruks, il registro nazionale di autoesclusione introdotto nei Paesi Bassi per impedire ai giocatori problematici di accedere agli operatori autorizzati.
Secondo Claudia van Bruggen, il sistema presenta limiti strutturali che non consentono di bloccare completamente l’esposizione pubblicitaria nei confronti dei soggetti vulnerabili. Gli operatori con licenza, infatti, non possono verificare in modo assoluto lo stato di esclusione di ciascun destinatario prima dell’invio di materiale promozionale. Inoltre, Cruks opera esclusivamente nel mercato regolamentato e non può intervenire sulle piattaforme illegali o offshore.
Questo significa che anche i giocatori che scelgono volontariamente di autoescludersi possono continuare a visualizzare pubblicità di gambling online, soprattutto sui social network e attraverso canali digitali difficili da controllare.
Il governo olandese considera la protezione dei giovani adulti una priorità crescente. Alcuni studi citati nel dibattito regolatorio mostrano infatti che la fascia tra i 18 e i 24 anni rappresenta una delle categorie più esposte ai rischi del gioco problematico.
Dal 2023 norme sempre più severe sulla pubblicità
L’eventuale introduzione di un divieto totale rappresenterebbe l’ultimo passo di un percorso normativo già estremamente restrittivo.
Da luglio 2023 i Paesi Bassi hanno vietato la pubblicità non mirata sul gioco d’azzardo attraverso la televisione, la radio, i giornali, i cartelloni pubblicitari e gli spazi pubblici. La normativa è stata introdotta per ridurre l’esposizione dei gruppi vulnerabili, mantenendo consentite solo forme di advertising altamente profilate e soggette a rigidi controlli.
Le regole olandesi prevedono, ad esempio, che almeno il 95% delle campagne pubblicitarie online debba raggiungere utenti di età superiore a 24 anni. Gli operatori sono inoltre obbligati a consentire agli utenti di rinunciare facilmente alla ricezione degli annunci pubblicitari.
Le restrizioni si sono poi estese progressivamente anche alle sponsorizzazioni. Nel 2024 sono stati limitati gli eventi e i programmi sponsorizzati da operatori di gambling, mentre nel 2025 il divieto è stato esteso al mondo dello sport, includendo squadre, maglie, competizioni e venue sportive.
Nonostante il progressivo irrigidimento delle norme, il governo ritiene che il quadro attuale non basti ancora a proteggere efficacemente le categorie più vulnerabili.
Il nodo del mercato illegale
Se da un lato la politica spinge verso un ulteriore giro di vite, dall’altro lato cresce la preoccupazione dell’industria per le possibili conseguenze di un divieto totale.
Secondo VNLOK, l’associazione che rappresenta gli operatori online autorizzati nei Paesi Bassi, eliminare completamente la pubblicità rischierebbe di rendere invisibile il mercato legale, favorendo indirettamente gli operatori privi di licenza.
Il presidente Björn Fuchs ha sottolineato che il modello regolamentato olandese si basa proprio sulla capacità di indirizzare i consumatori verso piattaforme sicure e controllate. In assenza di visibilità per gli operatori autorizzati, i giocatori potrebbero avere maggiori difficoltà a distinguere tra offerte legali e siti illegali.
Il tema del mercato nero rappresenta oggi uno degli aspetti più delicati del dibattito europeo sul gambling online. Secondo le autorità olandesi, ogni mese continuano a circolare decine di migliaia di annunci pubblicitari riconducibili a operatori non autorizzati, soprattutto sulle principali piattaforme social.
La Kansspelautoriteit (KSA), l’autorità di regolamentazione del gioco nei Paesi Bassi, ha intensificato negli ultimi mesi le attività di contrasto alla promozione illegale online, collaborando con Big Tech e piattaforme digitali per la rimozione degli annunci non conformi.
Un equilibrio complesso tra tutela e sostenibilità
Il caso olandese riflette una tendenza ormai diffusa in diversi mercati europei: aumentare la protezione dei consumatori senza compromettere la sostenibilità del mercato regolamentato.
Dopo la legalizzazione del gambling online nel 2021 con il Remote Gambling Act, i Paesi Bassi hanno progressivamente irrigidito il quadro normativo con nuove restrizioni pubblicitarie, controlli più severi e una crescente attenzione alla tutela dei giovani.
Anche in altri Paesi europei il tema resta centrale. In Italia, ad esempio, il Decreto Dignità del 2018 ha introdotto un divieto quasi totale della pubblicità del gioco con vincita in denaro, motivato dalla necessità di contrastare la ludopatia e di tutelare le categorie vulnerabili.
La sfida per il governo dell’Aia sarà ora trovare un punto di equilibrio tra due esigenze apparentemente opposte: rafforzare le misure di protezione dei giocatori senza spingere una parte crescente dell’utenza verso il circuito illegale.
Nei prossimi mesi il confronto politico e regolatorio entrerà probabilmente nel vivo. L’eventuale introduzione di un divieto totale della pubblicità del gambling potrebbe infatti trasformare i Paesi Bassi in uno dei mercati più restrittivi d’Europa per i settori iGaming e betting.
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