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Paesi Bassi: Pubblicità gioco illegale su Meta, VNLOK porta il caso a Bruxelles

Tony Colapinto
Scritto da Tony Colapinto

La pubblicità di gioco illegale su Meta diventa un caso europeo. L’associazione olandese VNLOK, che rappresenta gli operatori autorizzati del gioco online nei Paesi Bassi, ha annunciato un’azione legale contro il gruppo proprietario di Facebook e Instagram e la presentazione di una denuncia alla Commissione europea. Al centro dello scontro c’è la diffusione, definita massiccia, di annunci riconducibili a operatori non autorizzati sulle piattaforme social più utilizzate del gruppo americano.

La vicenda non riguarda soltanto il mercato olandese. Tocca un nodo sempre più sensibile per l’intera industria europea dell’iGaming: il rapporto tra piattaforme digitali, pubblicità online, tutela dei consumatori e responsabilità degli intermediari tecnologici. In un settore regolamentato via via più stringente, la capacità degli operatori illegali di raggiungere gli utenti attraverso campagne sui social solleva interrogativi ormai irrinunciabili.

VNLOK contro Meta: il cuore della contestazione

Secondo VNLOK, Meta non avrebbe adottato misure sufficienti per impedire la promozione di siti di gioco privi di licenza olandese su Facebook e Instagram. L’associazione sostiene che il sistema attuale sia eccessivamente dipendente dalle segnalazioni successive alla pubblicazione degli annunci e non sia sufficientemente efficace nel prevenire la comparsa di nuove campagne.

Il problema, secondo gli operatori legali, è strutturale. Gli inserzionisti non autorizzati riuscirebbero a moltiplicare account, pagine e domini, pubblicando annunci per brevi periodi ma con un impatto potenzialmente molto ampio. Anche quando alcuni contenuti vengono rimossi, altri annunci simili possono tornare online rapidamente, rendendo la moderazione reattiva poco incisiva rispetto alla rapidità del fenomeno.

VNLOK afferma inoltre di aver cercato un confronto con Meta, senza però ottenere, a suo giudizio, un impegno sufficiente in merito alle soluzioni di sistema. La richiesta dell’associazione non si limita quindi alla rimozione dei singoli annunci segnalati, ma punta a strumenti più robusti per la verifica degli inserzionisti, l’individuazione preventiva e il blocco delle campagne illegali rivolte al mercato olandese.

I numeri del monitoraggio: oltre il 95% degli annunci sotto accusa

La posizione dell’associazione si fonda su un monitoraggio effettuato tramite la libreria pubblicitaria di Meta. Secondo i dati raccolti da VNLOK, tra ottobre e dicembre 2025 sono state individuate decine di migliaia di inserzioni relative al gioco rivolte agli utenti dei Paesi Bassi.

Nel dettaglio, l’associazione ha rilevato 61.717 annunci a ottobre, 84.493 a novembre e 67.732 a dicembre. In tutti e tre i mesi, oltre il 95% delle inserzioni sarebbe stato riconducibile a operatori illegali. Il picco di esposizione, secondo VNLOK, sarebbe stato raggiunto a novembre, con circa 50 milioni di impression.

A rendere il quadro più critico è il dato relativo alle rimozioni. Sempre secondo l’associazione, la quota di annunci eliminati da Meta sarebbe rimasta limitata: il 3% a ottobre, il 5,2% a novembre e il 4,7% a dicembre. Numeri che, nella lettura di VNLOK, dimostrano l’insufficienza degli attuali meccanismi di controllo.

È importante precisare che si tratta di dati prodotti dall’associazione di settore, dunque da una parte direttamente coinvolta nella disputa. Tuttavia, il tema della pubblicità illegale sui social è stato confermato anche dall’autorità olandese per il gioco, la Kansspelautoriteit, che a maggio ha dichiarato di aver inviato a Meta oltre 4.600 segnalazioni relative ad annunci illegali individuati nel solo mese di aprile.

Il rischio per consumatori e mercato regolamentato

La pubblicità sul gioco illegale su Meta pone un problema che va oltre la concorrenza tra operatori. Nei Paesi Bassi il gioco online è consentito soltanto agli operatori in possesso di licenza. Questi soggetti sono tenuti a rispettare le regole relative all’identificazione degli utenti, alla prevenzione della dipendenza, ai limiti, ai doveri di intervento e alla protezione dei giocatori vulnerabili.

Gli operatori non autorizzati, invece, agiscono al di fuori di questo perimetro. Possono promuovere bonus aggressivi, aggirare gli strumenti di autoesclusione e intercettare gli utenti in cerca di formule prive di limiti o controlli. Secondo la Kansspelautoriteit, alcune pubblicità illegali utilizzano anche i nomi e i loghi di sportivi noti o di grandi marchi per apparire più affidabili agli occhi dei consumatori.

Per VNLOK, il rischio principale riguarda i minori, i giovani adulti e le persone con comportamenti di gioco problematici. L’associazione sostiene che la crescita dell’offerta non autorizzata stia indebolendo la capacità del sistema regolamentato di proteggere i giocatori e di mantenere il traffico all’interno di operatori sottoposti a vigilanza.

Il ruolo del Digital Services Act

La denuncia annunciata da VNLOK chiama direttamente in causa il Digital Services Act, il regolamento europeo che impone obblighi più stringenti alle grandi piattaforme online. Facebook e Instagram rientrano tra i servizi di ampia dimensione soggetti al quadro DSA, che richiede misure contro la diffusione di contenuti illegali, una maggiore trasparenza pubblicitaria e la valutazione dei rischi sistemici connessi al funzionamento delle piattaforme.

VNLOK intende chiedere alla Commissione europea di valutare se Meta abbia rispettato tali obblighi. Parallelamente, l’associazione intende rivolgersi ai giudici olandesi per ottenere l’accertamento della responsabilità della società e l’imposizione di misure più efficaci contro le inserzioni illegali.

La causa, se confermata nei termini annunciati, potrebbe costituire un precedente rilevante per l’intero settore europeo dell’iGaming. Non si tratta più soltanto di capire se un singolo annuncio debba essere rimosso, ma se una piattaforma globale possa essere chiamata a rispondere quando un fenomeno illegale si ripete su larga scala e con modalità prevedibili.

Una sfida che supera Meta

Pur concentrando l’azione su Meta, VNLOK riconosce che il contrasto al gioco illegale non può basarsi esclusivamente sui social network. L’infrastruttura dell’offerta non autorizzata coinvolge motori di ricerca, circuiti di pagamento, affiliate network, provider tecnologici e fornitori di contenuti.

È proprio qui che la vicenda assume un significato più ampio. Il mercato illegale non cresce soltanto perché esistono operatori privi di licenza, ma anche perché riesce ancora a utilizzare canali digitali, strumenti pubblicitari e sistemi di pagamento per raggiungere i consumatori europei. Per i regolatori, la sfida sarà costruire un approccio coordinato in grado di intervenire lungo l’intera filiera.

Per Meta, la questione si inserisce in un quadro europeo già segnato da un crescente scrutinio sulle responsabilità delle grandi piattaforme. Per l’iGaming regolamentato, invece, rappresenta un banco di prova decisivo: senza un controllo efficace della pubblicità digitale, la protezione dei consumatori rischia di restare forte sulla carta, ma fragile nel punto più esposto, quello in cui l’utente incontra l’offerta illegale.

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