Parlamento Ue - Meta, gioco online: interrogazione su sanzioni e pubblicità sulle piattaforme digitali
Il Parlamento europeo porta al centro del dibattito il rapporto tra Meta, pubblicità del gioco online e applicazione del Digital Services Act. Con un’interrogazione scritta rivolta alla Commissione, gli eurodeputati Yvan Verougstraete e Sandro Gozi, del gruppo Renew Europe, chiedono come l’Europa intenda affrontare la presenza crescente di operatori di scommesse non autorizzati che utilizzano le grandi piattaforme digitali per promuovere i propri servizi verso gli utenti dell’Unione. Una questione che punta a chiarire se queste pratiche violino il DSA e quali sanzioni possano essere applicate anche nei confronti dei giganti del web.
L’allarme degli eurodeputati su operatori illegittimi e concorrenza sleale
Secondo quanto riferito nell’interrogazione, molti siti di scommesse online operano nell’Unione europea senza alcuna autorizzazione nazionale, evitando il pagamento delle imposte nei Paesi in cui offrono i propri servizi e ignorando gli obblighi a tutela dei giocatori, soprattutto dei minori. Questo scenario crea una distorsione del mercato: gli operatori legittimi devono rispettare norme stringenti su trasparenza, correttezza delle offerte e prevenzione della dipendenza, mentre altri sfruttano la mancanza di controlli per raggiungere milioni di utenti.
Il punto critico riguarda il modo in cui questi operatori non autorizzati promuovono i propri servizi. Gli eurodeputati denunciano che attraverso annunci mirati sui social media è possibile raggiungere un pubblico vulnerabile, con potenziali violazioni delle regole del Digital Services Act. Meta viene individuata come piattaforma centrale per la diffusione di questo tipo di contenuti, nonostante gli obblighi di moderazione e valutazione dei rischi introdotti dal nuovo quadro normativo europeo.
Gli eurodeputati chiedono ufficialmente alla Commissione se considera queste pratiche in violazione del DSA, quali misure intenda adottare per fermare la pubblicità del gioco illegale e come verranno applicate le sanzioni previste dal regolamento anche nei confronti delle piattaforme di dimensioni molto grandi.
Il quadro normativo: come il DSA cambia la pubblicità digitale in Europa
Il Digital Services Act, pienamente applicabile dal 2024 alle principali piattaforme digitali, impone un livello di responsabilità molto più elevato per tutti i servizi che operano nel mercato unico digitale. Il regolamento introduce obblighi generali per i fornitori di servizi intermediari e obblighi rafforzati per le Very Large Online Platforms, categorie in cui rientrano i servizi di Meta.
Secondo il DSA, queste piattaforme devono effettuare valutazioni periodiche dei rischi legati alla diffusione di contenuti illegali, agli effetti sui diritti fondamentali e alla protezione dei minori. Il regolamento vieta inoltre la pubblicità mirata ai minori basata sui loro dati personali e limita l’uso di categorie sensibili per il targeting pubblicitario.
Sul fronte delle sanzioni, la Commissione dispone della possibilità di imporre multe fino al 6% del fatturato mondiale annuo delle piattaforme in caso di gravi violazioni, oltre a misure correttive specifiche in presenza di inadempienze persistenti.
Meta sotto pressione: dalle nuove policy alle indagini europee
Meta è da tempo al centro delle attenzioni delle autorità regolatorie europee. Nel 2025 la Commissione ha avviato varie indagini su alcune delle principali piattaforme digitali, tra cui i servizi del gruppo Meta, per presunte violazioni del DSA legate alla gestione dei contenuti illegali, ai sistemi di segnalazione e alla trasparenza della pubblicità.
Parallelamente, Meta ha aggiornato le proprie regole pubblicitarie relative al gioco, richiedendo agli inserzionisti di dimostrare il possesso di una licenza valida per proporre campagne in specifiche giurisdizioni. Le nuove linee guida ribadiscono il divieto di indirizzare annunci di gioco verso i minori e includono controlli più rigorosi sui soggetti autorizzati a utilizzare la piattaforma per promuovere servizi di betting.
Nonostante ciò, alcune autorità europee hanno segnalato la persistenza di inserzioni illegali. In diversi Paesi dagli inizi del 2025 sono stati individuati migliaia di annunci pubblicitari che rimandavano a operatori non autorizzati, rimossi solo dopo la segnalazione degli organi di vigilanza. Un segnale evidente delle difficoltà operative nel bloccare tempestivamente campagne che spesso ricompaiono con nuovi formati o account.
Vulnerabilità e minori: il nodo più delicato per il regolatore europeo
La preoccupazione espressa nell’interrogazione non riguarda solo la concorrenza sleale ma soprattutto la tutela delle categorie più esposte. Studi e ricerche condotte negli ultimi anni confermano che l’esposizione a contenuti legati al gioco online, anche in forme indirette, può aumentare la propensione al gioco problematico, soprattutto tra gli adolescenti.
Inchieste giornalistiche in diversi Paesi europei hanno inoltre mostrato come dati raccolti dai siti di scommesse possano essere condivisi con piattaforme social attraverso strumenti di tracciamento, generando profili dettagliati degli utenti e aumentando il numero di annunci ricevuti nelle ore successive. Un meccanismo che, in assenza di controlli rigorosi, rischia di compromettere la salute mentale di persone con fragilità rispetto al gioco.
Il DSA affronta proprio questi rischi, obbligando le piattaforme a valutare gli effetti delle loro pratiche pubblicitarie sul benessere degli utenti e dei minori, imponendo misure preventive e correttive che devono essere dimostrabili e verificabili.
Le conseguenze per l’industria del gioco online autorizzata
Per gli operatori legittimi, il dibattito aperto dal Parlamento europeo rappresenta una chance di riequilibrio competitivo. Oggi chi opera nel rispetto delle leggi deve investire in compliance, prevenzione della dipendenza e sistemi di controllo interni, mentre gli operatori non autorizzati riescono a ottenere visibilità sui social sfruttando l’assenza di una regolamentazione transfrontaliera armonizzata.
Se la Commissione confermerà che la promozione dei siti vietati costituisce una violazione del DSA, le piattaforme digitali potrebbero essere costrette a implementare filtri avanzati, verifiche automatiche delle licenze e collaborazioni più strette con i regolatori nazionali del gioco. Un cambiamento che favorirebbe la concorrenza leale e ridurrebbe il peso degli operatori illegittimi sul mercato.
Cosa succederà dopo l’interrogazione del Parlamento Ue
Nel breve periodo, la Commissione dovrà rispondere formalmente alle domande degli eurodeputati, chiarendo la propria interpretazione del DSA in relazione alla pubblicità del gioco online. Una risposta che potrebbe includere indicazioni operative per le piattaforme e nuovi impegni sul fronte dell’enforcement.
Nel medio periodo, il confronto istituzionale potrebbe accelerare l’elaborazione di linee guida europee più specifiche sulla pubblicità del gioco, in continuità con le iniziative avviate nel 2025 per rafforzare la protezione dei minori negli ambienti digitali.
Inoltre, le indagini già avviate su altre piattaforme dimostrano che la Commissione è pronta a utilizzare la leva sanzionatoria quando ritiene che gli obblighi del DSA non vengano rispettati, aprendo la strada a un’applicazione sempre più rigorosa del quadro normativo.
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